“Spiaggia fascista” di Chioggia, pm hanno chiesto l’archiviazione: nessuna apologia

“La spiaggia fascista di Chioggia: “Qui, a casa mia, vige il regime”. Nel luglio scorso, con questo titolo ed uno  pseudo-scoop pubblicato da “Repubblica“, Paolo Berizzi aveva provato a guadagnarsi la pagnotta raccontandoci quasi sotto shock di uno stabilimento balneare in Veneto il cui cartello d’ingresso recitava: “Zona antidemocratica e a regime” (oltre che “Zona ad alta frequenza di gnocche e gnocchi”). E così, per tutta l’estate, i giornali di sinistra avevano tirato fuori “l’emergenza fascista” anche prendendo spunto da questo falso scandalo e tirando la volata all’approvazione alla Camera dell’assurda (e probabilmente anticostituzionale) legge Fiano. Ora, però, viene fuori che, secondo i pm, il gestore sessantaquattrenne della struttura Gianni Scarpa non ha commesso alcun reato e perciò hanno chiesto l’archiviazione del caso, dopo l’indagine aperta proprio in seguito alla denuncia di “Repubblica”. Continua a leggere