“Essere comunità”, ma per davvero: una critica al libro di Marco Scatarzi

“Essere comunità”, testo edito nel 2017 da una casa editrice giovane come “Passaggio al Bosco” e scritto da Marco Scatarzi, è un libro che offre spunti contrastanti.
Titolo e copertina fanno ben sperare e, senza dubbio, si tratta di un libro che, con chiarezza, riassume le criticità della modernità ed esprime una visione del mondo condivisibile.
Il punto è che, però, la impostazione fin troppo marcatamente finalizzata alla definizione e comprensione del concetto di comunità militante e del ruolo che il singolo dovrebbe svolgere in essa, finisce per far risultare inappropriati, se non contraddittori, i pur graditi e sperati riferimenti alla comunità in senso generale e “sociologico” (realtà la cui riscoperta, in questo particolare momento della storia europea, risulterebbe senz’altro più centrale rispetto alle solite conventicole ideologiche – o pretese “élite”, che dir si voglia – su cui invece si concentra ancora l’attenzione.
In questione, dunque, non c’è una legittima scelta tematica in merito alla quale ci sarebbe poco da criticare, ma l’impressione che (a destra) si sfugga e si continui ancora a sfuggire colpevolmente alla questione stessa posta dal titolo: essere comunità.

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