Esselunga: altro che “top employer”, ecco il loro metodo di “annientamento” [#generazioneprecaria]

Risultati immagini per esselunga fotoFirmata da A. G., ecco un’altra testimonianza per la rubrica #generazioneprecaria, dopo quella proposta in merito alle nuove “assunzioni” in Poste Italiane.

Premiata Esselunga: è tra le migliori società in Italia dove lavorare“. La notizia è apparsa sui quotidiani poco più di un mese fa. Secondo quanto comunicato alla stampa, l’azienda fondata da Bernardo Caprotti ha ottenuto infatti la certificazione “Top Employer Italia 2018” per le “eccellenti condizioni di lavoro garantite ai propri dipendenti, identificazione e sviluppo dei migliori talenti a tutti i livelli aziendali, costante ricerca di miglioramento dei propri processi organizzativi”. Ente certificatore olandese, che ha valutato i dati relativi ad un totale di novanta società italiane, si occupa solo di realtà dotate di strutture di risorse umane particolarmente avanzate. E, soprattutto, opera le sue scelte attraverso un questionario destinato unicamente alle aziende e che non prevede domande dirette ai dipendenti. Insomma, un “premio”, o meglio una certificazione, da prendere con le molle, nonostante i titoloni: a fornire gli elementi necessari, infatti, è l’azienda stessa. Continua a leggere

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