Anarchico condannato a 12 anni: uccise 53enne per le sue bretelle “nazionaliste”

Nel dicembre del 2017 era stato fermato a Saragozza per l’omicidio di Víctor Laínez, 53enne ex militare spagnolo “colpevole” di indossare bretelle con i colori della bandiera spagnola. Venerdì scorso, però, Rodrigo Lanza, anarchico 33enne per cui l’accusa aveva chiesto 25 anni di carcere, è stato invece condannato a 12 anni. Secondo il giudice (e i nove membri della giuria), infatti, non aveva intenzione di uccidere. Continua a leggere

Catanzaro, processo mediatico per i ‘neofascisti’ e alla fine vengono assolti

Risultati immagini per assoltiSecondo “lanuovacalabria.it“, che pure pubblica la notizia dell’assoluzione degli imputati, l’attivista di sinistra Ruben Munizza sarebbe stato “accoltellato nell’ottobre 2010 da un gruppo di neofascisti della città”. Poco importa, appunto, se titolo, contenuti e sentenza del Tribunale di Catanzaro dicono esattamente il contrario: non furono “i neo fascisti Carmelo La Face, Vincenzo Marino e Carlo Cassala” a sferrare il fendente che ferì il giovane a seguito di una rissa, che indagini e intercettazioni ambientali rivelarono essere tutt’altro che un’aggressione unilaterale da parte degli estremisti di destra.

Ma a queste ‘disattenzioni’ la stampa ci ha abituato. Continua a leggere

Tafida Raqeeb arriva in Italia, un ospedale inglese l’aveva condannata a morte

Risultati immagini per tafida raqeebE’ arrivata ieri in Italia la piccola Tafida Raqeeb, 5 anni, che il Royal London Hospital aveva praticamente condannato a morte, dando inizio all‘ennesima battaglia legale nel Regno Unito sul tema del fine vita, stavolta vinta dai genitori.

Cittadini britannici originari del Bangladesh, il padre Mohamed Raqeeb, costruttore edile di 45 anni, e la madre Shelina Begum, avvocatessa di 39 anni, hanno ora rinnovato – tramite il loro legale Filippo Martini di Giuristi per la vita la richiesta di cittadinanza italiana già presentata un anno e mezzo fa, al fine di facilitare le cure da un punto di vista sia burocratico che economico. Continua a leggere

Alicante, la “Amerigo Vespucci” entusiasma italiani e spagnoli [FOTO]

Alicante, la nave scuola della Marina Militare italiana “Amerigo Vespucci” e, sullo sfondo, il Castello di Santa Barbara, simbolo della città

Tre mesi di navigazione, sei tappe in “terra straniera”, 121 cadetti dell’Accademia Navale di Livorno (tra cui 28 donne): questi i numeri principali della campagna di formazione della “Amerigo Vespucci”, storica nave-scuola della Marina Militare italiana, che ha da poche ore lasciato il porto di Alicante (Spagna) per fare ritorno in Italia.

Progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi insieme alla “Cristoforo Colombo, costruita nel 1930 e “inaugurata” a Castellamare di Stabia il 22 febbraio del 1931 in pieno regime fascista, la na

ve è tornata ad Alicante dopo vent’anni ed è stata accolta con grande entusiasmo dai molti italiani che vivono in città, dai numerosissimi turisti che la affollano e dagli alicantini, che le hanno dato il benvenuto ufficiale, alla presenza del sindaco Luis Barcalà, lo scorso 9 settembre.

Numerose le visite registrate prima

della partenza, il 13 settembre, alla volta di Portoferraio, dove giungerà il prossimo 19 settembre per la sua ultima sosta prima di far ritorno nella vicina Livorno il 21 settembre. Continua a leggere

La censura di Facebook è un’arma politica intollerabile

Capita a molti di vedersi cancellato un post condiviso su Facebook: rientra tra le possibilità di cui la piattaforma ti avvisa al momento dell’iscrizione e, in linea di principio, è cosa buona e giusta. Ieri, però, è accaduto qualcosa di inquietante e che non può essere sottovalutato. Infatti, singolarmente nello stesso giorno in cui il nuovo governo (di “sinistra”) chiedeva la fiducia al Parlamento e fuori da Montecitorio l’opposizione “sovranista” riempiva le piazze, gli account ufficiali dei movimenti (di “destra”, presenti peraltro alla manifestazione anti-governativa) CasaPound e Forza Nuova sono stati cancellati in via definitiva, insieme a quelli dei principali dirigenti nazionali ed rappresentanti eletti (come era avvenuto in passato, ad esempio, per quelli del movimento su scala europea Generazione Identitaria).

Non si è trattato di un provvedimento verso un singolo “hater” ed un contenuto offensivo specifico, ma di una misura indiscriminata, mirata a colpire una precisa appartenenza politica. Un gesto, insomma, di forte e chiara valenza politica, assunta in seguito a una riflessione di natura altrettanto politica e non “tecnica/amministrativa”. Continua a leggere