Repubblica: “Fiore (FN) contro Militia e CasaPound in un’intercettazione”. Lui nega

In un articolo pubblicato ieri, “Repubblica” insiste ancora con Forza Nuova e con il suo leader, Roberto Fiore. E dopo essersi occupata delle sue attività finanziarie e della presunta gestione “ambigua” rispetto al movimento, tira fuori brevi stralci di alcune intercettazioni risalenti al settembre 2014. La frase maggiormente incriminata è quella relativa a Maurizio Boccacci, il capo di Militia, che pochi mesi fa del resto criticava apertamente Fiore per il dietro-front sulla manifestazione del 28 ottobre, la cosiddetta “Marcia dei Patrioti” che era stata poi vietata. “E’ una sconfitta, ma tu da buon politicante sai mistificare le cose”, affermava Boccacci. “Hai fatto accordi con le guardie, sei un coniglio. La vera anima di Forza Nuova era Massimino [Massimo Morsello, ndr] e non certo tu”, aggiungeva.

Stando a “Repubblica”, Fiore avrebbe detto: “Se Maurizio Boccacci si muove, si muove perché si stanno muovendo tutta una serie di situazioni. E questa è roba di servizi. Questo è lo stato. Sono i servizi, il fatto che Boccacci sia a busta paga, te lo possono confermare persone…”. Continua a leggere

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Casale San Nicola, pesanti condanne contro CasaPound. Di Stefano: “processo politico”

Sulla sua pagina ufficiale, Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound Italia, parla senza mezzi termini di “processo politico“. Sono in nove, infatti, i militanti (alcuni “illustri”) del movimenti condannati ieri in primo grado dalla Quinta Sezione penale del Tribunale di Roma per la protesta contro l’apertura di un centro di accoglienza nel quartiere di Casale San Nicola, avvenuta il 17 luglio del 2015. Continua a leggere

CasaPound, Di Stefano contro Forza Nuova: “blitz sbagliato”. Antonini: “cercano lo scioglimento”

Sembra che, in vista delle prossime elezioni politiche, CasaPound stia ormai giocando su due fronti: da un lato conquistare astensionisti e destra radicale con un linguaggio orgogliosamente poco diplomatico, poco politicamente corretto e che non nasconde l’ispirazione al fascismo; dall’altro, presentarsi all’occasione in giacca e cravatta, pacati e, dopo tutto, alternativi ai soliti politici ma non “fuori di testa”. Come quelli di Forza Nuova, verrebbe dire stando alle ultime dichiarazioni di Simone Di Stefano, segretario e candidato premier del movimento che ha bocciato fermamente la protesta di Forza Nuova sotto la sede del quotidiano “Repubblica“.

“Se si vuole controbattere l’informazione a senso unico dei giornali – ha dichiarato – si fa controinformazione come facciamo noi, con quotidiani on line, canali Youtube. Si controbatte con il confronto. Noi, nella nostra sede, abbiamo invitato giornalisti che non la pensano come noi a confrontarsi. I giornali hanno giustamente la loro linea editoriale“. Continua a leggere

CasaPound a Genova: “in marcia verso il parlamento”. Fenomenologia e prospettive di un movimento pronto al salto di categoria

La sede storica di CasaPound e gli ZetaZeroAlfa, gruppo musicale del movimento guidato da Gianluca Iannone (al centro), presidente di Cpi

Se CasaPound ha conquistato il 9% ad Ostia, è appena all’inizio, invece, la strada per conquistare Genova. Almeno considerando la tensione che, ieri, ha provocato l’incontro legato all’inaugurazione della nuova sede nel capoluogo ligure. “Convegno CasaPound, Nervi blindata. Schierati 150 poliziotti, strade chiuse”, titolava allarmato (e allarmando) il “Secolo XIX“. Misure precauzionali che, però, nulla avevano a che fare con il programma del movimento, quanto con le eventuali – meno pacifiche – proteste dell’estrema sinistra, come al solito contrarie allo svolgimento di iniziative simili. Eppure, nonostante l’allarmismo, l’iniziativa prevista presso l’Hotel Astor a partire dalle 17.30, svoltasi alla presenza di diverse centinaia di persone, è filata liscia, mentre un piccolo gruppo di antifascisti volantinava e attaccava adesivi contro l’iniziativa.

Simone Di Stefano, il volto “politico” del movimento

Oltre alla presenza non annunciata del presidente Gianluca Iannone, in città è giunto come da programma anche Simone Di Stefano, vicepresidente del movimento ospite due giorni fa di “Piazza Pulita“, in compagnia del protagonista di questi giorni, il neo-consigliere del X municipio di Roma Luca Marsella, ma anche di altri consiglieri eletti per CasaPound, in primis Andrea Bonazza, che guida i suoi a Bolzano (6,7%) e Fabio Barsanti, che aveva sorpreso tutti qualche mese fa conquistando Lucca (8%) – e l’ennesimo approfondimento fatto di panico, luoghi comuni e inevitabilmente qualche verità dell’Espresso. Così, a conclusione di una settimana già “rovente” per CasaPound – il successo elettorale clamoroso quanto annunciato a Ostia, l’annuncio della candidatura alla presidenza della Regione Lazio per il responsabile Mauro Antonini, il “processo mediatico” sui giornali e in tv per la presunta (ma non provata) vicinanza politica con Roberto Spada, l’arresto dello stesso per una testata ad un giornalista, le inchieste dell’Espresso sui “finanziamenti” del movimento – proprio Di Stefano ha voluto aggiungere anche l’ufficialità della sua candidatura a premier alle prossime elezioni politiche. E, a proposito delle contestazioni, ha commentato perentorio: “CasaPound è dappertutto e dappertutto parla, compresa Genova, perché è nel nostro pieno diritto. Che Genova sia una città rossa è un dato di fatto, ma esiste una tradizione popolare molto forte a cui noi parliamo perché Casapound parla in quegli spazi sociali che erano ritenuti appannaggio esclusivo della sinistra”.

Mauro Antonini, candidato alla presidenza della Regione Lazio

Dichiarazioni che ci portano dritti al dato politicamente rilevante di questi giorni, confermato dall’incontro di ieri sul tema: “Alla Vittoria! CasaPound in marcia verso il parlamento“. Infatti, con oltre cento sedi dichiarate in tutta Italia, consiglieri in una dozzina di comuni e due sindaci, il movimento delle “tartarghe frecciate”, in questi giorni al centro della scena mediatica nazionale, stavolta sembra davvero avere l’obiettivo parlamento a portata di mano e proprio il caso Ostia – paradossalmente, come ha sottolineato Di Stefano nella trasmissione di Formigli – sembra aver rappresentato plasticamente il “salto di categoria e dato il via alla campagna elettorale nazionale. Lo sbarramento del 3% fissato dalla nuova legge elettorale non spaventa e diversi giornali negli ultimi giorni hanno confermato l’alta probabilità di trovare i “fascisti del terzo millennio” in parlamento nella prossima legislatura. Sarebbe una svolta anche nei rapporti interni alla cosiddetta destra radicale, che avrebbe così di nuovo un riferimento anche all’interno delle istituzioni dopo la fine del (geneticamente differente) Msi e segnando forse definitivamente il distacco da Forza Nuova, che in effetti negli ultimi mesi ha impresso alla sua strategia una notevole accelerata come a voler rincorrere i “rivali”.

Dunque, per farvi capire CasaPound – si spera un po’ meglio dei tanti giornali che ci hanno provato – ripercorreremo qui alcuni punti politicamente e culturalmente importanti nella sua evoluzione, considerando anche brevemente le differenze tra CasaPound e Forza Nuova. Non si tratta in questa sede di analizzarne – e giudicarne – i contenuti da un punto di vista politico e/o ideologico (che ognuno rimane libero di valutare come crede), quanto di evidenziare l’aspetto funzionale dei messaggi lanciati – e semmai valutare soltanto quell’aspetto insieme alle prospettive future. Continua a leggere

Anne Frank, il clamore “partigiano” e quegli adesivi che non fanno ridere. Ma sui social sembra di sentire la Guzzanti: “e allora le foibe?”

Nell’Iliade, quando Achille uccide Ettore, l’elemento che indigna è lo scempio del cadavere, la mancata restituzione del corpo al re Priamo. Ettore era morto in battaglia, era un guerriero, un soldato, averlo ucciso rientrava nelle logiche, ma non rientrava nelle logiche tutto il resto.
Anne Frank non è morta in battaglia, non era un soldato, era un civile, era una bambina, averla uccisa certamente non rientrava nelle logiche, tanto più non rientra nelle logiche lo scempio del suo cadavere o della sua immagine. E, trascorsi circa un paio di millenni dai tempi di Omero, forse dovremmo aver recepito il messaggio (che pure, allora, non valeva per tutti, se è vero che le brutalità sui civili nelle guerre antiche erano all’ordine del giorno).

Non è una logica che vale solo per le vittime ebree della persecuzione nazista, è una logica che dovrebbe valere per tutti. Anche per bambine come Giuseppina Ghersi naturalmente, uccisa dai partigiani e la cui targa in suo onore è stata osteggiata recentemente proprio dall’Anpi: Giuseppina era fascista, hanno detto. Anne Frank era ebrea, hanno detto. Quel farsi forza nel branco e nell’ideologia del branco, che spesso conduce alle peggiori viltà, ha ucciso sia la Ghersi che la Frank. Non sarebbe mai dovuto accadere. Continua a leggere