Alicante, la “Amerigo Vespucci” entusiasma italiani e spagnoli [FOTO]

Alicante, la nave scuola della Marina Militare italiana “Amerigo Vespucci” e, sullo sfondo, il Castello di Santa Barbara, simbolo della città

Tre mesi di navigazione, sei tappe in “terra straniera”, 121 cadetti dell’Accademia Navale di Livorno (tra cui 28 donne): questi i numeri principali della campagna di formazione della “Amerigo Vespucci”, storica nave-scuola della Marina Militare italiana, che ha da poche ore lasciato il porto di Alicante (Spagna) per fare ritorno in Italia.

Progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi insieme alla “Cristoforo Colombo, costruita nel 1930 e “inaugurata” a Castellamare di Stabia il 22 febbraio del 1931 in pieno regime fascista, la na

ve è tornata ad Alicante dopo vent’anni ed è stata accolta con grande entusiasmo dai molti italiani che vivono in città, dai numerosissimi turisti che la affollano e dagli alicantini, che le hanno dato il benvenuto ufficiale, alla presenza del sindaco Luis Barcalà, lo scorso 9 settembre.

Numerose le visite registrate prima

della partenza, il 13 settembre, alla volta di Portoferraio, dove giungerà il prossimo 19 settembre per la sua ultima sosta prima di far ritorno nella vicina Livorno il 21 settembre. Continua a leggere

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Venezuela: golpe o lotta di popolo per la libertà?

Alicante (Spagna) – L’opposizione parla di oltre un milione di manifestanti, cifre difficili da confermare, certo, anche se le immagini sono forti: un fiume di persone in strada a Caracas contro Maduro, manifestazioni in altri ventitré stati del Paese, almeno nove morti, scontri e i venezuelani della “diaspora”, quelli che ormai lasciano la propria terra a decine di migliaia ogni giorno, a manifestare un po’ ovunque nel mondo. Non a caso, anche in Spagna, ad Alicante,  centinaia di cittadini venezuelani sono scesi in piazza a manifestare il proprio dissenso contro il presidente Nicolas Maduro, appoggiati da vari esponenti locali dei partiti presenti nel parlamento spagnolo fatta eccezione per quelli di “Podemos”.

Nel frattempo, in “patria”, Juan Guaidó, il presidente dell’Assemblea Nazionale – il parlamento venezuelano che Maduro ha di fatto cancellato, accentrando ogni potere attraverso la creazione di un’Assemblea Costituente, costretto quindi a farsi proclamare presidente poche settimane fa dal Tribunale Supremo, che a sua volta ha dichiarato illegittimo il parlamento – si è autoproclamato presidente del Venezuela ad interim, in attesa di nuove elezioni, dopo quelle contestate dalla comunità internazionale che avevano portato all’elezione di Maduro con una maggioranza risicata.

Maduro parla di golpe e, concedendo 72 ore di tempo ai diplomatici per lasciare il Paese, annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Usa di Trump, primo paese a riconoscere la presidenza di Guaidó, seguito dal Canada di Justin Trudeau, dal Brasile di Bolsonaro e poi anche da Colombia, Ecuador, Perù, Guatemala, l’Argentina, Costa Rica, Cile e Paraguay hanno riconosciuto il presidente autoproclamato, al contrario di quanto hanno fatto, in funzione anti-Usa, il Messico e la Bolivia di Evo Morales. Continua a leggere

Milano-Alicante in bicicletta: 1600 chilometri per riflettere su un mondo “low-cost”

Un percorso lungo (in linea di massima) mille e seicentodue chilometri, quindici giorni di pedalate, diciassette giorni in tenda in quindici posti diversi, tre Stati e centinaia di città attraversate, a partire dall’Italia, scivolando sulla pianura Padana, alla Francia, passando per le Alpi, fino alla Spagna, scavalcando i Pirenei. Un media di circa 107 chilometri percorsi ogni giorno, escludendo ovviamente due giorni di stop usati per riprender fiato ma anche le decine di chilometri in più fatti per errore. Zaino in spalla, caschetto sulla testa, borsa e tenda da campeggio sul portapacchi: la mia prima metà di giugno è trascorsa così, deciso più che mai a vincere la mia piccola sfida personale di arrivare, da amatore inesperto, da Milano ad Alicante usando la bicicletta come unico mezzo di trasporto.

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In bici dall’Italia alla Spagna: la mia esperienza e i consigli pratici sul percorso [FOTO]

Nel post propedeutico a questo (Milano-Alicante in bici: 1600 chilometri per riflettere su un mondo “low-cost”) ho fatto cenno alla questione relativa all’appropriazione ed alla consapevolezza degli spazi, a quanto diventi importante in un tragitto simile il percorso più o, per lo meno, quanto l’arrivo. Perché nel calpestare, respirare, vivere le terre che attraversi, ne cogli davvero i mutamenti, la lontananza, il sudore di chi ha viaggiato e ha fondato, la magia di attraversare un confine e l’incubo di un mondo in cui non esistono più e tutto è identico, uguale, omologato, in breve, un insieme di non-luoghi equivalenti gli uni agli altri.

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