Trump: dal patriottismo populista al nazional-imperialismo

Subito dopo l’insediamento di Donald Trump, poco prima di fare il saluto nazista, Elon Musk ha celebrato la vittoria dicendo: “questa non è stata una vittoria qualsiasi, è stato un momento cruciale per la civilizzazione umana“. Poche ore prima, in effetti, il neo-presidente aveva pronunciato un discorso inaugurale ben diverso da quello di otto anni fa.

Un discorso che, parafrasando le parole di Musk, ha provato a collocare la nuova presidenza nel solco della storia americana e non una fase storica a caso, ma quella dell’espansione territoriale, della costruzione del mito americano e del capitalismo senza regole.

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Hitler era comunista: la destra secondo Musk

Ha fatto molto discutere questa settimana la notizia di Elon Musk che appoggia Alice Weidel di Alternative für Deutschland che, a sua volta, afferma appunto che Hitler era comunista.

Ma, come al solito, la sinistra ha preferito scandalizzarsi, invece di spiegare perché dietro questa frase c’è un fenomeno importante che sta coinvolgendo la destra radicale in contemporanea con l’avvento di Trump. Anche in passato, infatti, nei momenti geopoliticamente più delicati, gli Stati Uniti hanno appoggiato i movimenti di destra della propria sfera di influenza per ripristinare la propria egemonia economico-culturale. E, nel farlo, tendono sempre a favorire e guidare un processo di trasformazione della destra stessa, in senso reazionario e liberista.

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Soldi, migranti e politica estera: analisi dei punti forti di Trump

A causa della retorica democratica, Trump è sembrato più interessato e vicino ai problemi reali. Per il semplice fatto di non avere peli sulla lingua. Se, come abbiamo visto, l’estrema semplificazione dei concetti è pericolosa, dire le cose come stanno, senza girarci intorno e senza falso perbenisimo, lo ha comprensibilmente premiato.

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Gladiatore II, un remake travestito da sequel

Sono certo che il sequel del leggendario Gladiatore piacerà e riscuoterà un grande successo nei cinema, perché Ridley Scott non ha avuto lo stesso coraggio di Todd Philips con il Joker.
Nell’altro grande sequel dell’anno, il regista ha infatti elaborato una continuazione autentica della storia e, pur rimandendo fedele al personaggio, ne ha offerto una prospettiva differente e psicologicamente approfondita. Al contrario, il nuovo film con Paul Mescal è – ahimé – solo un remake travestito da sequel.

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Grotta di Altamira: una storia tormentata e affascinante

Nel cuore della Cantabria, la Grotta di Altamira ci offre un affascinante sguardo sul profondo legame tra l’uomo e la decorazione degli spazi. A partire da questo straordinario esempio di arte rupestre, si riflette su come l’esigenza di abbellire i luoghi vada ben oltre il semplice gusto estetico, affondando le radici in bisogni umani ancestrali. Cosa può spingerci a cercare il bello, anche in un mondo senza comfort? Ma la scoperta dei dipinti di Altamira di per sé nasconde una storia affascinante, curiosa e in parte tragica.

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Niger, caos e dittature sono figli della sovranità debole

[ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA “LA FIONDA”: CLICCA QUI PER ACCEDERE]

Ex operaio, ex sindacalista, dottore in Antropologia culturale ed oggi prete missionario nel Niger, più volte pubblicato soprattutto sul tema dei migranti, proprio ieri Armanino pubblicava su “Il Fatto Quotidiano” un articolo dal titolo: “Niger a un anno dal golpe: l’albero (della sovranità) si riconosce dai suoi frutti“.

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