Covid: la gestione dittatoriale deve finire

Secondo le ricerche più prudenti dell’Oms, la letalità del Covid-19 si attesterebbe allo 0,6%, altre fonti autorevoli (lo statunitense “Centers for Disease Control and Prevention”) ritengono plausibile uno scenario in cui la letalità possa arrivare, nel migliore dei casi, allo 0,26% ma sembra comunque ormai comprovata una letalità pari allo 0% al di sotto dei 50 anni, sensibilmente più elevata al di sopra dei 70 anni.

Per passare dalle stime a dati più vicini alla realtà, del resto, sarà necessario attendere la fine dell’epidemia, ma gli scienziati sanno bene che la letalità apparente è sovrastimata ed inaffidabile.

Il covid-19 sembrerebbe dunque un virus più aggressivo nei confronti delle persone vulnerabili rispetto all’influenza: un eventuale 0,6%, infatti, rappresenterebbe in ogni caso un tasso pari a circa sei volte quello dell’influenza (dato che, però, potrebbe essere sottostimato e dipende comunque dal ceppo virale stagionale), capace di provocare un eccesso di mortalità sostanziale. Ma, senza dubbio, non si tratta certo di un virus che giustifica il panico, la sospensione della Costituzione e l’imposizione di uno stile di vita da psicopatici ipocondriaci chiamato “nuova normalità”.

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Spagna, nasce Hacer Nacion: “diversi da Vox, vicini a CasaPound”

SPAGNA – A trenta chilometri dal mare, arrampicata sulle colline della provincia di Alicante, a quattrocento metri di altitudine e la Sierra del Cid a farle da cornice con la sua vetta di oltre mille metri, Elda conta circa 50mila abitanti ma, insieme a Petrer, con la quale forma un’unica conurbazione, i due centri arrivano ai 90mila persone. Un centro di dimensioni relativamente notevoli, sviluppatosi intorno all’industria calzaturiera, nel bel mezzo di una area tra le più secche della Comunità Valenziana, circondato da paesini molto più piccoli che risalgono dalle note mete turistiche della costa fino alla Spagna più verace.
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Insieme a Malaga, alle Asturie, alla provincia di Madrid e a diverse città dell’Andalusia, proprio a Elda si trova uno dei gruppi giovanili protagonisti della nascita di un nuovo movimento, “Hacer Nacion“: nato dall’unione di diverse associazioni locali, l’organizzazione si propone come alternativa alla destra liberista di Vox, non disdegna l’idea di presentarsi in futuro alle elezioni e guarda con simpatia al movimento italiano CasaPound.
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Ecco perché domenica scorsa, in occasione dell’inizio del corso di formazione politica a cui hanno dato il via, abbiamo deciso di incontrarli per capire chi sono e cosa pensano.
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Ventitre anni e le idee molto chiare, il coordinatore locale è Cristian Ruiz: ci accoglie sorridente, con una croce cristiana appesa al collo e accompagnato da suo fratello, anche lui militante però – come ci spiegherà dopo – non credente.
Curiosi, partiamo subito con le domande.
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España, nace Hacer Nación: “somos la alternativa social a Vox”

A treinta kilómetros del mar, encaramado en las colinas del interior de la provincia de Alicante, cuatrocientos metros de altitud y la Sierra del Cid enmarcandola desde más de mil metros, Elda cuenta con unos 50.000 habitantes pero, junto a Petrer, con lo que forma una conurbación, los dos centros alcanzan las 90 mil personas.
Es un centro relativamente grande, desarrollado en torno a la industria del calzado, en medio de una de las zonas más secas de la Comunidad Valenciana, rodeado de pueblos mucho más pequeños que remontan desde los conocidos destinos turísticos de la costa hasta una España más “silente”.
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Junto a Málaga, Asturias, la provincia de Madrid y varias ciudades de Andalucía, se ubica justo en Elda uno de los colectivos juveniles protagonistas del nacimiento de un nuevo movimiento, “Hacer Nación”: nacido de la unión de distintas asociaciones locales, la organizacion se propone como una alternativa a la derecha de libre mercado de Vox, no desdeña la idea de presentarse en las próximas elecciones y mira con simpatía al movimiento italiano CasaPound.
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Aprovechando del inicio del curso de formación política, el pasado domingo decidimos encontrarlos, para entender quiénes son y qué piensan.
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Veintitrés años y las ideas muy claras, su coordinador local es Cristian Ruiz: nos recibe sonriente, con una cruz cristiana colgada del cuello y acompañado por su hermano, también militante pero – nos explicará luego – no creyente.
Curiosos, inmediatamente comenzamos con las preguntas.
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Un Paragone sguaiato ammette: “Nel video di Donadel tutto vero”

Luca Donadel

Tre giorni fa, Luca Donadel – blogger famoso per aver portato alla ribalta il tema dei ‘taxi del mare’ con le sue inchieste – ha pubblicato un video sul suo canale YouTube che ha fatto arrabbiare non poco Gianluigi Paragone, fondatore del nuovo partito “Italexit“.

Il blogger, che vanta anche collaborazioni con Mediaset, nel video esprimeva un sentimento di sfiducia diffusa al riguardo dei partiti sovranisti e della politica in generale: “Salvini era no-euro, i Cinque Stelle erano no-euro: ma nessun partito mainstream alla fine mantiene questa linea politica” – una frase che, peraltro, smentisce in partenza le maliziose illazioni (e meme) che hanno fatto allusione ad un Donadel interessato ad evitare un deflusso di voti dalla Lega.

Ma ciò che ha provocato la reazione scomposta di Paragone è stata l’inchiesta di Donadel sul nuovo dominio italexit.it, in merito al quale ha scoperto alcune stranezze che Paragone, nel suo video di ‘risposta’ (“Vi dico io la vera storia di italexit.it“), non ha potuto in realtà far altro che ammettere: “quello che avete sentito nel video [di Donadel, ndr] è tutto vero”.

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Rutte sovranista? No, amico della Bonino

Rutte, il falco che tiene in ostaggio il summitStanno facendo passare Mark Rutte quasi come un sovranista, interessato solo agli interessi del proprio Paese, quasi un alieno in ambito europeo e c’è addirittura chi non ha esitato a fare paragoni con Salvini, sottolineando i danni degli “egoismi nazionali”.

IL SUO UN PARTITO EUROPEISTA

In realtà, vale la pena ricordare che il liberal-conservatore Rutte è leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, una formazione che, in Europa, aderisce al Partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa: lo stesso  a cui aderiscono gli ultra-europeisti italiani di “+ Europa” (formazione nata sulla scia dei “Radicali”). E che la sua linea di austerità di bilancio e tagli alla spesa sociale (leggi neoliberismo), che trova molti sostenitori anche nel nostro Paese, è la linea che fino a poco tempo fa andava per la maggiore in ambito europeo e che, peraltro, non è certo ufficialmente cambiata essendo costituzionalizzata (regole e parametri non sono certo cambiati, anche se la Germania e la Commissione sembrano essersi un po’ ammorbiditi a causa delle contingenze e appaiono oggi come mediatori tra l’Italia e i “frugali”). Continua a leggere