K-Flex, il silenzio della politica che uccide il lavoro. Tensioni al presidio di Roncello

Settimana movimentata quella appena trascorsa dai lavoratori della K-Flex di Roncello (MB) ma, purtroppo, nessuna novità giunge ancora dalle istituzioni che, tra una promessa e l’altra, sembra stiano cercando soltanto di temporeggiare in attesa dell’effettività del licenziamento, nonostante la profonda fiducia dimostrata dai 187 dipendenti interessati dalla sforbiciata aziendale.

Sabato 25 marzo, in occasione della visita pastorale di papa Francesco a Milano, una delegazione composta da una ventina di lavoratori, si è recata al parco di Monza ad assistere alla messa celebrata dal pontefice: “#K-Flex: chi toglie il lavoro fa un peccato gravissimo”, questo il messaggio stampato sulle loro magliette arancioni rivolto al ‘vescovo di Roma’. Qualche giornalista incuriosito, qualche flash ed il silenzio del Vaticano.

Lo scorso martedì 28 marzo, invece, tensione al presidio permanente (che dura ormai da quasi settanta giorni) davanti l’impianto di Roncello. Un gruppo composto da circa una decina di impiegati commerciali e amministrativi non interessati dai licenziamenti è stato infatti inviato dall’azienda proprio presso lo stabilimento in fase di chiusura ed i lavoratori in sciopero, resistendo passivamente, hanno tentato di impedire loro l’ingresso. E’ quel punto che i carabinieri, in assetto antisommossa, sono intervenuti fisicamente a forzare il blocco finché uno dei lavoratori è caduto a terra, probabilmente a causa di un malore legato all’evolversi della situazione. “E’ una provocazione”, questa la reazione di molti in seguito all’arrivo degli impiegati che – spiegano – solitamente lavorano in altri uffici appositamente approntati dall’azienda e soltanto poche altre volte si erano recati a Roncello.

Ieri, invece, a poca distanza dall’incontro del 15 marzo a Roma con il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, i lavoratori hanno approfittato di un appuntamento del rappresentante del governo a Bergamo per tentare ancora il pressing istituzionale attraverso un incontro informale dal quale, però, sono usciti senza raccogliere nient’altro che l’impegno per un confronto con l’azienda coordinato dal Ministero e Regione Lombardia.

La situazione, nelle ultime settimane prima che i licenziamenti diventino effettivi, sembra far registrare soprattutto lo stallo politico di un governo che non sa come mantenere le sue promesse ai lavoratori italiani.

Emmanuel Raffaele, 30 mar 2017

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