Trump contro l’Oms: “sconsigliava di chiudere le frontiere”

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump punta il dito contro l’Oms e pensa a dare un taglio ai fondi con il quale, il governo americano, finanzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce “Cina-centrica”.

Perché l’Oms ci ha consigliato di tenere aperte le nostre frontiere alla Cina?“, ha twittato ieri Trump.

L'immagine può contenere: 1 persona, il seguente testo "Donald J. Trump @realDonaldTrump The W.H.O. really blew it. For some reason, funded largely by the United States, yet very China centric. We will be giving that a good look. Fortunately rejected their advice on keeping our borders open to China early on. Why did they give us such a faulty recommendation? Traduci il Tweet 17:04 07 apr 20 Twitter for iPhone"Quello che potrebbe sembrare (e in parte certamente è) uno scarica-barile politico, nasconde in realtà una verità che, proprio su Rivoluzione Romantica, messo in evidenza.
Infatti, l’Oms – la prima ad essere ovviamente informata delle “polmoniti anomale” in Cina a dicembre, perfettamente cosciente del rischio pandemia tanto da aver inviato specifiche raccomandazioni ai governi nei mesi precedenti, che evidenziavano peraltro le conseguenze disastrose di una sua diffusione a livello mondiale – non ha mai raccomandato agli Stati la chiusura delle frontiere, né agli Stati Uniti né ad altri Paesi, anche dopo la dichiarazione dello Stato d’emergenza internazionale.
E’ solo dopo questa dichiarazione che molti Paesi, tra cui Italia e Usa, hanno comunque bloccato i voli (peraltro tra le critiche), a quel punto giustificati dal punto di vista internazionale da uno stato di cose evidentemente sfuggito di mano.
Certo, possiamo continuare ad accusare i singoli governi di aver adottato strategie sbagliate o di non averne una già pronta, nonostante il rischio fosse noto; ma la realtà è che tutti i Paesi si attendevano forse dall’Oms una capacità di coordinamento e di risposta maggiore, a riprova del suo ruolo, che è esattamente questo.
Fin dall’inizio, l’Oms si è dimostrata consapevole che, in seguito ai viaggi internazionali, il virus si sarebbe diffuso a livello globale, ma ha continuato a giudicare “anti-scientifico” e inutilmente dannoso il blocco.
Come abbiamo fatto notare, in una raccomandazione si fa riferimento addirittura al pericolo “discriminazione e stigma”, oltre che ad una “interferenza non necessaria al traffico internazionale” che potrebbe “avere ripercussioni negative sul settore del turismo”.
A conferma delle parole di Trump, in effetti, l’Oms si è profusa in via ufficiale in continui elogi della dittatura cinese, della sua “trasparenza” nella convinzione che le azioni intraprese fossero adeguate a contenere il contagio, non solo in Cina ma anche nel resto del mondo.
Forse i governi avrebbero fatto meglio a fare di testa loro, ma le colpe dell’Oms rappresentano un’ombra sulla vicenda rispetto alla quale sarebbe opprtuno chiedere ed avere chiarimenti in via ufficiale.
Emmanuel Raffaele Maraziti

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