Ecco perché la Lega ha fatto bene a bocciare la Commissione Segre

Risultati immagini per matteo salviniNel 2010, all’interno del Ministero dell’Interno, veniva creato l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad). Gli ultimi dati disponibili risalgono al 2017, con 1048 presunti reati d’odio denunciati, in aumento rispetto ai 736 dell’anno precedente. Non sono disponibili cifre a proposito delle condanne relative all’anno 2017 né agli anni precedenti, ma sono invece disponibili i numeri relativi al 2016: ebbene, su 736 denunce per crimini d’odio, solo 424 si sono trasformate in processo e – udite udite – appena in 31 casi si è arrivati ad una sentenza di condanna. Continua a leggere

La censura di Facebook è un’arma politica intollerabile

Capita a molti di vedersi cancellato un post condiviso su Facebook: rientra tra le possibilità di cui la piattaforma ti avvisa al momento dell’iscrizione e, in linea di principio, è cosa buona e giusta. Ieri, però, è accaduto qualcosa di inquietante e che non può essere sottovalutato. Infatti, singolarmente nello stesso giorno in cui il nuovo governo (di “sinistra”) chiedeva la fiducia al Parlamento e fuori da Montecitorio l’opposizione “sovranista” riempiva le piazze, gli account ufficiali dei movimenti (di “destra”, presenti peraltro alla manifestazione anti-governativa) CasaPound e Forza Nuova sono stati cancellati in via definitiva, insieme a quelli dei principali dirigenti nazionali ed rappresentanti eletti (come era avvenuto in passato, ad esempio, per quelli del movimento su scala europea Generazione Identitaria).

Non si è trattato di un provvedimento verso un singolo “hater” ed un contenuto offensivo specifico, ma di una misura indiscriminata, mirata a colpire una precisa appartenenza politica. Un gesto, insomma, di forte e chiara valenza politica, assunta in seguito a una riflessione di natura altrettanto politica e non “tecnica/amministrativa”. Continua a leggere

E’ ora che la destra radicale decida che vuol fare da grande

Risultati immagini per marcia su romaTra quattro anni sarà il centenario della Marcia su Roma, di cui ieri ricorreva il 96esimo anniversario. Ma, a quasi un secolo dalla presa del potere del fascismo e dalla sua fondazione, con gli eredi che non superano l’1% alle elezioni politiche e i tempi del Msi (che mai aveva comunque superato il 10%) finiti da un pezzo, Anpi, centri sociali e sinistra nostrana e internazionale, rilanciano quotidianamente il pericolo fascista e sembrano vederlo un po’ ovunque. Perché?

Esiste chiaramente un problema di obiettività storica, filosofica e politica da parte degli avversari del fascismo, attribuibile agli avvenimenti cruenti connessi alla Seconda Guerra Mondiale e all’antisemitismo che il regime nazista “esportò” in un’Italia allora alleata. E c’è sicuramente un racconto distorto degli anni Settanta che risente di quegli avvenimenti precedenti.
E’ chiaro che, in nome di un approccio storico-politico serio, quel sensazionalismo andrebbe superato e che, invece, nessun cambio di rotta si intravede all’orizzonte ma, anzi, il politicamente corretto sembra esasperare questo scontro, con una definizione di fascismo sempre più estesa e sempre più astratta affibbiata a chiunque non sia “progressista”/”globalista”.
Ma un’analisi seria dei fatti, della storia e delle idee non dovrebbe permettere che la discussione ufficiale sul tema rimanga ferma al concetto di “male assoluto”; al contrario, un quadro più realistico e meno negativo potrebbe tranquillamente coesistere con un giudizio negativo del fascismo e il rigetto di aspetti ritenuti impresentabili.

Detto questo, sarebbe anche ora che la destra radicale che si richiama al fascismo facesse un po’ di autocritica. Continua a leggere

A Livorno ennesima aggressione, ma l’antifascismo continua a non allarmare la sinistra

Occorre dire no alla violenza politica. Occorre dire no ad un’idea di militanza fatta di aggressioni e omertà. Occorre dire no a metodi che minacciano la libertà. Ed è necessario vigilare sulle organizzazioni violente. Peccato che, nonostante il mantra sia ripetuto quotidianamente dal centrosinistra e dalle più alte cariche dello Stato e del governo, le accuse siano puntualmente rivolte solo ad una “estrema destra”, che pure si presenta regolarmente alle elezioni, parla di Costituzione, mentre nel frattempo proprio le aggressioni ai neofascisti non accennano a fermarsi.

Due giorni fa, a Livorno, un militare di 37 anni vicino a CasaPound è finito in ospedale con una frattura al naso e diverse ferite al volto, alcune pericolosamente vicine all’occhio: trenta giorni di prognosi. E, mentre le Forze dell’ordine indagano su quanto avvenuto, il movimento delle “tartarughe frecciate” spiega a mezzo stampa che l’uomo sarebbe stato aggredito da quattro antifascisti armati di bastoni, individuato dal branco perché stava riattaccando un manifesto elettorale. Insulti e paura anche per la compagna, incinta, che era in auto mentre i quattro avrebbero sfondato i finestrini dell’auto. L’ennesima aggressione immotivata da parte dell’estrema sinistra e siamo solo ad inizio anno, come abbiamo raccontato pochi giorni fa. Per alcuni, evidentemente, è giusto così. Secondo alcuni (che evidentemente non l’hanno letta) la Costituzione dice qualcosa di simile. Continua a leggere

L’antifascismo non è “una cultura di pace”: chi non fa i conti con la Resistenza è complice dei violenti

“A Torino centri sociali contro CasaPound: 3 agenti feriti”. Questo il sommario in prima pagina ieri sul “Corriere della Sera“, sotto il titolo d’apertura. Subito dopo il concetto viene ribadito in maniera ancora più chiara: “scontri tra antagonisti e CasaPound“. Insomma, sembra proprio che le due fazioni se le diano date di santa ragione e, soprattutto, reciprocamente. Un modo come un altro per far capire che le colpe staranno sicuramente da entrambi i lati.

Bisogna pazientare qualche pagina per scoprire, nell’articolo che racconta più dettagliatamente i fatti, che in realtà non c’è stato nessuno scontro tra le due parti. Semmai, gli scontri sono stati tra gli “antagonisti” e la polizia, in seguito proprio al tentativo dell’estrema sinistra di assaltare l’hotel e i pacifici partecipanti all’incontro elettorale con Simone Di Stefano, candidato premier di CasaPound. Non è un modo diverso di anticipare la notizia: il titolo è completamente, deliberatamente e volutamente falso. Continua a leggere