12 Ottobre 1492: Colombo sbarca in America, il mondo oggi lo celebra (di meno)

A Guide to the Columbus Day Parade in New York City
La tradizionale parata a New York

OGGI LA STORICA RICORRENZA SI SCONTRA CON L’ANTI-OCCIDENTALISMO DI SINISTRA E BLACK LIVES MATTER

Il 12 ottobre del 1492 Cristoforo Colombo metteva piede per la prima volta in America, in una isola che i nativi chiamavano Guanahani e che veniva poi ribattezzata San Salvador. Erano passati poco più di due mesi dalla partenza dalle coste spagnole, alla ricerca dell’est, nella consapevolezza della sfericità della terra. I calcoli si erano rivelati sbagliati, la traversata dell’Atlantico dura e lunga ma, alla fine, la perseveranza e la forza d’animo, dimostrata anche nel tenere a bada la ciurma, premiava Colombo e cambiava la storia dell’umanità.

Lo ha ricordato, pochi giorni fa, il presidente Donald Trump, che in questi mesi si è battuto per la difesa delle statue del navigatore (e si è complimentato con gli italiani che le hanno difese): “Ricordiamo il grande italiano che ha aperto un nuovo capitolo della storia mondiale e il permanente significato della sua azione per l’emisfero occidentale”.

Ma, per quello che in Spagna e Sud America si festeggia come “Dia de la Hispanidad” e che negli Usa è il “Columbus Day”, sono ormai giorni difficili.
Praticamente cancellato e sostituito negli Usa, la ricorrenza sopravvive in Spagna come festa dell’identità nazionale (senza troppi riferimenti a Colombo), mentre anche in Sud America la celebrazione ha virato verso altri lidi.

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Trump: “divieto d’ingresso ai musulmani è una fake news. Ho fatto come Obama nel 2011”

donald-trump-25-janProcuratori contro, bando all’Islam incostituzionale“. La fake news è stato nella giornata di ieri niente meno che il titolo di apertura dell’Ansa. Ma non c’è da meravigliarsi: è stato probabilmente simile il titolo di apertura sulla gran parte dei principali giornali su scala mondiale. La mossa con la quale il presidente americano Donald Trump ha bloccato per tre mesi gli ingressi negli Usa da sette paesi mediorientali a rischio terrorismo (con l’assenza di alcuni paesi che, per carità, potrebbe stupire), ha scatenato la stampa e gli intellettuali progressisti di tutto il globo, che hanno così dato il via all’isteria (ed alla bugia) collettiva.

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