“L’estrema sinistra ha resuscitato la segregazione razziale”: editoriale di fuoco su “Le Figaro”

Immagine correlataUn nuovo razzismo fondato sulle scienze umane anziché sulla biologia. Secondo la saggista francese Céline Pina, impegnata a documentare i sempre più numerosi eventi proibiti ai bianchi, il “separatismo islamista” e il “nuovo antisemitismo” musulmano, non ci sono dubbi: l’estrema sinistra sta resuscitando la segregazione razziale, mascherandola paradossalmente da anti-razzismo. “‘Proibito ai bianchi’, questo è lo slogan e il piano d’azione che prova a rendere popolare una parte sempre più consistente degli indigenisti e del ‘Grande Fratello’ di sinistra”, scrive l’attivista francese, la quale accusa: “vogliono sostituire la lotta di classe con la guerra delle razze e, come in ‘1984’ di Orwell, fanno dell’inversione dei concetti e dei significati un’arma di distruzione delle coscienze e di sottomissione degli spiriti”. “L’antirazzismo è diventato l’alibi dell’odio contro i bianchi“, sostiene Céline Pina in un editoriale pubblicato pochi giorni fa su “Le Figarò”. Continua a leggere

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Belgio, sharia e autobus separati: “Bruxelles sarà musulmana”. Il partito islamico fa discutere

Bruxelles, la capitale d’Europa, sarà musulmana in poco più di dieci anni. Più che una promessa (minacciosa a seconda dei punti di vista), un dato di fatto in una città in cui, già oggi, un terzo della popolazione è musulmana e dove, dal 2001, il nome più diffuso tra i nuovi nati è quello del profeta dell’Islam, Mohammed. Pesano come macigni, dunque, le parole di Abdelhay Bakkali Tahiri, presidente del relativamente nuovo partito belga chiamato, appunto, “Islam“. Continua a leggere

Ecco perché Achille e Zeus sono neri nella nuova serie Netflix

Achille e Patroclo amoreggiano sulla spiaggia di Troia nella nuova serie Netflix

Il prodotto in sé, in realtà, non è niente male, anche se l’accoglienza della critica è stata piuttosto tiepida. Ma “Troy: Fall of a city“, la nuova serie Netflix-BBC sulla guerra di Troia e la distruzione della città da parte dei Greci, è riuscita a far discutere di sé soprattutto per un piccolo “dettaglio”: il biondo Achille è interpretato da un attore di colore.

A vestire i panni dell’eroe omerico, mitologicamente noto appunto per la “bionda chioma”, è infatti David Gyasi, attore inglese di origini ghanesi. E non è l’unico caso che balza all’occhio. Accanto a lui, fedele amico e amante, troviamo infatti l’attore nero sudafricano Lemogang Tsipa nel ruolo di Patroclo. E poi ancora – quasi un sacrilegio per i puristi – è interpretato da un attore di colore anche Zeus, il padre degli dei, nonché il leggendario pro-genitore dei Romani, Enea: a vestire i loro panni, infatti, sono rispettivamente l’anglo-nigeriano Hakeem Kae-Kazim e Alfred Enoch, anglo-caraibico. Continua a leggere

De Benoist come Marx: “lavoratori di tutti i paesi contro il capitalismo transnazionale”

Siamo talmente disabituati alla libertà che facciamo proprio fatica ad immaginarci liberi. E facciamo fatica ad immaginare uomini liberi. Alain De Benoist è un uomo libero e lo ha confermato venerdì, in occasione del suo confronto con il giornalista italiano Gad Lerner presso la Fondazione Feltrinelli a Milano.
Presente nonostante le polemiche che hanno costretto gli organizzatori a rinviare l’evento in prima battuta, l’intellettuale francese ha infine spiazzato probabilmente chi, a destra come a sinistra, è incapace di andare oltre le etichette e le ricette preconfezionate. Continua a leggere

“E’ bianca, non può occuparsi di arte africana”: anti-razzisti contro il Museo di Brooklyn

Risultati immagini per Kristen Windmuller-Luna brooklynNei giorni scorsi un annuncio del Brooklyn Museum ha scatenato “curiose” polemiche in rete, attirando l’attenzione dei principali quotidiani americani: Kristen Windmuller-Luna – 31 anni e un dottorato di ricerca in Storia dell’arte africana a Princeton, una laurea a Yale, già collaboratrice del Metropolitan Museum of Art e docente alla Columbia University -, a partire da aprile, è la nuova curatrice della sezione di arte africana del museo newyorkese. Una collezione di oltre 6mila oggetti, che la Windmuller-Luna – secondo la volontà espressa dalla direzione in un comunicato – dovrà ripensare e riorganizzare nella loro presentazione, anche nell’ottica di un maggiore “dialogo visivo” con il resto della collezione museale. Continua a leggere