Sia benedetta la Festa! [FOTOS]

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Vi abbiamo già spiegato cosa sono le Hogueras di Alicante ma, dopo quelle appena concluse, ci siamo resi conto che è tutto inutile.

Perché le Hogueras sono l’euforia invade la città, il tempo che si ferma, la magia che esplode durante la Notte di San Giovanni.
Le Hogueras sono, prima di tutto, un rito comunitario, popolare, autentico.
Sono emozione pura e, per essere comprese, vanno vissute.

Le Dame del Fuoco in lacrime dopo il gesto ancestrale di accendere il fuoco, il bagno d’acqua durante la Notte dei Fuochi, la commozione per la Mascletà, il rumore dei petardi, l’odore della polvere da sparo, gli amici, le “barracche”, le sfilate in costume, gli spettacolari e coloratissimi “Ninot”, musica e balli in ogni strada, la festa giorno e notte, ad ogni età.
Sono tutte le manifestazioni di un sentimento che va oltre le parole.

Del resto, vi abbiamo raccontato il simbolismo della festa ma, come per ogni simbolo, le spiegazioni razionali sono superflue.
Contano solo percezioni e istinto.
L’incanto del fuoco, il culto dell’acqua, l’incontro di arte e distruzione, di morte e rinascita, sono gli elementi fondamentali di un momento di vera catarsi collettiva.

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¡Bendita sea la Fiesta! [FOTOS]

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Ya os hemos explicado qué son las Hogueras de Alicante.
Tras las recién concluidas, nos hemos dado cuenta que no sirve de nada.

Porque las Hogueras son la euforia que invade la ciudad, el tiempo que se detiene, la magia que estalla durante la Noche de San Juan.
Las Hogueras son, ante todo, un rito comunitario, popular, auténtico.
Son pura emoción y, para comprenderlas, hay que vivirlas.

Las Damas del Fuego que lloran tras el gesto ancestral de encender el fuego, el baño de agua durante la Nit de la Cremà, la emoción por la Mascletá, el constante ruido de los petardos, el olor a pólvora, los amigos, las “barracas“, los desfiles, los espectaculares “Ninots“, la música y el baile por todas las calles, la fiesta día y noche, a todas las edades.
Son manifestaciones de un sentimiento que va más allá de las palabras.

Después de todo, os hemos hablado del simbolismo de la fiesta pero, como con cualquier símbolo, las explicaciones racionales sobran.
Sólo importan las percepciones y los instintos.
El encanto del fuego, el culto del agua, el encuentro del arte y la destrucción, de la muerte y el renacimiento, son los elementos fundamentales de un momento de verdadera catarsis colectiva.

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Amazon en lugar del Estado

[VERSIÓN ITALIANA EN “LA FIONDA” Y “RIVOLUZIONE ROMANTICA“]

Acostumbrados a una lógica sindical basada en la mera relación entre tiempo y costos laborales, la cuestión del “bienestar psicofísico” en el lugar de trabajo ahora parece importar poco a lo que queda de la izquierda.

Después de todo, habiendo obtenido del capital la elevación generalizada del nivel de vida del trabajador (aunque en detrimento de la igualdad), la izquierda se ha lanzado a otros temas, dejando a los trabajadores a su suerte. Y, abrazando el liberalismo, también ha olvidado la alienación del trabajador, que va más allá de la cuestion de la retribución del trabajo, es inherente a la producción capitalista y tiene una correlación directa con el bienestar psicofísico antes mencionado.

Pero se equivocaría y jugaría el juego del “enemigo”, quien enfocase el tema de Amazon en la intensidad robótica del trabajo, la hipercompetitividad y el método opresivo en la gestión de personal del que muchos culpan a Amazon.

El fanatismo de la productividad, al fin y al cabo, es solo un viejo vicio del capitalismo, que resurge cada vez que las máquinas nos permiten superar nuevos límites y poner a la humanidad a prueba aún más.

Y es siempre y solo la complicidad del Estado lo que lo hace posible. Por ejemplo, con un modelo contractual que no protege al trabajador y promueve la inestabilidad y, por tanto, el chantaje.

Pero las protestas en este sentido se concilian fácilmente: pequeñas concesiones a cambio de grandes ganancias, como siempre ha sido el caso. Con la habitual ilusión de haber solucionado el problema.

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Amazon al posto dello Stato

[CONTRIBUTO PER “LA FIONDA“] [CLICCA QUI PER LA VERSIONE IN SPAGNOLO]

Abituati ad una logica sindacale basata sul mero rapporto tempo/costo del lavoro, la questione del “benessere psico-fisico” sul posto di lavoro sembra ormai importare poco a quel che resta della sinistra.

Del resto, ottenuto dal capitale l’innalzamento generalizzato del livello di vita dell’operaio (pur a discapito dell’uguaglianza), la sinistra si è buttata su altri temi, lasciando i lavoratori al proprio destino. E, abbracciato il liberismo, ha archiviato anche la questione relativa all’alienazione del lavoratore, che va al di là della retribuzione del lavoro, è insita nella produzione capitalista ed ha diretta correlazione con il benessere psico-fisico di cui sopra.

Ma si sbaglierebbe e si farebbe il gioco del “nemico”, focalizzando la questione Amazon sull’intensità robotica del lavoro, l’iper-competitività e il metodo oppressivo nella gestione del personale che molti rimproverano ad Amazon.

Il fanatismo della produttività, del resto, è solo un vecchio vizio del capitalismo, che risorge ogni volta che le macchine permettono di superare nuovi limiti e mettono l’uomo ancora più a dura prova.

Ed è sempre e solo la complicità dello Stato a renderlo possibile. Ad esempio con un modello contrattuale che non tutela il lavoratore e ne favorisce l’instabilità e, quindi, la ricattabilità.

Ma le proteste in questo senso sono facilmente conciliabili: piccole concessioni in cambio di grandi profitti, com’è sempre stato. Con l’illusione solita di aver risolto il problema.

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Sindrome del traditore, conformismo e convenienza: il problema sono le dinamiche delle organizzazioni e del potere

Quanto accade al M5S è quanto, di norma, accade sempre nelle organizzazioni: si aderisce per una causa e raggiungere uno scopo e poi si rimane impigliati nella logica del branco.

Subentrano la “sindrome del traditore”, il conformismo o la semplice convenienza, che ti impediscono di protestare o di andare via: è uno schema che funziona oseremmo dire sempre.

Perfino gente come Alessandro Di Battista, che pure ha lasciato la poltrona, ora invita a “stare uniti” e a salvare Conte, a costo di fare alleanze con chiunque.
Fare alleanze con chiunque, peraltro, non sarebbe neanche un peccato mortale, se riesci a farle a vantaggio delle tue idee.
Se, però, devi dare in cambio qualcosa che, altrimenti, non daresti o che non dovresti dare, allora hai già tradito.
Se le alleanze non servono più la tua causa, hai già tradito.

Il Movimento ha rotto con il passato progressivamente, ma l’alleanza con il Pd è stata decisiva.
Non solo perché avevano promesso di non farci mai un’alleanza, ma perché quell’alleanza lo ha trasformato in un’altra cosa.
Su Rivoluzione Romantica avevamo sottolineato il linguaggio accentuatamente moderato del discorso di Conte per la fiducia al suo secondo governo.
Quel discorso era un voltafaccia inquietante a tutta la storia del Movimento. Il preludio a tanti altri tradimenti, come il limite dei mandati, la trasparenza dimenticata, la democrazia messa da parte, Gentiloni in Europa, i verbali secretati e tantissimo altro.

Eppure, il movimento è là, rimane in piedi e c’è chi lo sostiene ancora. Perché?
Per le ragioni esposte poc’anzi, che dipendono molto dai comportamenti tipici dell’uomo e dei gruppi, più che dalla politica in sé: “sindrome del traditore”, conformismo e convenienza.

Sono questi fattori che mantengono in piedi regimi totalitari, abusi di potere, partiti corrotti ma anche organizzazioni mafiose e realtà omertose. E non sono elementi tipici solo dei grandi partiti, anzi: si esprimono in altro modo ma sono presenti anche nei movimenti cosiddetti radicali, di destra e sinistra.

Se vai via sei un infame, se non accetti tutte le direttive sei un traditore, se critichi sei un rompipalle a prescindere.
Il conformismo, ovvero la paura di trovarsi solo contro il gregge, insieme alla convenienza fanno il resto.
E’ così, nel bel mezzo di un malinteso senso della disciplina, muoiono libertà e giustizia.

ECCO PERCHE’ RIVOLUZIONE ROMANTICA E’ INDIPENDENTE

Rivoluzione Romantica non sostiene alcun partito o movimento, quindi, non solo perché non si ritiene rappresentata da nessuno di questi, ma anche perché non accetta questa logica e ritiene impossibile rimanere imparziali ed obiettivi essendo vincolati dall’appartenenza.

POPOLO CONTRO POTERE: SIAMO SOLI

Quanto alla politica istituzionale: il vertice di ogni struttura di potere finisce inevitabilmente per essere manovrato, utilizzato o corrotto. L’unica arma nelle mani del popolo è l’auto-rappresentazione e, collateralmente, l’utilizzo di movimenti e partiti per portare avanti le proprie istanze.
Insomma, rovesciare il tavolo e tenere sempre presente la dialettica insormontabile Popolo vs Potere, in cui il popolo è naturalmente in una situazione di debolezza contrattuale.
Se non altro finché non acquista coscienza di sé e capacità di auto-organizzarsi, non per fare tutto da solo, ma per fare pressione su chi comanda.