Ad Alicante il presepe più grande del mondo

Alicante ospita il presepe più grande del mondo

Istallato nella piazza centrale di Alicante già da martedì scorso, il presepe – che risulta al momento essere il più alto del mondo – sarà ufficialmente visitabile a partire da oggi e fino al prossimo 6 gennaio.

Con i suoi 18 metri, la scultura che rappresenta San Giuseppe raggiunge praticamente l’altezza di un edificio di quattro piani, fronteggiando maestosa la sede del Comune di Alicante, a due passi dalla vicina spiaggia del “Postiguet”.
Anche la Vergine Maria però non scherza: con i suoi 10,5 metri, infatti, raggiunge comunque una dimensione doppia rispetto al presepe messicano che attualmente detiene il record ufficiale (poco più di cinque metri per i genitori del Messia dei cristiani).
Poco più di tre metri, invece, per rappresentare Gesù appena nato.

L’opera, che pesa una tonnellata, è stata realizzata – dopo aver vinto un concorso pubblico – dall’artista alicantino José Manuel García Esquiva detto “Pachi”, che ha spiegato di essersi ispirato al modernismo alicantino di inizio XX secolo.

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Addio Diego, favola del calcio senza lieto fine

Diego Armando Maradona

Il calcio che giochi da bambino è come un grande amore: anche se smetti di giocare, qualcosa ti rimane dentro per sempre, non lo dimentichi più.

Per me è il ricordo di palloni e fango, pioggia ed asfalto, campi di terra improvvisati e sorrisi, che non ti abbandona.
Competizione ed amicizie acerbe, ingenue, spontanee.
Non puoi dare una spiegazione alla gioia che ti dà, né puoi comprenderla guardando una partita in tv.

Forse puoi capirla guardando Maradona che vince il suo primo scudetto con il Napoli e torna bambino, mentre canta negli spogliatoi con i compagni che lo acclamano. In quel momento stai guardando negli occhi il calcio, quello autentico: spirito di squadra e pura voglia di vincere. Insomma, una delle più belle espressioni di quella magnifica invenzione che è lo sport, mezzo straordinario per sublimare e rendere innocuo ma grandioso il bisogno di sfida e conflitto che fa parte della nostra natura.

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Contro Morra una polemica fondata sul nulla

CONTRO MORRA UNA POLEMICA FONDATA SUL NULLA
Con oggi sono quattro giorni che i giornali insistono sul nulla cosmico rappresentato dalla polemica per le parole di Morra.
Ho capito benissimo perché al centrodestra fa comodo parlarne e travisare le parole, ma mi lasciano francamente senza parole le condanne ricevute dal suo stesso partito.

Soprattutto, però, ritengo incompresibile e inaccettabile la censura subita da un senatore da parte della televisione pubblica italiana per aver pronunciato delle considerazioni politiche (abbastanza elementari).

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L’influencer marocchino arrivato alle Canarie da clandestino

Solo negli ultimi sette giorni, sulle spiagge spagnole delle Isole Canarie, circa 2600 persone sono arrivate clandestinamente dall’Africa grazie all’uso di piccole imbarcazioni: una cifra che, da sola, sfiora quella relativa all’intero 2019 (2698 persone).

Tra i nuovi arrivi, sta facendo parlare molto di sé Hamza Tarik, influencer marocchino che, su Instagram, registrato come Patruckofficial, ha quasi 23mila follower. Il (t)rapper magrebino – autore di un video musicale dal titolo “Vida loca” che, su YouTube, ha fatto registrare oltre 60mila visualizzazioni – ha infatti “documentato” il suo viaggio proprio tramite le sue reti sociali: dodici persone, sorridenti e divertite, che si scattano selfie prima di raggiungere le coste spagnole.

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Covid: i dati non giustificano la dittatura Conte

Secondo le ricerche più prudenti dell’Oms, la letalità del Covid-19 si attesterebbe intorno allo 0,6%.
Lo statunitense “Centers for Disease Control and Preventionritiene invece plausibile uno scenario in cui la letalità possa arrivare anche allo 0,26%.
Un IFR (Infection Fatality Rate) vicino allo 0,2%, del resto, è anche la conclusione dello scienziato anti-lockdown John Ioannidis, in una recente ricerca pubblicata proprio sul bollettino dell’Oms, che analizza i risultati di studi sierologici condotti in tutto il mondo.
Sembra comunque ormai comprovata una letalità pari o vicina allo 0% al di sotto dei 50 anni, sensibilmente più elevata al di sopra dei 70 anni.

Il covid-19, dunque, sembrerebbe essere un virus più aggressivo rispetto all’influenza (la cui letalità, in ogni caso, varia in base al ceppo virale stagionale) ma, senza dubbio, non abbiamo di fronte un virus che giustifica il panico, la sospensione della Costituzione e l’imposizione di uno stile di vita da psicopatici ipocondriaci chiamato “nuova normalità”.

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