Ecco perché Achille e Zeus sono neri nella nuova serie Netflix

Achille e Patroclo amoreggiano sulla spiaggia di Troia nella nuova serie Netflix

Il prodotto in sé, in realtà, non è niente male, anche se l’accoglienza della critica è stata piuttosto tiepida. Ma “Troy: Fall of a city“, la nuova serie Netflix-BBC sulla guerra di Troia e la distruzione della città da parte dei Greci, è riuscita a far discutere di sé soprattutto per un piccolo “dettaglio”: il biondo Achille è interpretato da un attore di colore.

A vestire i panni dell’eroe omerico, mitologicamente noto appunto per la “bionda chioma”, è infatti David Gyasi, attore inglese di origini ghanesi. E non è l’unico caso che balza all’occhio. Accanto a lui, fedele amico e amante, troviamo infatti l’attore nero sudafricano Lemogang Tsipa nel ruolo di Patroclo. E poi ancora – quasi un sacrilegio per i puristi – è interpretato da un attore di colore anche Zeus, il padre degli dei, nonché il leggendario pro-genitore dei Romani, Enea: a vestire i loro panni, infatti, sono rispettivamente l’anglo-nigeriano Hakeem Kae-Kazim e Alfred Enoch, anglo-caraibico. Continua a leggere

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Negoziatore serbo arrestato dai reparti speciali kosovari. Vucic: “terroristi”

Lunedì scorso, a Nord Mitrovica, i reparti speciali della polizia kosovara hanno arrestato Marko Djuric, alto funzionario serbo, direttore dell’Ufficio per il Kosovo. Capo negoziatore della Serbia proprio nell’ambito del dialogo con il Kosovo (Stato solo parzialmente riconosciuto dalla comunità internazionale, dopo al dichiarazione di indipendenza dalla Serbia nel 2008), Djuric si trovava in quella che il governo di Belgrado considera una provincia autonoma proprio per discutere del dialogo tra i due Paesi. Continua a leggere

Yoel, il piccolo legionario spagnolo che canta “El novio de la muerte”

Si chiama Yoel Extremera, non ha ancora compiuto quattro anni, ma in pochi giorni il suo video ha fatto quasi un milione di visualizzazioni su YouTube e attirato ovviamente (ancora una volta) l’attenzione dei giornali spagnoli. Per il terzo anno, infatti, in occasione del Giovedì Santo, a Malaga, nel corso della processione del “Cristo de la buena muerte”, il piccolo Yoel ha sfilato cantando “El novio de la muerte“, inno della Legione Spagnola, unità scelta dell’esercito spagnolo in passato nota come Legione Straniera Spagnola, che ha tra i fondatori l’ex dittatore Francisco Franco. Ma, come anticipavamo, la prima volta del bimbo risale addirittura al 2016, quando – come spiega il padre José Antonio Extremera – uno zio gli ha regalato la divisa da legionario. Nella scena si vedono i presenti applaudire la scena; alcuni commentatori hanno considerato la cosa come una forma di indottrinamento fuori luogo. Si possono educare i bambini alla teoria gender, ma non alla patria a quanto pare.

“E’ bianca, non può occuparsi di arte africana”: anti-razzisti contro il Museo di Brooklyn

Risultati immagini per Kristen Windmuller-Luna brooklynNei giorni scorsi un annuncio del Brooklyn Museum ha scatenato “curiose” polemiche in rete, attirando l’attenzione dei principali quotidiani americani: Kristen Windmuller-Luna – 31 anni e un dottorato di ricerca in Storia dell’arte africana a Princeton, una laurea a Yale, già collaboratrice del Metropolitan Museum of Art e docente alla Columbia University -, a partire da aprile, è la nuova curatrice della sezione di arte africana del museo newyorkese. Una collezione di oltre 6mila oggetti, che la Windmuller-Luna – secondo la volontà espressa dalla direzione in un comunicato – dovrà ripensare e riorganizzare nella loro presentazione, anche nell’ottica di un maggiore “dialogo visivo” con il resto della collezione museale. Continua a leggere

Londra, accoltellamenti e guerre tra gang: in tre mesi 46 omicidi nella capitale inglese

Sono ormai pressoché quotidiane le notizie di accoltellamenti mortali nella capitale britannica. Basti pensare che, da inizio anno fino a ieri, hanno raggiunto quota 31, dopo l’uccisione domenica di un ventunenne a Wandsworth, sud-ovest di Londra. Tredici accoltellamenti fatali in diciannove giorni, una media inquietante che porta a 46 il totale degli omicidi (inclusi quelli commessi con armi da fuoco o altro) commessi, più di tre a settimana. Cifre che, andando avanti di questo passo, porterebbero ad un sorpasso del triste record del 2005 (181 omicidi).  Continua a leggere