Sovranità, prima della destra e della sinistra

Nel dibattito politico si fa ormai un gran parlare di sovranità: ecco perché qualche precisazione sul tema è sembrata necessaria non solo per saperne di più sull’argomento, ma anche per vederci più chiaro nell’ambito di una opposizione che rivela spesso confusione sia sul fronte sovranista che sul fronte opposto.

Cos’è, dunque, il “sovranismo”? Per comprenderlo, saranno necessari alcuni passaggi: capire quali sono, cosa pensano e come si differenziano tra loro i partiti e i movimenti che simpatizzano o si rispecchiano con questa definizione; capire quali caratteristiche, secondo i suoi detrattori, definiscono come sovranista un partito o un movimento; e, infine, capire se il richiamo al termine sovranità risulta adeguato o se (e in che misura) si tratta invece di una mistificazione o di una derivazione ideologizzata del termine, andando così a ridefinire più correttamente il cosiddetto “sovranismo”, “depurandolo” dalle contingenze.
Tutto ciò, del resto, permetterà anche di spiegare perché il “sovranismo” fa paura e se questa paura è giustificata oppure no.

Di base, però, c’è da sottolineare innanzitutto che tutto nasce dalla sommatoria della dialettica destra/sinistra tradizionalmente dominante ad una crescente contrapposizione tra, appunto, sovranisti e anti-sovranisti/globalisti, accentuatasi progressivamente insieme ad una aumentata visibilità (a partire dalla Seconda Guerra Mondiale) del potere degli organismi di governo sovra-nazionali. Organismi che, nell’ambito dell’Unione Europea, si aggiungono a quelli a dimensione continentale, innestando la questione globalista nel dibattito decennale sul futuro e la natura di quella che era nata come Comunità Europea.
Tanto basta per cogliere già una prima differenza tra sovranismo e populismo, il quale si fonda specificamente sull’opposizione popolo-élite: non sembra infatti necessario che il sovranismo riprenda questa contrapposizione tipicamente populista, dal momento che la sovranità non è di destra o di sinistra e precede sia la destra che la sinistra, ma i due termini hanno finito per sommarsi dal momento che quelle percepite come élite sembrano compattamente schierate sul fronte globalista. Per la stessa ragione, dunque, non è scontato che il sovranismo sia di “destra” (ed esiste, del resto, un sovranismo di sinistra), ma di fatto sul fronte sovranista si trovano per lo più le destre, mentre sul fronte opposto – per ragioni che analizzeremo – stanno più volentieri le sinistre. Anche di questo apparente allineamento delle sinistre con le élite dovremo quindi accertarci e rendere conto, alla ricerca delle opportune spiegazioni.

Non ci sono invece dubbi, come dicevamo, che la difesa della sovranità può e deve precedere, anziché sostituire, le ideologie politiche di destra e sinistra, se per sovranismo si intende l’opposizione ad un piano di inglobamento delle comunità locali e/o nazionali all’interno di un ordinamento (mondiale al suo massimo livello) unificato. Sovranismo non è infatti fanatismo nazionalista, non è isolazionismo, non è razzismo, non è eventualmente clericalismo né per forza populismo. Sovranismo non è nient’altro che la determinazione a conservare l’indipendenza e l’esistenza degli Stati su base nazionale o, comunque, identitaria. Premesso questo, il dibattito politico e il confronto eventualmente ideologico rimangono totalmente aperti.

Emmanuel Raffaele Maraziti

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