Quelli che il velo è barbarie…

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Mariah Idrissi, 23 anni, vive a Londra dove gestisce un centro estetico. Modella musulmana, nasce da genitori di origini pakistane e marocchine.

 

Quelli che “il velo è contro il Cristianesimo” e poi dimenticano la Madre di Gesù, velata e santa.

Quelli che “il velo è barbarie”, e poi dimenticano quello delle nostre nonne e bisnonne, che ancora si possono scorgere nei paesini della nostra penisola.

Quelli che “il velo reprime la femminilità”, e poi dimenticano l’esotismo sensuale dai tratti arabo mediorientali di alcune danzatrici del ventre. E la sensualità di uno sguardo.

Quelli che vorrebbero vietare il velo, in nome della superiore cultura occidentale.

Quelli che vorrebbero vietare il velo, in nome dell’uguaglianza.

Quelli che, insomma, mostrano la comune matrice comune snob della cultura progressista e di quella liberale.

Quelli che dell’Islam hanno una visione approssimativa.

Quelli che “bisogna difendere la nostra identità” ma poi non vanno neanche in Chiesa. E stanno solo difendendo l’identità americana.

Quelli che poi fanno la guerra ai paesi islamici laici e si alleano con i fondamentalisti.

Quelli che “il Corano è violento e antifemminista”. Ed hanno sulla coscienza due bombe atomiche, la mercificazione della sessualità come modello di riferimento e leggono l’Antico Testamento senza storcere il naso.

Quelli che “no al velo” soltanto perché non guardano mai all’essenziale ed amano lo scandalo.

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