CasaPound a Genova: “in marcia verso il parlamento”. Fenomenologia e prospettive di un movimento pronto al salto di categoria

La sede storica di CasaPound e gli ZetaZeroAlfa, gruppo musicale del movimento guidato da Gianluca Iannone (al centro), presidente di Cpi

Se CasaPound ha conquistato il 9% ad Ostia, è appena all’inizio, invece, la strada per conquistare Genova. Almeno considerando la tensione che, ieri, ha provocato l’incontro legato all’inaugurazione della nuova sede nel capoluogo ligure. “Convegno CasaPound, Nervi blindata. Schierati 150 poliziotti, strade chiuse”, titolava allarmato (e allarmando) il “Secolo XIX“. Misure precauzionali che, però, nulla avevano a che fare con il programma del movimento, quanto con le eventuali – meno pacifiche – proteste dell’estrema sinistra, come al solito contrarie allo svolgimento di iniziative simili. Eppure, nonostante l’allarmismo, l’iniziativa prevista presso l’Hotel Astor a partire dalle 17.30, svoltasi alla presenza di diverse centinaia di persone, è filata liscia, mentre un piccolo gruppo di antifascisti volantinava e attaccava adesivi contro l’iniziativa.

Simone Di Stefano, il volto “politico” del movimento

Oltre alla presenza non annunciata del presidente Gianluca Iannone, in città è giunto come da programma anche Simone Di Stefano, vicepresidente del movimento ospite due giorni fa di “Piazza Pulita“, in compagnia del protagonista di questi giorni, il neo-consigliere del X municipio di Roma Luca Marsella, ma anche di altri consiglieri eletti per CasaPound, in primis Andrea Bonazza, che guida i suoi a Bolzano (6,7%) e Fabio Barsanti, che aveva sorpreso tutti qualche mese fa conquistando Lucca (8%) – e l’ennesimo approfondimento fatto di panico, luoghi comuni e inevitabilmente qualche verità dell’Espresso. Così, a conclusione di una settimana già “rovente” per CasaPound – il successo elettorale clamoroso quanto annunciato a Ostia, l’annuncio della candidatura alla presidenza della Regione Lazio per il responsabile Mauro Antonini, il “processo mediatico” sui giornali e in tv per la presunta (ma non provata) vicinanza politica con Roberto Spada, l’arresto dello stesso per una testata ad un giornalista, le inchieste dell’Espresso sui “finanziamenti” del movimento – proprio Di Stefano ha voluto aggiungere anche l’ufficialità della sua candidatura a premier alle prossime elezioni politiche. E, a proposito delle contestazioni, ha commentato perentorio: “CasaPound è dappertutto e dappertutto parla, compresa Genova, perché è nel nostro pieno diritto. Che Genova sia una città rossa è un dato di fatto, ma esiste una tradizione popolare molto forte a cui noi parliamo perché Casapound parla in quegli spazi sociali che erano ritenuti appannaggio esclusivo della sinistra”.

Mauro Antonini, candidato alla presidenza della Regione Lazio

Dichiarazioni che ci portano dritti al dato politicamente rilevante di questi giorni, confermato dall’incontro di ieri sul tema: “Alla Vittoria! CasaPound in marcia verso il parlamento“. Infatti, con oltre cento sedi dichiarate in tutta Italia, consiglieri in una dozzina di comuni e due sindaci, il movimento delle “tartarghe frecciate”, in questi giorni al centro della scena mediatica nazionale, stavolta sembra davvero avere l’obiettivo parlamento a portata di mano e proprio il caso Ostia – paradossalmente, come ha sottolineato Di Stefano nella trasmissione di Formigli – sembra aver rappresentato plasticamente il “salto di categoria e dato il via alla campagna elettorale nazionale. Lo sbarramento del 3% fissato dalla nuova legge elettorale non spaventa e diversi giornali negli ultimi giorni hanno confermato l’alta probabilità di trovare i “fascisti del terzo millennio” in parlamento nella prossima legislatura. Sarebbe una svolta anche nei rapporti interni alla cosiddetta destra radicale, che avrebbe così di nuovo un riferimento anche all’interno delle istituzioni dopo la fine del (geneticamente differente) Msi e segnando forse definitivamente il distacco da Forza Nuova, che in effetti negli ultimi mesi ha impresso alla sua strategia una notevole accelerata come a voler rincorrere i “rivali”.

Dunque, per farvi capire CasaPound – si spera un po’ meglio dei tanti giornali che ci hanno provato – ripercorreremo qui alcuni punti politicamente e culturalmente importanti nella sua evoluzione, considerando anche brevemente le differenze tra CasaPound e Forza Nuova. Non si tratta in questa sede di analizzarne – e giudicarne – i contenuti da un punto di vista politico e/o ideologico (che ognuno rimane libero di valutare come crede), quanto di evidenziare l’aspetto funzionale dei messaggi lanciati – e semmai valutare soltanto quell’aspetto insieme alle prospettive future. Continua a leggere

Bergoglio sempre più a sinistra e ad Ostia un prete lascia la Chiesa per candidarsi contro CasaPound

Messa all’angolo la cura delle anime, la Chiesa di papa Francesco sembra più che mai attenta alla politica italiana e più che mai vicina – politicamente e concretamente – alla sinistra. Non hanno dunque meravigliato nessuno le parole di Bergoglio che, replicando quelle del presidente del Consiglio Mattarella, ha esortato la politica ad una rapida approvazione dello “ius soli”: la nazionalità subito a chi nasce in Italia. Ed ecco perché, dopo tutto, non c’è da meravigliarsi neanche se, a Roma, alla presidenza del X municipio, il candidato “a sorpresa”, quello della sinistra a sinistra del Pd, sarà don Franco De Donno, che lascerà quindi la Chiesa (ancora è incerto se lo farà definitivamente oppure otterrà una sospensione).  Continua a leggere