Il fondo pensione degli avvocati compra un palazzo da 120 milioni di euro a Londra

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Ben 92 milioni di sterline, circa 120 milioni di euro: tanto è costato alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense l’acquisto di un immobile ad uso commerciale in Piccadilly Street, pieno centro di Londra. L’immobile risalente al 1930,considerato il capolavoro dell’architetto Joseph Emberton, dichiarato di interesse storico e artistico e già sede dei magazzini Simpson, dal 1999 ospita Waterstones, una libreria che, con i suoi 200mila volumi ed oltre 8 miglia di scaffali, è definita dal quotidiano free press londinese Evening Standard “la più grande libreria d’Europa”. A rendere nota l’acquisizione è Fabrica Sgr, che in un comunicato stampa annuncia: “Fabrica SGR e CBRE Global Investors, rispettivamente gestore ed advisor del Fondo Cicerone, hanno concluso il primo investimento estero del Fondo Cicerone”. Quest’ultimo, infatti, è un Fondo Comune di Investimento Immobiliare riservato ad investitori qualificati del quale è quotista, appunto, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, operativo dal 2013 e istituito proprio da Fabrica Sgr in seguito ad una gara indetta dell’ente previdenziale per affidare la gestione immobiliare di un fondo con la possibilità di arrivare a sottoscrivere fino a 1 miliardo di euro.

Finora di proprietà del fondo d’investimento inglese Meyer Bergman, il passaggio – specifica Fabrica Sgr – “è stato effettuato tramite la controllata Cicerone Holding BV, società di diritto olandese detenuta al 100% dal Fondo”. “Siamo orgogliosi di presentare al mercato un’operazione da parte di un investitore italiano in un momento in cui gran parte delle transazioni sul mercato domestico viene effettuata da capitali esteri”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Fabrica Sgr Fabrizio Caprara. L’investimento, che Michael Ness della Global Investor ritiene molto valido “sia per la sua eccellente dislocazione sia per il commitment di lungo periodo da parte di Waterstones”, è in effetti – spiega il comunicato – “il secondo per cassa del fondo, porta a 32 immobili gli asset del portafoglio immobiliare per un valore complessivo di circa 665 milioni di euro”.

Un notevole sforzo economico, insomma, per un Fondo che al 31 dicembre 2014 disponeva di un patrimonio di 273 milioni di euro costituito al 90% da immobili dati in locazione, per il 71% ad uso residenziale ed appena il 6% ad uso commerciale e quasi tutti nel centro Italia, soprattutto a Roma, come è possibile leggere sul sito del Fondo e sul rendiconto annuale. Considerazioni economiche a parte, resta da capire perché un ente previdenziale nato con la legge n.406 del 13 aprile 1933, in piana epoca fascista, si sia dovuto ridurre a pagare le pensioni facendo il “palazzinaro” in Italia ed ora anche all’estero e per quale motivo a questo fine sia stato necessario utilizzare una società olandese. Non si tratterà mica di evasione di Stato?

Emmanuel Raffaele, 3 feb 2016

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