Nelle sale “My name is Adil”, l’ennesimo film sul perché “dobbiamo” accogliere i migranti

Ci sono film che meritano di essere visti, che ti rimangono nella pelle, che non puoi dimenticare. Non è questo il caso. Uscita nelle sale lo scorso 24 ottobre, “My name is Adil” è una pellicola di cui il cinema avrebbe potuto tranquillamente fare a meno. Non aggiunge nulla, non dice nulla di più della sua scarna trama. E probabilmente non avrebbe dovuto andare oltre la sua premessa. “Pensavo che nessuno fosse interessato ad ascoltare la mia storia”, spiega Adil, durante le prime inquadrature, parlando in prima persona. E subito uno pensa: peccato non abbia dato retta a quella prima intuizione. Invece no. Adil Azzab – oggi ventisettenne che lavora come educatore in un centro per minori non accompagnati e che, nel frattempo, ha iniziato a coltivare la sua passione per il cinema – ha deciso di raccontarci la sua storia. E, insieme ad Andrea Pellizzer e Magda Rezene, che hanno contribuito anche alla produzione, prova a dirci della sua terra natale povera di possibilità, della sua nostalgia, dello strano sapore del ritorno a casa dopo tredici anni ma, in fondo, anche della sua intima soddisfazione (e insieme delusione) nel tornarci diverso. Continua a leggere

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A rappresentare l’Italia agli Oscar i rom di Gioia Tauro: fa già discutere la candidatura di “A Ciambra”

‘A Ciambra’ va agli Oscar. Razzisti scatenati contro il film sui rom: «Buffonata»”. Il titolo dell’Espresso lancia l’allarme. Ma è quanto meno preventivo e poi la si dovrebbe smettere di trattare come fossero notizie vere i commenti degli utenti alle notizie. Detto questo, è proprio così: “A Ciambra”, la pellicola del trentatreenne italo-americano (nato a New York da padre italiano e madre afroamericana) Jonas Carpignano, è stata scelta dalla commissione dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali per correre in rappresentanza dell’Italia agli Academy Awards 2018.

Il film di Carpignano, che vanta Martin Scorsese come produttore esecutivo, prende il nome dal quartiere di Gioia Tauro (Calabria) dove è stato girato, all’interno della comunità rom che forma anche il “cast” e ci regala un’opera “verista” come poche, in cui i rom recitano se stessi. Continua a leggere

Film, “La Fratellanza”: Jacob e la gabbia del branco – Recensione e trailer ufficiale

Negli Usa è stato presentato prima dell’estate e non ha certamente (ed ovviamente) entusiasmato la critica internazionale come ha fatto a fine stagione “Dunkirk“, che ha prevedibilmente conquistato il primo posto al botteghino. Eppure “Shot caller” (“La Fratellanza“), 121 minuti di pellicola proiettati nelle sale italiane dallo scorso 7 settembre, ha sorpreso in Italia, guadagnandosi in fretta il terzo posto per gli incassi nel nostro Paese. La cronaca secca dell’Ansa ce lo presenta così: “un thriller che affronta da vicino la vita nelle carceri negli Stati Uniti, il Paese che incarcera il più alto numero di persone pro capite al mondo”. Ma “La Fratellanza”, film diretto da Ric Roman Waugh, con Nikolaj Coster-Waldau di “Game of Thrones” nel ruolo del protagonista, non è propriamente un film sul sistema carcerario americano, né sul carcere in sé. Non a caso “la Bestia”, leader della gang in cui – suo malgrado – entra a far parte l’ormai ex broker Jacob Harlon (finito in prigione per un incidente), oltre a mettergli a disposizione i suoi testi di psicologia, gli ricorda: “L’arma più potente di un guerriero è la sua mente“, aforisma che infatti conquista la locandina del film. Continua a leggere

Milano, Segre presenta il suo film sui migranti: c’è anche Gino Strada, ma il “fucile” spara a salve [Ecco il trailer]

C’è anche Gino Strada, ex militante comunista e fondatore di “Emergency“, alla proiezione de “L’ordine delle cose“. Pochi giorni prima aveva definito il Ministro degli Interni Marco Minniti uno “sbirro” per il modo in cui ha fermato gli arrivi dei migranti, questo sabato, a Milano, si è invece presentato alla proiezione di un docu-film proprio su uno sbrirro che fa il ‘lavoro sporco’ in Libia per conto di un governo italiano ormai determinato a fermare gli arrivi. La storia costruita da Andrea Segre l’avrà ispirato. Peraltro, c’è anche lui, il giovane regista Segre, a presentare la sua opera al pubblico di un (a dir poco) rinnovato cinema Anteo, inaugurato nella nuova formula di “villaggio multimediale” proprio la sera prima alla presenza del sindaco Beppe Sala.

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Arriva nei cinema italiani “A casa nostra”, la pellicola che infanga Marine Le Pen

Ieri “The Guardian” titolava: “La paura del neofascismo tiene Emmanuel Macron davanti a Marine Le Pen”. In Francia la paura è rimasto l’unico mezzo per battere il Front National, che ormai spopola anche tra gli operai. Ecco perché a dare una mano alla causa ci si è messo anche il mondo del cinema, con la regia di Lucas Belvaux, che ha provato a sfruttare lo spauracchio lepenista a favor di cinepresa.

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