L’Unione Sindacale di Base: “Boeri si compiace del furto agli immigrati”

Ci siamo occupati a più riprese delle singolari dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri sulla necessità di immigrati che “ci paghino le pensioni” e sostengano il nostro sistema pensionistico. Abbiamo anche fatto notare che, sulla base del ragionamento poco coerente del dirigente, più che pagarci le pensioni, gli immigrati servono a sostituirci. Non di meno, è arrivata proprio due giorni fa, una presa di posizione anche dal mondo del sindacalismo di sinistra che, proprio in risposta ad alcune osservazioni in merito, ha ribadito la doppiezza ideologica del pensiero di Boeri.
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La relazione di Boeri: “Immigrati giovani e flessibili, devono sostituirci”

Ci siamo già occupati delle parole choc riservate dal presidente dell’Inps Tito Boeri al sistema previdenziale italiano che, secondo il suo parere, è destinato ad esplodere senza l’apporto degli immigrati. Una bugia che, come abbiamo chiarito, fa volutamente confusione dal momento che il sistema italiano è, ormai, contributivo (chi viene pagato con un sistema retributivo rappresenta ancora l’85% dei pensionati ma è una cifra ovviamente in calo fisiologico sul lungo periodo a cui fa riferimento Boeri) e, come spiega lo stesso Boeri in altri punti del suo discorso, chi è nato dopo il 1980 andrà comunque incontro a molte difficoltà proprio per questa ragione, mentre soltanto lo 0,3% dei migranti può avvalersi di un trattamento di tipo retributivo: gli altri, ovvero quasi tutti, non faranno altro che pagarsi la propria pensione, non certo la nostra. A parte la frase decontestualizzata, che d’altronde riprende un concetto già espresso in precedenza da colui che è a capo dell’Inps da poco più di due anni a questa parte, è interessante dare un’occhiata al testo completo della sua relazione introduttiva rispetto al XVI Rapporto annuale dell’istituto di previdenza italiano, per capirne più a fondo il pensiero.

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