Migranti che si fingono richiedenti asilo? Secondo il prof della Statale fanno bene

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Maurizio Ambrosini

Non possiamo arrestare il processo di costruzione di una società multietnica, multiculturale e multireligiosa, imporre barriere o steccati sarebbe assurdo, impensabile”. La premessa implicita alla relazione, contenuta in una ‘vecchia’ intervista concessa a ‘Famiglia Cristiana’ non priva di buoni spunti, è senza dubbio questa. Ma l’approccio metodologicamente rigoroso del quale ieri, presso la Casa della Cultura di Milano, ha dato prova la docente di Sociologia delle migrazioni Laura Zanfrini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha molto da insegnare alla demagogia immigrazionista fine a se stessa.

E, dopo la presentazione sul tema “Capitalismo e fenomeni migratori”, lo ha dimostrato anche nel dibattito con il prof. Maurizio Ambrosini dell’Università Statale di Milano che, in un intervento molto politico e decisamente poco accademico, ha invece tentato di buttarla in caciara con argomentazioni qualunquiste del genere “gli immigrati ci pagano le pensioni”. Continua a leggere

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“Guerriglia. Il giorno in cui tutto si incendiò”: Parigi in fiamme nel testo del giovane scrittore francese

La Francia che, trascinata dalla rivolta degli immigrati di seconda e terza generazione delle “banlieue“, sprofonda nella guerra civile, è in realtà un’Occidente che annega nella sicurezza artificiale di una società disciplinata al punto da aver perso ogni connessione con la realtà. La realtà della sopravvivenza, dei bisogni, della forza: una realtà non virtuale, in senso lato. “I moralisti avevano ucciso i realisti, la vita reale avrebbe ucciso la morale”.

“Al terzo giorno, il padrone era morto e ovunque lo si invocava per nome ad alta voce”. Niente più Stato, governo, polizia, soccorsi, assistenza. “I cittadini piangono come bambini“. Completamente assuefatti alla delega, incapaci di sopravvivere al reale, al di fuori delle istituzioni conosciute.

Guerriglia” – testo di Laurent Obertone pubblicato da “Ring Edition” nel 2016 e stampato in Italia lo scorso anno da “Sign Publishing” -, che in quarta di copertina vanta le sua fondatezza basata “sul lavoro di studio, di investigazione e di previsione dei servizi di sicurezza francesi“, è, nonostante tutto, un libro che si rivolge al singolo per chiedergli: e tu, saresti pronto? Sopravviveresti al collasso del sistema? Te lo sei chiesto mentre, magari, lo invochi a gran voce? Continua a leggere

Napoli, centri sociali tentano l’assalto a CasaPound: al solito, nessuna condanna politica

La manifestazione era stata regolarmente autorizzata e così, giovedì scorso, a Napoli, un nutrito gruppo di militanti di CasaPound si è ritrovato in piazza principe Umberto per chiedere sicurezza, lotta al degrado e ribadire: “Vasto è Italia”. In breve, per rispondere e aggiungere la propria voce all’appello dei cittadini che, in seguito ai fatti di agosto, hanno chiesto allo Stato di non abbandonarli al loro destino. Ma, per i centri sociali napoletani, era evidentemente troppo. Ecco perché sono giunti in forze a tentare di impedire il presidio pacifico indetto dal movimento di destra radicale. Continua a leggere

Altro che di destra, lo ius sanguinis torna con la Rivoluzione Francese. E lo ius soli è un “residuo feudale”

“Ripeti una menzogna con costanza, qualcuno lo convincerai. E’ così che diventa semplice anche far passare l’idea, ad esempio, che l’Italia, paese ancorato allo jus sanguinis, sia dunque arretrato e non al passo coi tempi come gli altri paesi”. Quattro anni fa, esordiva con queste parole un articolo che pubblicavamo su questo sito (e del quale consigliamo vivamente la lettura) per mostrare come, sulla base dei risultati di una ricerca dell’Università di Modena, l’anacronismo dello ius sanguinis non fosse altro che una bugia, appunto. Oggi che il dibattito si infiamma, c’è bisogno di ribadire quel concetto ma c’è anche bisogno, dal momento che è avvenuta una forte polarizzazione delle posizioni in merito, di ribadire un altro aspetto da evitare nell’affrontare la questione: la banalizzazione dei due principi. Ecco perché. Continua a leggere

Bergoglio sempre più a sinistra e ad Ostia un prete lascia la Chiesa per candidarsi contro CasaPound

Messa all’angolo la cura delle anime, la Chiesa di papa Francesco sembra più che mai attenta alla politica italiana e più che mai vicina – politicamente e concretamente – alla sinistra. Non hanno dunque meravigliato nessuno le parole di Bergoglio che, replicando quelle del presidente del Consiglio Mattarella, ha esortato la politica ad una rapida approvazione dello “ius soli”: la nazionalità subito a chi nasce in Italia. Ed ecco perché, dopo tutto, non c’è da meravigliarsi neanche se, a Roma, alla presidenza del X municipio, il candidato “a sorpresa”, quello della sinistra a sinistra del Pd, sarà don Franco De Donno, che lascerà quindi la Chiesa (ancora è incerto se lo farà definitivamente oppure otterrà una sospensione).  Continua a leggere