Sindrome del traditore, conformismo e convenienza: il problema sono le dinamiche delle organizzazioni e del potere

Quanto accade al M5S è quanto, di norma, accade sempre nelle organizzazioni: si aderisce per una causa e raggiungere uno scopo e poi si rimane impigliati nella logica del branco.

Subentrano la “sindrome del traditore”, il conformismo o la semplice convenienza, che ti impediscono di protestare o di andare via: è uno schema che funziona oseremmo dire sempre.

Perfino gente come Alessandro Di Battista, che pure ha lasciato la poltrona, ora invita a “stare uniti” e a salvare Conte, a costo di fare alleanze con chiunque.
Fare alleanze con chiunque, peraltro, non sarebbe neanche un peccato mortale, se riesci a farle a vantaggio delle tue idee.
Se, però, devi dare in cambio qualcosa che, altrimenti, non daresti o che non dovresti dare, allora hai già tradito.
Se le alleanze non servono più la tua causa, hai già tradito.

Il Movimento ha rotto con il passato progressivamente, ma l’alleanza con il Pd è stata decisiva.
Non solo perché avevano promesso di non farci mai un’alleanza, ma perché quell’alleanza lo ha trasformato in un’altra cosa.
Su Rivoluzione Romantica avevamo sottolineato il linguaggio accentuatamente moderato del discorso di Conte per la fiducia al suo secondo governo.
Quel discorso era un voltafaccia inquietante a tutta la storia del Movimento. Il preludio a tanti altri tradimenti, come il limite dei mandati, la trasparenza dimenticata, la democrazia messa da parte, Gentiloni in Europa, i verbali secretati e tantissimo altro.

Eppure, il movimento è là, rimane in piedi e c’è chi lo sostiene ancora. Perché?
Per le ragioni esposte poc’anzi, che dipendono molto dai comportamenti tipici dell’uomo e dei gruppi, più che dalla politica in sé: “sindrome del traditore”, conformismo e convenienza.

Sono questi fattori che mantengono in piedi regimi totalitari, abusi di potere, partiti corrotti ma anche organizzazioni mafiose e realtà omertose. E non sono elementi tipici solo dei grandi partiti, anzi: si esprimono in altro modo ma sono presenti anche nei movimenti cosiddetti radicali, di destra e sinistra.

Se vai via sei un infame, se non accetti tutte le direttive sei un traditore, se critichi sei un rompipalle a prescindere.
Il conformismo, ovvero la paura di trovarsi solo contro il gregge, insieme alla convenienza fanno il resto.
E’ così, nel bel mezzo di un malinteso senso della disciplina, muoiono libertà e giustizia.

ECCO PERCHE’ RIVOLUZIONE ROMANTICA E’ INDIPENDENTE

Rivoluzione Romantica non sostiene alcun partito o movimento, quindi, non solo perché non si ritiene rappresentata da nessuno di questi, ma anche perché non accetta questa logica e ritiene impossibile rimanere imparziali ed obiettivi essendo vincolati dall’appartenenza.

POPOLO CONTRO POTERE: SIAMO SOLI

Quanto alla politica istituzionale: il vertice di ogni struttura di potere finisce inevitabilmente per essere manovrato, utilizzato o corrotto. L’unica arma nelle mani del popolo è l’auto-rappresentazione e, collateralmente, l’utilizzo di movimenti e partiti per portare avanti le proprie istanze.
Insomma, rovesciare il tavolo e tenere sempre presente la dialettica insormontabile Popolo vs Potere, in cui il popolo è naturalmente in una situazione di debolezza contrattuale.
Se non altro finché non acquista coscienza di sé e capacità di auto-organizzarsi, non per fare tutto da solo, ma per fare pressione su chi comanda.

“La Barriera”: nella serie un inquietante futuro distopico

“Per farci sentire al sicuro ci hanno strappato ciò che avevamo di più importante: la libertà!”

Così, nella serie spagnola “La Barriera“, Emilia parla alla piccola Marta, a cui tocca spiegare la situazione della Spagna (e in generale dell’Occidente) a causa di guerre, virus e scarsità d’acqua potabile.
E si comprende così immediatamente, già dal primo episodio, quale sarà il tema affrontato nel corso delle successive tredici puntate.

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Spagna: le scuole smetteranno di “parlare” spagnolo?

La nueva Ley Celaá explicada en 30 claves

Domenica scorsa, in tutta la Spagna, la piattaforma “Mas Plurales” ha organizzato con grande successo una serie di manifestazioni contro l’approvazione della cosiddetta legge Celaá da parte del Congresso. Ma, ieri, nonostante tutto, la legge è stata approvata ieri in via definitiva grazie all’ok del Senato.

Di cosa si tratta?
Secondo la destra di una legge ideologica, che vuole indottrinare gli studenti con teorie “gender free“, cancellare la religione e che, per restituire ad autonomisti ed indipendentisti il favore dell’appoggio al governo, abolisce il castigliano (ovvero lo spagnolo) come lingua veicolare nelle scuole.

Tra poco vi spiegheremo tutto nel dettaglio e vi diremo cosa c’è di vero.
Prima, però, faremo un piccolo passo indietro necessario a capire la questione linguistica aperta in Spagna ed il suo significato politico-sociale.

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Spagna, Vox incalza il governo: “ha nascosto 20mila morti”

Vox, el partido político que quiere "hacer España grande otra vez" - BBC  News Mundo

In Spagna stanno facendo molto discutere (soprattutto l’opposizione, con Vox in testa) le cifre relative ai decessi causa covid riportati in questi giorni dall’Ine (l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo).

L’Ine, infatti, avrebbe seguito la direttiva Oms che obbligherebbe i Paesi ad includere nel conteggio anche i morti mai sottoposti ad un test, ma indicati come “CASI SOSPETTI“. Una indicazione che, invece, il governo soagno, al contrario di quello italiano, non avrebbe rispettato.
Secondo l’Ine, dunque, tra gennaio e maggio ci sarebbero stati circa 20mila morti in più rispetto ai dati forniti dal governo (27.127 invece di 45.684).
E così l’opposizione ha scatenato la polemica.

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Was Jesus a racist?

Gesù e la donna cananea – di Carla D'Agostino Ungaretti – Ricognizioni

Not everyone knows the “shocking” episode in the Gospel of Matthew [15, 21-28], which we are referring to by our provocative title.

“At that time”, says the evangelist, “Jesus moved to the area of ​​Tire and Sidon. And a Canaanite woman, who came from that region, began to cry out: «Have mercy on me, Lord, son of David! My daughter is very tormented by a devil»”.

Do you know what Jesus answered to her? At first, nothing at all.
He didn’t even say a word to her”, explains Matteo.
But that’s not all.

At that point, the disciples, a little annoyed by the screaming woman, try to convince Jesus to listen. And that’s when Jesus rattles off a couple of answers that would stagger Pope Bergoglio.

I was sent to the lost sheep of the house of Israel only“, he replies dryly. And, after the woman continue to insist, he adds: “It is not good to take the children’s bread and throw it to the dogs“.

At this point something happens which, again according to Christian interpretations, marks a turning point.
The woman, in fact, accepts the humiliation and replies: “It’s true, Lord, yet the little dogs eat the crumbs that fall from their masters’ table“.

It is only at that point that Jesus is convinced (“Woman, great is your faith”) to help her and heals his daughter.

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