La carovana di migranti che sfida la sovranità degli stati: migliaia in marcia per attraversare il confine Usa

Le prime centosessanta persone sarebbe partite il 12 ottobre scorso da San Pedro Sula, in Honduras, una delle città con il tasso di omicidi più alto al mondo, ed in pochi giorni avrebbero raggiunto il Guatemala per poi arrivare, in poco meno di due settimane, a Ciudad Hidalgo, in Messico.

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Puigdemont: “verso l’indipendenza unilaterale”. E Madrid invia l’esercito. Ecco perché gli indipendentisti catalani giocano col fuoco

Il si all’indipendenza, con il 90% delle preferenze su poco più di 2 milioni di votanti, avrà anche “stravinto”, come titolava “Repubblica” il giorno dopo la consultazione dello scorso 1 ottobre; ma è pur vero che, su oltre 5 milioni di aventi diritto, a votare è stato soltanto il 38% di loro. Colpa delle centinaia di seggi chiusi dalla Guardia Civil spagnola? Si può provare a sostenerlo, ma è difficile pensare che la repressione – dura e politicamente sciocca quanto si vuole – abbia influito in maniera così decisiva. Senza considerare il fatto che, peraltro, il referendum era comunque stato dichiarato illegale dalla Corte costituzionale spagnola.

Eppure, ieri, a poche ore dal discorso di re Filippo VI per l’unità della Spagna, il presidente della “Generalitat de Catalunya”, Carles Puigdemont, ha dichiarato alla Bbc: “Lunedì proclameremo l’indipendenza e la Repubblica catalana”. Una mossa unilaterale e ancor meno legittimata democraticamente che rischia di provocare una vera e propria guerra civile, tanto più che, da qualche ora, si è diffusa la notizia che Madrid ha deciso di inviare, per “supporto logistico”, due convogli militari in Catalogna. Continua a leggere