Chi sono

Emmanuel Raffaele Maraziti, classe 1987, calabrese in trasferta prolungata.

Le mie esperienze di scrittura a livello professionale iniziano con il quotidiano a diffusione regionale “Calabria Ora“, per il quale in due anni pubblico circa trecento articoli, facendo la cronaca di di eventi e iniziative istituzionali, sportivi, culturali, politici e popolari.
Dal 2011, per circa quattro anni, collaboro occasionalmente anche il mensile “Il Borghese“, pubblicando una ventina di articoli. Faccio qualche piccola esperienza come addetto stampa, appena uscito in edicola scrivo qualche pezzo per le pagine locali del quotidiano a diffusione nazionale “Il Garantista” (altra creatura di Sansonetti, che ora dirige “Il Dubbio“), per un po’ sto nella redazione e scrivo per il giornale on-line “Web Oggi“.
A Milano, per qualche mese, mi trovo a lavorare “ad ore” nella “cucina” esternalizzata de “La Provincia di Varese“, occupandomi delle pagine “esteri” e “Italia”. Durante la mia permanenza a Londra scrivo qualcosa per un giornale italiano, “La Notizia“, coprendo anche eventi di rilievo internazionale.
Per quattro anni, fin dalla nascita del progetto, ho inoltre contribuito con circa duecento articoli ad “arricchire” le colonne de “Il Primato Nazionale“, testata sovranista on-line, appena uscita in edicola in versione mensile.

Tutte esperienze concluse, per un motivo o per l’altro (questioni logistiche, linee editoriali o metodologie lavorative non compatibili), ma sempre per scelta del sottoscritto. Fondamentalmente scrivo per passione; il piano lavorativo è sempre venuto dopo. Un approccio “idealista” che ho senz’altro pagato.
Anni fa ho sostenuto con successo l’esame per l’accesso all’albo dei giornalisti pubblicisti, ma ho poi lasciato in sospeso la richiesta di iscrizione. Sopporto poco le assurdità (e i costi) della burocrazia, ma sono state anche questioni pratiche a condurmi “lontano”: un giornale nel frattempo fallito, il lavoro svolto che non conta nulla rispetto alle “fatture emesse”, poche tutele, pochi soldi, scarsa attenzione alla qualità, poco peso dato alla formazione, poco spazio per crescere e la decisione conseguente di “partire”.
Il mondo un po’ “piazzista” dei freelance – senza offesa per chi fa per bene il suo lavoro ma con riferimento a ciò che comporta questo lavoro al giorno d’oggi – non mi ha mai fatto impazzire. Non amo vendermi e (quindi) non so farlo.

Un po’ anche per questi motivi, nel giugno 2013, ho messo su “Rivoluzione Romantica“, senza alcuna ambizione da “blogger”, con l’unico obiettivo di non disperdere lavoro, passione e professionalità impiegate nelle diverse collaborazioni portate avanti, alle quali ho pensato così di fornire contenitore unico, di facile consultazione e che, all’occorrenza, potesse anche garantirmi l’autonomia necessaria per andare “per conto mio”. Ed ecco che, oggi, “Rivoluzione Romantica”, figlia di una storia lavorativa abbastanza eterogenea, è ancora qui a testimoniare, in fin dei conti, proprio quella passione, ma anche la determinazione e la curiosità che ne rappresentano la chiave di lettura essenziale

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università della Calabria (Cosenza) nel 2009, dopo la maturità classica conseguita nella mia città (Catanzaro), ho modo di “sperimentare” l’associazionismo, la militanza politica, il giornalismo e di lavorare nei settori più vari, anche e soprattutto fuori dalla mia regione (Roma, Londra, Alicante e attualmente Milano).

Costruttivamente irrequieto, con la voglia di imparare come metodo e punto di forza, idealista ed introspettivo, nel cercarmi ho trovato tante cose che non avrei trovato rimanendo “fermo” e sulla “strada giusta”. Sbagliando si impara ed io ho scelto di “sbagliare” il più possibile.
Decisamente poco incline a stare con le mani in mano, pur mantenendo una certa continuità nella mia “attività di scrittura”, ho applicato la mia voglia di sperimentare anche al lavoro, “surfando” sul precariato ed “impiegandomi” all’occorrenza un po’ ovunque e, come dicevo, in ogni campo, senza snobismi borghesi, che non mi appartengono né per carattere né per tradizione familiare.
Educato al lavoro fin da ragazzino, riesco così a darmi da fare in università, negozi d’abbigliamento, ristoranti, agenzie pubblicitarie, coffee store, supermercati, call center, falegnamerie e, come anticipavo, anche uffici stampa e giornali.

Lalinea editoriale” di Rivoluzione Romantica rappresenta esattamente il tentativo di offrire un approccio alla notizia (e all’approfondimento) libero da pregiudizi ideologici ma non di identità.

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