BARBANERA // “Il post-ideologismo grillino ha fallito”

“Siamo il frutto di ció che abbiamo visto, vissuto e subìto” recita un bellissimo e veritiero detto; e la speranza che tutto ció che stiamo vivendo ci serva da lezione dopo questa pandemia è molto alta.
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Non voglio però soffermarmi sull’aspetto umano e su quante cose ci abbia potuto insegnare: a dare un’elevata importanza ad ogni singolo attimo di libertà e libero arbitrio; a non dare mai nulla per scontato; a non lamentarci mai senza motivo; ad apprezzare alcune persone ed affetti, lasciati da parte perchè troppo presi dalla velocità che ci impone il mondo moderno.
Vorrei, invece, soffermarmi sull’insegnamento politico-sociale che ci ha o ci avrebbe dovuto insegnare questo momento.

Nel momento senza dubbio più buio degli ultimi sessantacinque anni e alla veneranda età di trentatre anni, dopo diciannove anni di attivismo politico sempre dalla stessa “parte”, devo ammettere una cosa: quasi mi mancano Prodi, Renzi, D’Alema e Letta!
Provocazioni a parte, sarebbe stato certo troppo semplice per me sostenere che l’attuale governo non avrebbe mai retto il confronto con uno precedente di centrodestra.
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Ma questo momento ci dovrebbe far capire che il teorema “uno vale uno” è sbagliato, oltre che pericolosissimo.

E ci dovrebbe far capire che una persona che dedica anni ed anni allo studio, alla propria crescita culturale e professionale, non puó essere paragonata, annullando ogni sistema meritocratico, ad una persona che, grazie alle storture della rete e alle aberrazioni dei social nerwork, si ritrova a ricoprire ruoli apicali di governo.
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Questo momento avrebbe dovuto farci capire che il “post-ideologismo” professato da questi cialtroni 5 stelle ha fallito, che non è possibile guidare una nazione senza alcuna competenza e senza avere una linea politica (un giorno sovranisti alleati con la Lega ed il giorno dopo europeisti con tinte socialiste e alleti con la sinistra).
Aavrebbe dovuto farci capire che dire una frase ad effetto, abbozzare un discorso in spagnolo, essere un uomo elegante con il titolo di “professore”, non dovrebbe bastare per governare una nazione che ha visto sedere in parlamento Giolitti, De Gasperi, Almirante, Moro e Berlinguer.

Mi mancano le discussioni sui grandi temi, mi manca vedere un programma di approfondimento politico dove maggioranza ed opposizione si scontrano sulla linea politica del governo e non solo su qualche proposta abbozzata e dettata da un sondaggio effettuato su una piattaforma sconosciuta ai più, mi mancano le scelte dettate da un’ideologia (andrebbe bene anche qualsiasi ideologia annacquata in stile “Seconda Repubblica”).
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Questa tragedia ci dovrebbe insegnare che, per valutare qualsiasi cosa, bisognerebbe guardare oltre l’aspetto esteriore, oltre la mera etichetta dello slogan “onestà, onestà”, oltre i proclami di casse integrazioni inesistenti,  dei 600 euro agli imprenditori (chi vi scrive è un piccolo imprenditore che non ha avuto il diritto ad accedere neanche all’elemosina di Stato per cavilli burocratici) e dei voli per rimpatriare i nostri connazionali (dalla Spagna, ad esempio, è stato organizzato un solo volo di 150 persone a 300 euro cadauno, chapeau al ministro Di Maio).
Torniamo a parlare di contenuti, torniamo a litigare su questa  o quell’altra tematica, torniamo a parlare di Europa e di una linea politica sensata, ma, vi prego, quando avremo la possibilità, tramite la nostra matita, torniamo a votare per appartenenza ideologica e culturale, fermiamo questi ladri di sogni e rispediamoli nella nicchia di emarginazione sociale naturalmente destinata a chi ha, come unici argomenti, le scie chimiche, il terrapiattismo e l’avversione per i vaccini.
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In conclusione, vorrei perciò riproporvi, per onestà intellettuale, un ottimo intervento di Benedetto Della Vedova, segretario del partito di sinistra ” + Europa” e rispetto al quale , di certo, mi sento ideologicamente più distante: “Beppe Grillo, dove sei? Tu che hai esaltato la disinformazione contro i vaccini, contro l`innovazione, contro la scienza  perchè “uno vale uno”. Che ti auguravi  un destino di decrescita, di rinuncia al progresso, di economia di sussistenza. Dove sei? Ora che sei al potere con Salvini e contro Salvini, dove sei? Ora che l`Italia cerca di recuperare fiducia nella scienza e nella ricerca confidando in una terapia e in un vaccino? Eccola l’Italia senza vaccini, preda di una malattia che non riusciamo a fermare; della decrescita, della deindustrializzazione. Eccola, l’Italia in cui comandano le tue truppe plasmate dal rancore e dall’invidia per il sapere e le competenze. Beppe Grillo, stai solo disertando“.
Paolo Mattia

 

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