De Benoist come Marx: “lavoratori di tutti i paesi contro il capitalismo transnazionale”

Siamo talmente disabituati alla libertà che facciamo proprio fatica ad immaginarci liberi. E facciamo fatica ad immaginare uomini liberi. Alain De Benoist è un uomo libero e lo ha confermato venerdì, in occasione del suo confronto con il giornalista italiano Gad Lerner presso la Fondazione Feltrinelli a Milano.
Presente nonostante le polemiche che hanno costretto gli organizzatori a rinviare l’evento in prima battuta, l’intellettuale francese ha infine spiazzato probabilmente chi, a destra come a sinistra, è incapace di andare oltre le etichette e le ricette preconfezionate. Continua a leggere

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A Livorno ennesima aggressione, ma l’antifascismo continua a non allarmare la sinistra

Occorre dire no alla violenza politica. Occorre dire no ad un’idea di militanza fatta di aggressioni e omertà. Occorre dire no a metodi che minacciano la libertà. Ed è necessario vigilare sulle organizzazioni violente. Peccato che, nonostante il mantra sia ripetuto quotidianamente dal centrosinistra e dalle più alte cariche dello Stato e del governo, le accuse siano puntualmente rivolte solo ad una “estrema destra”, che pure si presenta regolarmente alle elezioni, parla di Costituzione, mentre nel frattempo proprio le aggressioni ai neofascisti non accennano a fermarsi.

Due giorni fa, a Livorno, un militare di 37 anni vicino a CasaPound è finito in ospedale con una frattura al naso e diverse ferite al volto, alcune pericolosamente vicine all’occhio: trenta giorni di prognosi. E, mentre le Forze dell’ordine indagano su quanto avvenuto, il movimento delle “tartarughe frecciate” spiega a mezzo stampa che l’uomo sarebbe stato aggredito da quattro antifascisti armati di bastoni, individuato dal branco perché stava riattaccando un manifesto elettorale. Insulti e paura anche per la compagna, incinta, che era in auto mentre i quattro avrebbero sfondato i finestrini dell’auto. L’ennesima aggressione immotivata da parte dell’estrema sinistra e siamo solo ad inizio anno, come abbiamo raccontato pochi giorni fa. Per alcuni, evidentemente, è giusto così. Secondo alcuni (che evidentemente non l’hanno letta) la Costituzione dice qualcosa di simile. Continua a leggere

L’antifascismo non è “una cultura di pace”: chi non fa i conti con la Resistenza è complice dei violenti

“A Torino centri sociali contro CasaPound: 3 agenti feriti”. Questo il sommario in prima pagina ieri sul “Corriere della Sera“, sotto il titolo d’apertura. Subito dopo il concetto viene ribadito in maniera ancora più chiara: “scontri tra antagonisti e CasaPound“. Insomma, sembra proprio che le due fazioni se le diano date di santa ragione e, soprattutto, reciprocamente. Un modo come un altro per far capire che le colpe staranno sicuramente da entrambi i lati.

Bisogna pazientare qualche pagina per scoprire, nell’articolo che racconta più dettagliatamente i fatti, che in realtà non c’è stato nessuno scontro tra le due parti. Semmai, gli scontri sono stati tra gli “antagonisti” e la polizia, in seguito proprio al tentativo dell’estrema sinistra di assaltare l’hotel e i pacifici partecipanti all’incontro elettorale con Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound. Non è un modo diverso di anticipare la notizia: il titolo è completamente, deliberatamente e volutamente falso. Continua a leggere

Generazione Identitaria: ecco la nostra “dichiarazione di guerra” all’immigrazione di massa

Di loro si è parlato tantissimo la scorsa estate. Loro, infatti, sono “Generazione Identitaria“, quelli della “C-Star” che, a bordo dell’ormai famosa “nave anti Ong“, hanno portato avanti la missione “Defend Europe” nel Mediterraneo, monitorando e disturbando l’azione delle organizzazioni pro-sbarchi, e beccandosi così dai giornali di tutta Europa l’etichetta di razzisti, fascisti ed estremisti.

Loro, però, si definiscono semplicemente “identitari“. Ecco perché, per capire chi sono e cosa pensano davvero, abbiamo intervistato Lorenzo Fiato, giovane responsabile del movimento in Italia.

Volto pulito e una preparazione da far invidia, basta guardarlo per capire che non è esattamente “l’uomo nero” che uno si aspetterebbe leggendo i giornali. Del resto, anche nella fase embrionale del gruppo, almeno qui in Italia, l’estrema destra è lontana. Giovani, quasi tutti studenti, ancora pochi nuclei (tra cui Roma e Milano) ma un approccio alla militanza sicuramente più “europeo” – come vedremo anche più avanti. E, soprattutto, un mondo che sembra in realtà avere ideologicamente poco a che fare con l’ambiente e l’area politico-culturale a cui fa riferimento la destra radicale. Tanto per capirsi, non sono fascisti: non amano definirsi così, non fanno riferimento a quel passato né a quella dottrina e non gli interessa essere considerati concorrenti di movimenti come CasaPound o Forza Nuova. Semplicemente, sono altro e fanno altro. E tra le loro parole chiave c’è un concetto base (in realtà non nuovo a destra): meta-politica.

Per capire “Generazione Identitaria”, infatti, è necessario partire da un passaggio fondamentale: non sono un partito, non sono interessati ad avere un programma, non si rifanno a nessuna delle correnti politico-culturali storiche e non intendono candidarsi. Insomma, spiega Fiato, per riassumere: “ci piace definirci una ong patriottica”. Ecco perché Fiato declina anche le domande su matrimoni gay, aborto ed eutanasia e ribadisce: “Gid è un movimento che si propone di trattare solamente del tema migratorio”.

Nel fargli qualche domanda in più, chiaramente siamo partiti da quest’estate. Continua a leggere

Repubblica: “Fiore (FN) contro Militia e CasaPound in un’intercettazione”. Lui nega

In un articolo pubblicato ieri, “Repubblica” insiste ancora con Forza Nuova e con il suo leader, Roberto Fiore. E dopo essersi occupata delle sue attività finanziarie e della presunta gestione “ambigua” rispetto al movimento, tira fuori brevi stralci di alcune intercettazioni risalenti al settembre 2014. La frase maggiormente incriminata è quella relativa a Maurizio Boccacci, il capo di Militia, che pochi mesi fa del resto criticava apertamente Fiore per il dietro-front sulla manifestazione del 28 ottobre, la cosiddetta “Marcia dei Patrioti” che era stata poi vietata. “E’ una sconfitta, ma tu da buon politicante sai mistificare le cose”, affermava Boccacci. “Hai fatto accordi con le guardie, sei un coniglio. La vera anima di Forza Nuova era Massimino [Massimo Morsello, ndr] e non certo tu”, aggiungeva.

Stando a “Repubblica”, Fiore avrebbe detto: “Se Maurizio Boccacci si muove, si muove perché si stanno muovendo tutta una serie di situazioni. E questa è roba di servizi. Questo è lo stato. Sono i servizi, il fatto che Boccacci sia a busta paga, te lo possono confermare persone…”. Continua a leggere