“Don’t Look Up”: ecco perché guardare l’ultimo film con Leonardo Di Caprio

Cinematograficamente si sta parlando molto di “Don’t Look Up“, film con Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence uscito lo scorso dicembre, disponibile su Netflix, scritto e diretto da Adam McKay.

Lo abbiamo visto e, come facciamo nel caso di contenuti culturalmente interessanti, ne offriamo una breve analisi in prospettiva socio-politica.
Gli spunti al riguardo, in effetti, non mancano.

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“La Casa Gucci” sembra una soap opera

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L’altro giorno ho visto “House of Gucci”.

Sono sempre curioso di vedere come vengono rappresentati gli italiani da parte del cinema straniero. Quasi sempre, infatti, il risultato è un’accozzaglia di stereotipi.

E, anche se non ho nulla contro gli stereotipi, è importante saper contestualizzare, usare il giusto registro e sapere di cosa si parla quando si tratta del caso concreto.
Se parli di Gucci, soldi, potere e di un delitto, ad esempio, non mi aspetto una rappresentazione macchiettistica.

Nel nuovo film di Ridley Scott, che si concentra sull’avvento di Patrizia Reggiani nella casa di moda Gucci, tutti i personaggi sembrano un po’ una macchietta, cinematograficamente parlando.
Ora, non so se questo ha qualcosa a che fare con la rappresentazione e la concezione dell’italianità negli Usa, ma resta il fatto che diversi elementi rendono artificiali recitazione e plot, facendo sembrare il film più una soap opera che un capolavoro del cinema.

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Ad Alicante il presepe più grande del mondo

Alicante ospita il presepe più grande del mondo

Istallato nella piazza centrale di Alicante già da martedì scorso, il presepe – che risulta al momento essere il più alto del mondo – sarà ufficialmente visitabile a partire da oggi e fino al prossimo 6 gennaio.

Con i suoi 18 metri, la scultura che rappresenta San Giuseppe raggiunge praticamente l’altezza di un edificio di quattro piani, fronteggiando maestosa la sede del Comune di Alicante, a due passi dalla vicina spiaggia del “Postiguet”.
Anche la Vergine Maria però non scherza: con i suoi 10,5 metri, infatti, raggiunge comunque una dimensione doppia rispetto al presepe messicano che attualmente detiene il record ufficiale (poco più di cinque metri per i genitori del Messia dei cristiani).
Poco più di tre metri, invece, per rappresentare Gesù appena nato.

L’opera, che pesa una tonnellata, è stata realizzata – dopo aver vinto un concorso pubblico – dall’artista alicantino José Manuel García Esquiva detto “Pachi”, che ha spiegato di essersi ispirato al modernismo alicantino di inizio XX secolo.

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Addio Diego, favola del calcio senza lieto fine

Diego Armando Maradona

Il calcio che giochi da bambino è come un grande amore: anche se smetti di giocare, qualcosa ti rimane dentro per sempre, non lo dimentichi più.

Per me è il ricordo di palloni e fango, pioggia ed asfalto, campi di terra improvvisati e sorrisi, che non ti abbandona.
Competizione ed amicizie acerbe, ingenue, spontanee.
Non puoi dare una spiegazione alla gioia che ti dà, né puoi comprenderla guardando una partita in tv.

Forse puoi capirla guardando Maradona che vince il suo primo scudetto con il Napoli e torna bambino, mentre canta negli spogliatoi con i compagni che lo acclamano. In quel momento stai guardando negli occhi il calcio, quello autentico: spirito di squadra e pura voglia di vincere. Insomma, una delle più belle espressioni di quella magnifica invenzione che è lo sport, mezzo straordinario per sublimare e rendere innocuo ma grandioso il bisogno di sfida e conflitto che fa parte della nostra natura.

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Contro Morra una polemica fondata sul nulla

CONTRO MORRA UNA POLEMICA FONDATA SUL NULLA
Con oggi sono quattro giorni che i giornali insistono sul nulla cosmico rappresentato dalla polemica per le parole di Morra.
Ho capito benissimo perché al centrodestra fa comodo parlarne e travisare le parole, ma mi lasciano francamente senza parole le condanne ricevute dal suo stesso partito.

Soprattutto, però, ritengo incompresibile e inaccettabile la censura subita da un senatore da parte della televisione pubblica italiana per aver pronunciato delle considerazioni politiche (abbastanza elementari).

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