Alicante, la “Amerigo Vespucci” entusiasma italiani e spagnoli [FOTO]

Alicante, la nave scuola della Marina Militare italiana “Amerigo Vespucci” e, sullo sfondo, il Castello di Santa Barbara, simbolo della città

Tre mesi di navigazione, sei tappe in “terra straniera”, 121 cadetti dell’Accademia Navale di Livorno (tra cui 28 donne): questi i numeri principali della campagna di formazione della “Amerigo Vespucci”, storica nave-scuola della Marina Militare italiana, che ha da poche ore lasciato il porto di Alicante (Spagna) per fare ritorno in Italia.

Progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi insieme alla “Cristoforo Colombo, costruita nel 1930 e “inaugurata” a Castellamare di Stabia il 22 febbraio del 1931 in pieno regime fascista, la na

ve è tornata ad Alicante dopo vent’anni ed è stata accolta con grande entusiasmo dai molti italiani che vivono in città, dai numerosissimi turisti che la affollano e dagli alicantini, che le hanno dato il benvenuto ufficiale, alla presenza del sindaco Luis Barcalà, lo scorso 9 settembre.

Numerose le visite registrate prima

della partenza, il 13 settembre, alla volta di Portoferraio, dove giungerà il prossimo 19 settembre per la sua ultima sosta prima di far ritorno nella vicina Livorno il 21 settembre.

Ammodernata tra il 2014 e il 2016, con le sue 24 vele, le 4000 tonnellate di peso e una lunghezza di 101 metri (82 metri al galleggi

amento), la nave conserva ancora una forte manualità delle sue funzioni, ciò che è mirato appunto a dare la formazione di base adeguata ai futuri ufficiali della Marina Militare italiana.
Partita dalla cittadina toscana lo scorso 30 giugno, la Amerigo Vespucci ha fatto tappa prima a Lisbona, poi a Dublino, Bergen, Rostok, Amsterdam e infine Alicante, dove è arrivata dop

o circa 18 giorni di navigazione in quella che è così la tappa più lunga della campagna 2019.

Capitanata da Stefano Costantino, scortata dai militari del Battaglione San Marco, con un equipaggio di circa 280 persone (400 in fase di pieno regime), la Amerigo Vespucci insegna – spiega la nota stam

pa – a “compromettersi con i valori della fedeltà, della disciplina, del senso del dovere e acquisire piena consapevolezza dell’importanza del lavoro in gruppo, capire quindi cosa significa essere marinai e al tempo stesso membri di un gruppo al servizio del proprio Paese e della comunità internazionale”.

Emmanuel Raffaele Maraziti

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