Boris Johnson non ha mai detto: “abituatevi a perdere i vostri cari”

Sarebbe stato sufficiente ascoltare o leggere davvero le parole pronunciate da Boris Johnson, invece che andare dietro al Corriere della Sera e agli altri campioni delle fake news made in Italy, per capire che il primo ministro inglese non ha mai detto “abituatevi a perdere i vostri cari”.
D’altra parte, non ha neanche mai detto che non farà nulla contro il Covid-19, come ha assicurato sempre il Corriere, e non c’è – come ci è stato invece raccontato dalla stampa – nessun “passo indietro” dietro la raccomandazione di evitare i contatti non necessari fatta due giorni fa agli inglesi.
Ma, se alle fake news di regime siamo abituati, è stato abbastanza triste assistere alla retorica pseudo-sovranista, che subito ne ha approfittato per tirare fuori la storia di Enea ed Anchise, affermando così che gli inglesi sono cattivi e noi italiani bravi e buoni noi per tradizione mitologica; che ci prendiamo cura dei più deboli mentre nel Regno Unito lasciano tutto nelle mani di Madre Natura e della selezione naturale.

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‘Stato d’allarme’ ed ‘eccezione’ nella costituzione spagnola: Schmitt aveva ragione?

Per far fronte alla pandemia da Covid-19, la Spagna ha dichiarato lo stato di allarme, una situazione prevista dall’articolo 116 della Costituzione spagnola che, al suo interno, fa riferimento anche ad altre due situazioni ‘emergenziali’: lo stato d’assedio e lo stato d’eccezione.
Carl Schmitt, che proprio sullo stato d’eccezione focalizza la sua teoria della sovranità, sarà quindi tornato in questi giorni alla mente di molti.
Come interpretare, infatti, in chiave filosofico-politica e in termini di filosofia del diritto, la sospensione di alcuni diritti costituzionali fondamentali in tempo di democrazia, anche in relazione alla natura della sovranità?
Per capirlo vi parleremo oggi, appunto, di Schmitt ma, prima di tutto, sarà il caso fare un cenno alla costituzione spagnola e a quella italiana per capire, concretamente, di cosa si tratta e poter così forse rispondere a questi interrogativi in maniera più chiara.

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Così la sinistra anti-sovranista ha tradito proletariato e fasce popolari

C’è qualcosa che certa stampa continua a non vedere e raccontare con la necessaria oggettività. E c’è una tradizione politica, quella della sinistra, in evidente crisi di identità, con poche minoranze in grado di proporre una lettura differente.
Per capire di cosa si parla, basterebbe leggere un testo – Sovranità o barbarie, pubblicato nel 2018 da Meltemi – che guarda alla tradizione socialista e al movimento operaio, che cita Togliatti, Keynes e Marx (non certo Salvini), senza rinunciare alla sovranità nazionale.
Il libro, che porta la firma del giornalista Thomas Fazi e dell’economista William Mitchell, ammonisce: la sovranità nazionale è democrazia, lo Stato nazionale è l’unico argine al liberismo, internazionalismo e cosmopolitismo sono cose differenti, essere anti-sovranisti non è di sinistra.
Non si tratta di fanatismo nazionalista insomma, ma di un’analisi alternativa, che parte da dati oggettivi: non è un segreto – e ha avuto modo di dichiararlo anche il deputato di “Italia Viva” Massimo Ungaro – che “in dieci anni abbiamo perso dieci punti di pil, l’equivalente di uno scontro bellico” e che l’introduzione dell’euro ha più di una responsabilità.
Non c’è nulla di obiettivo e di sinistra nel fingere di non vedere un problema. Identica cosa che accade sulla questione migratoria, in cui il dialogo è bandito. Continua a leggere

Forza Nuova perde contro Facebook, CasaPound vince: ecco perché

Fuori dall’attenzione mediatica, con una sentenza ‘controversa’, il giudice del Tribunale di Roma Silvia Albano ha, nei giorni scorsi, respinto il ricorso presentato dal movimento politico Forza Nuova contro Facebook, che ne aveva eliminato tutti gli account ufficiali sulla propria piattaforma.

Una sentenza che segue di circa due mesi quella con la quale un altro giudice del Tribunale di Roma, Stefania Garrisi, aveva invece accolto il ricorso di CasaPound Italia, altro movimento politico che si richiama abbastanza esplicitamente alla dottrina fascista e che, per questa ragione, aveva ricevuto da Facebook lo stesso trattamento.

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Coronavirus, per gli Usa monito a “riportare a casa” la produzione

Gli Usa devono dipendere di meno dai mercati stranieri, questo l’imperativo dell’amministrazione americana a guida Trump che, con questo obiettivo, conta anche di riportare a casa i posti di lavoro dell’industria manifatturiera scippati da economie con costo della manodopera più basso.

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