Usa, follia all’università: “I bianchi portino una spilla simbolo del loro privilegio”

Nel nome del politicamente corretto e della paranoia antirazzista dilagante di cui ci siamo spesso occupati, ecco che, dagli Stati Uniti, arriva la notizia di un’altra iniziativa di dubbia utilità e a dir poco ridondante. Gli studenti di fede democratica dell’Elizabethtown College della Pennsylvania, infatti, hanno lanciato da pochi giorni una campagna, che invita gli studenti di razza bianca ad indossare una spilla con la forma della tessera di un puzzle di colore bianco. La spilla, spiega il gruppo “Democrats” del college americano, servirà ad avviare una discussione intorno alla questione razziale, nonché a ciascuno per riflettere sul “privilegio di essere bianco e l’impatto che il privilegio di essere bianco ha sulle persone di colore”. Secondo Aileen Ida, giovanissima presidente della compagine promotrice dell’iniziativa, la tolleranza dei bianchi “non impedisce loro di essere parte di un sistema basato su secoli di disuguaglianza”. La campagna, della quale si è occupata una tv locale in una intervista (Local 21 CBS News), è stata presentata sabato scorso e, seppur non si sappia molto in merito al successo riscosso dall’evento, dall’account Facebook i promotori hanno affermato che, finora, avrebbero aderito all’iniziativa almeno cinquanta persone, tra alunni e membri della comunità del college.

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Black Lives Matter, nove arresti a Londra: “l’inquinamento è razzista”. E invadono la pista

160906102433-01-london-city-airport-0906-exlarge-169Nove manifestanti appartenenti al movimento “Black Lives Matter” sono stati arrestati a Londra, dopo aver invaso la pista e bloccato, nelle prime ore di questa mattina, le attività del London City Airport. Al centro della loro protesta la questione climatica e le sue fantomatiche implicazioni razziste e, nella fattispecie, anche il previsto ampliamento dell’aeroporto in questione. In un comunicato il movimento ha dichiarato: “Questa azione è stata compiuta per far luce sull’impatto ambientale del Regno Unito sulla vita delle persone di colore a livello locale e globale”.

Secondo il movimento nato oltre oceano e ben presto sbarcato in Gran Bretagna, essendo il paese il responsabile maggiore a livello pro-capite dell’immissione nell’atmosfera di fattori inquinanti connessi all’aumento della temperatura globale, ma anche uno dei meno esposti ai suoi effetti, il Regno Unito sarebbe l’esempio di come “la crisi climatica è una crisi razzista”. Anche nel Regno Unito, del resto, secondo Black Lives Matter, “i neri hanno il 28% di possibilità in più di essere esposti all’inquinamento atmosferico”. Ecco, dunque, perché questa mattina, prima dell’alba, dopo aver bypassato i controlli intorno all’aeroporto, nove di loro hanno occupato una delle piste di decollo ed atterraggio dell’aeroporto londinese, causando ritardi ed il dirottamento di molti voli sugli aeroporti di Gatwick e Southend. La polizia, chiamata già intorno alle 5.40, avrebbe proceduto con gli arresti soltanto intorno alle 9.30. Le operazioni, ha fatto sapere Scotland Yard, si sono concluse poco prima delle 11.30, ben sei ore dopo l’occupazione della pista.

I Verdi hanno dato il loro sostegno alla protesta, concordando sulle implicazioni razziste della crisi climatica. Di certo c’è che, in realtà, proprio il movimento nato in difesa dei neri assume sempre di più una forte connotazione razziale, che ha poco a che fare anche con le istanze egualitarie e, quanto ai metodi, è altrettanto vero che le manifestazioni sono realmente spesso sfociate in azioni violente. Ma il razzismo “black”, come al solito, non desta troppo allarme: sarebbe politicamente scorretto. O, semplicemente, politicamente sconveniente.

Emmanuel Raffaele, 6 set 2016

Londra, disordini in Hyde Park al grido di “Black Lives Matter”

Londra, 20 lug – Secondo l’Evening Standard, forse in un eccesso di enfasi giornalistica, è stata “la peggiore esplosione di violenza giovanile dalle rivolte del 2011“. Scontri, lanci di bottiglie, vetri rotti e qualche agente di polizia accoltellato in pieno centro, nello storico Hyde Park a Londra, dopo una festa organizzata attraverso i social network.

Centinaia di ragazzi, respinti poi fino a Marble Arch e rimasti qui fino a mezzanotte, hanno creato disordini al ritmo dell’ormai noto slogan “Black Lives Matter“, a partire dal  tardo pomeriggio, quando hanno improvvisamente reagito con violenza alla massiccia presenza delle forze dell’ordine, dando il via agli scontri.

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