BARBANERA // “Ho sognato un vaccino anti-buonismo”

Anno Domini: 2020 D.C.
Diario di bordo
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In Italia la situazione è tragica, le due malattie del secolo imperversano mietendo vittime e cervelli; ancora non si è riusciti a trovare né un vaccino né un antidoto.
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Chi vi scrive è un fortunato, non contagiato dalla prima (covid-19) e risultato immune alla seconda ma, nonostante ciò, la paura è tanta!

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Per sfuggire da questa brutta malattia (la seconda) mi sono dovuto rifugiare a bordo della mia “Arcadia interiore”, a bordo di una nave che non naviga nelle acque del pensiero unico, che non percorre la via delle opinioni allineate e socialmente accettate ma, nonostante ciò, mi pongo sempre la domanda: “e se dovessero venir meno le difese immunitarie e, come tanti miei coetanei, mi ammalassi di ‘buonismo’?”

E se anche io dovessi cadere nella trappola del ‘restiamo umani‘?
E se anche io dovessi contrarre l’influenza del pensiero unico e della sua retorica?
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Tremo al solo pensiero di svegliarmi con questa malattia senza cura che, da almeno un decennio ahimè, ha già contagiato milioni di Italiani, miei amici, miei familiari, miei semplici conoscenti.
Questa orrenda malattia ha ormai preso così tanto piede che ha fatto da apripista all’avvento del mondo della sovversione, un mondo senza ‘pietas’, senza ideali, un mondo di Sardine e Rosari recitati in diretta a ‘non è la D’urso’, un mondo dove Berlinguer cede il posto a Mattia Santori e Almirante viene sostituito da Salvini, un mondo che ci fa scoprire patriottici alle 18:00 ma che non ci permette di esserlo quando l’Unione Europea deliberatamente ci lascia morire!
Un mondo che ci impone lo slogan ‘porti aperti’ solamente quando le navi che devono entrare sono piene di persone di altre nazionalità (è più cool difendere gli stranieri) ma ci impone il silenzio di tutti (ONG, TV, RADIO, Politica) quando a dover attraccare è una nave piena di nostri connazionali con sospetti casi di Covid-19 e che nessuno vuole ospitare (Costa Diadema) perchè “tanto è piena di italiani, aiutare loro non è radical chic”.
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Proprio quel sentimento buonista ci ha costretto a non difenderci dal covid-19: non si potevano chiudere i confini quando l’allarme era stato lanciato (prima decade di Gennaio) perché chiudere i confini è un atto fascista – e chissà che avrebbe detto la nostra amica Unione Europea, chissà che avrebbe detto quella massa di fanatici ed utili idioti che cinque giorni prima recitava: “l’unica mascherina utile è quella della cultura, mostriamo gli anticorpi all’unico virus, il razzismo”.
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La scienza, in maniera inversamente proporzionale all’intelletto dell’italiano medio, negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante: è di ieri la bellissima notizia che in autunno, forse, sarà pronto il primo vaccino anti covid ed io, sognatore professionista, ho immaginato ad occhi aperti un vaccino anti-buonismo, un vaccino che possa farci aprire gli occhi e capire che l’Europa, per come era stata concepita, è un fallimento e che si è ridotta ad essere solamente un’unione monetaria e non un’unione di popoli; un insieme di Stati accomunati dal solo interesse economico e non da un comune intento umano e da una comunità di popoli come negli USA o in Russia (voi immaginereste, ad esempio, la Luisiana che nega aiuti alla Florida alle prese con una pandemia?).
Ho immaginato un vaccino che ci faccia rendere conto che l’Europa non puó ridursi ad essere un progetto Eramus o l’assenza di frontiere ma che dovrebbe rappresentare molto di più.
Un vaccino, insomma, che ci faccia tornare ad amare la nostra Nazione, che ci renda orgogliosi dell’italianità in qualsiasi sua forma, senza dover obbligatoriamente rincorrere terminologie e usanze anglofone che non hanno nulla a che vedere con le nostre tradizioni.
Un vaccino che non ci renda più il popolo di Di Maio, delle  sardine e del ‘restiamo umani’!
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Poi mi sono svegliato e mi sono reso conto che, tutto ciò, è e resterà solo un bel sogno e ho benedetto quel giorno di 19 anni fa, quando iniziai a creare la mia Arcadia, dal quale vi sto scrivendo e dove il mondo moderno (nella sua accezione negativa) non entrerà mai.
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Paolo Mattia, Libero Sovranista

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