
Sembra che tra i democratici americani stiano volando gli stracci.
Diversi giornali hanno infatti riportato il malcontento per il ritiro tardivo dalla corsa da parte di Joe Biden e per aver nascosto il suo stato di salute.
Secondo molti suoi sostenitori e vari analisti, questi fattori avrebbero influito negativamente sulla campagna elettorale di Kamala Harris.
Senza contare tutti i maestri del giorno dopo, che hanno cominciato improvvisamente a notare tutti gli errori commessi – di cui prima pare che nessuno si fosse accorto.
Accuse un po’ vigliacche.
Fino al giorno prima, dentro e fuori dagli Usa, Biden veniva infatti dipinto come un gran presidente e quasi un eroe della patria per aver fatto “un passo indietro nell’interesse del suo Paese”.
Nell’unico dibattito tra i candidati, Trump era in effetti sembrato più in difficoltà rispetto alla sfida con una versione di Biden in slow motion.
La Harris maggiormente capace di mettere in ombra The Donald con dati e fact checking.
Si poteva supporre o meno la sconfitta democratica, ma nessuno stava rimproverando nulla alla Harris dal punto di vista dei contenuti.
D’altronde, la Harris non era in gioco alle primarie e non era neanche tra le prime opzioni in caso di ritiro dalla corsa di Biden. Proprio il passo indietro last minute ha favorito la sua candidatura.
Questa usanza tipica della sinistra di fare la morale solo a posteriori si ripete, evidentemente, a prescindere dalle latitudini politiche, puntualmente accompagnata da un refrain.
Mi riferisco alla lezioncina passivo aggressiva che, invece di rivolgere a loro stessi, è sempre rivolta in realtà agli avversari: “Trump ha vinto perché parla alla pancia della gente“.
E’ la stessa formula che hanno usato con il Berlusconi vincente, poi con Salvini, ora con Meloni.
E’ sempre la stessa formula per dire, usando un eufemismo, che gli elettori avversari sono sempre ignoranti ed è questa la vera ragione per cui perdono.
Solo pochi giorni prima delle elezioni, uno spot con la voce dell’attrice Julia Roberts, faceva satira sulle donne costrette dai mariti a votare Trump, spingendole a votare la Harris di nascosto.
Quello spot è il clichè perfetto della sinistra che non funziona, che non fa autocritica e che non capisce la gente.
In quale mondo pensavano che insultare gli elettori a cui chiedevano il voto potesse funzionare?
Come possono continuamente pensare di convincere qualcuno stereotipandolo, affermando per esempio in questo caso che, se una donna vota Trump, è solo perchè costretta?
Come possono avere sempre l’arroganza di sminuire l’indipendenza intellettuale di una donna che vota a destra, snobbare e umiliare culturalmente gli elettori avversari e pensare cosi’ di conquistare voti?
Trump, infatti, non ha vinto perché parla alla pancia della gente.
Trump ha vinto perché ha parlato di problemi reali.
Immigrazione, soldi e guerra.
Poi, che lo abbia fatto bene o male, è un’altra cosa.
Ma, considerato la retorica opposta, gli elettori hanno evidentemente preferito il meno peggio.
La sinistra, nello specifico quella americana, quando perde, dovrebbe quindi imparare a farsi un esame di coscienza politica sincero.
Infatti, il populismo di destra smettera’ di esistere solo quando la sinistra tornera’ a fare la sinistra. Anche di questo sono gli unici colpevoli.
Emmanuel Raffaele Maraziti
Una risposta a "Il solito mea culpa passivo aggressivo della sinistra"