Altro che di destra, lo ius sanguinis torna con la Rivoluzione Francese. E lo ius soli è un “residuo feudale”

“Ripeti una menzogna con costanza, qualcuno lo convincerai. E’ così che diventa semplice anche far passare l’idea, ad esempio, che l’Italia, paese ancorato allo jus sanguinis, sia dunque arretrato e non al passo coi tempi come gli altri paesi”. Quattro anni fa, esordiva con queste parole un articolo che pubblicavamo su questo sito (e del quale consigliamo vivamente la lettura) per mostrare come, sulla base dei risultati di una ricerca dell’Università di Modena, l’anacronismo dello ius sanguinis non fosse altro che una bugia, appunto. Oggi che il dibattito si infiamma, c’è bisogno di ribadire quel concetto ma c’è anche bisogno, dal momento che è avvenuta una forte polarizzazione delle posizioni in merito, di ribadire un altro aspetto da evitare nell’affrontare la questione: la banalizzazione dei due principi. Ecco perché. Continua a leggere

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Bergoglio sempre più a sinistra e ad Ostia un prete lascia la Chiesa per candidarsi contro CasaPound

Messa all’angolo la cura delle anime, la Chiesa di papa Francesco sembra più che mai attenta alla politica italiana e più che mai vicina – politicamente e concretamente – alla sinistra. Non hanno dunque meravigliato nessuno le parole di Bergoglio che, replicando quelle del presidente del Consiglio Mattarella, ha esortato la politica ad una rapida approvazione dello “ius soli”: la nazionalità subito a chi nasce in Italia. Ed ecco perché, dopo tutto, non c’è da meravigliarsi neanche se, a Roma, alla presidenza del X municipio, il candidato “a sorpresa”, quello della sinistra a sinistra del Pd, sarà don Franco De Donno, che lascerà quindi la Chiesa (ancora è incerto se lo farà definitivamente oppure otterrà una sospensione).  Continua a leggere