“Il Re Leone” è un film fascista: l’ennesimo delirio radical chic

Risultati immagini per il re leone film“Il Re Leone è un racconto fascista. Nessun remake può cambiarlo”. Così Dan Hassler-Forest, lo scorso 10 luglio, sul “Washington Post“.

E quasi verrebbe voglia di prenderlo sul serio. Quasi verrebbe voglia di dire che, effettivamente, non se ne può più di una narrativa classista e discriminatoria, a uso e consumo dei potenti e del potere.

Ma la realtà è che il buon Hassler-Forest non ci ha capito nulla. Infatti, per quanto sia affascinante la rilettura proposta del classico Disney, per quanto abili siano i suoi sofismi nel tentativo di sovvertire il più comune buon senso (e per quanto sia pregnante di significato l’uso del termine “fascista”), le critiche espresse sono un po’ campate in aria. Semplificazioni tendenziose, quanto meno. E qui vi spieghiamo perché. Continua a leggere

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E’ ora che la destra radicale decida che vuol fare da grande

Risultati immagini per marcia su romaTra quattro anni sarà il centenario della Marcia su Roma, di cui ieri ricorreva il 96esimo anniversario. Ma, a quasi un secolo dalla presa del potere del fascismo e dalla sua fondazione, con gli eredi che non superano l’1% alle elezioni politiche e i tempi del Msi (che mai aveva comunque superato il 10%) finiti da un pezzo, Anpi, centri sociali e sinistra nostrana e internazionale, rilanciano quotidianamente il pericolo fascista e sembrano vederlo un po’ ovunque. Perché?

Esiste chiaramente un problema di obiettività storica, filosofica e politica da parte degli avversari del fascismo, attribuibile agli avvenimenti cruenti connessi alla Seconda Guerra Mondiale e all’antisemitismo che il regime nazista “esportò” in un’Italia allora alleata. E c’è sicuramente un racconto distorto degli anni Settanta che risente di quegli avvenimenti precedenti.
E’ chiaro che, in nome di un approccio storico-politico serio, quel sensazionalismo andrebbe superato e che, invece, nessun cambio di rotta si intravede all’orizzonte ma, anzi, il politicamente corretto sembra esasperare questo scontro, con una definizione di fascismo sempre più estesa e sempre più astratta affibbiata a chiunque non sia “progressista”/”globalista”.
Ma un’analisi seria dei fatti, della storia e delle idee non dovrebbe permettere che la discussione ufficiale sul tema rimanga ferma al concetto di “male assoluto”; al contrario, un quadro più realistico e meno negativo potrebbe tranquillamente coesistere con un giudizio negativo del fascismo e il rigetto di aspetti ritenuti impresentabili.

Detto questo, sarebbe anche ora che la destra radicale che si richiama al fascismo facesse un po’ di autocritica. Continua a leggere

Rivolta contro il mondo moderno: “tenersi in piedi” senza nostalgismi reazionari

Mi perdonino Evola e gli evoliani, ma il concetto di “Rivolta contro il mondo moderno” è troppo invitante, essenziale e pregnante per non appropriarsene.
Sia chiaro però che, pur dovuta ad una indubbia fascinazione, questa resta soltanto una rielaborazione “romantica” o probabilmente anche meno: una riflessione liberamente ispirata, facilmente ed auspicabilmente criticabile. Non volontà di spiegare o interpretare, ma il furto conclamato, consapevole e chiaramente de-contestualizzato di un concetto, che rispettosamente ritengo nasconda due pericoli che provo invece ad allontanare più che mai: il “reazionarismo” (del resto dichiarato) e l’ideologismo. Continua a leggere

“El País”, inchiesta su CasaPound: “cresce ogni volta che l’Italia va alle urne”

El Pais“, il quotidiano più venduto in Spagna, ha pubblicato ieri un’inchiesta sul movimento di destra radicale italiano CasaPound. “CasaPound cresce ogni volta che l’Italia va alle urne“, segnala il giornale progressista. “A differenza di altre costruzioni dell’ultra-destra, come Forza Nuova o Roma ai Romani, fanno a meno della morale cattolica o della omofobia“, osserva inoltre l’autore del reportage Daniel Verdù. Continua a leggere

Così la Figc celebra la “mamma”. Ma i giornali si indignano per il fascio littorio sulla divisa di Piola

 

“L’atto d’amore della madre di Piola: una maglia Azzurra per raccontare la festa della mamma”.

Ai responsabili della comunicazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio la cosa deve esser sembrata del tutto innocente, quale del resto è. Eppure, grazie al consueto scandalo “social”, tanti giornali (“Repubblica” e “Corriere” in primis) hanno addirittura parlato di “bufera sulla Figc” e, come in un congegno appositamente progettato, le pressioni sull’organizzazione sono così diventate una faccenda seria fino a chiedere la rimozione del post pubblicato sul sito ufficiale. Nel mirino – udite, udite – la maglia azzurra indossata dal calciatore Silvio Piola, in occasione del suo esordio con la Nazionale il 24 marzo del 1935, a Vienna, contro l’Austria.

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