Da oggi in edicola “L’album di Milano”: Pisapia racconta suo padre, Vecchioni improvvisa uno show

Giuliano Pisapia - CopiaGiuliano Pisapia era più sorridente che mai. Presente mercoledì sera all’evento organizzato dal “Corriere della Sera” per presentare “L’album di Milano”, una raccolta di 150 figurine disegnate da Emilio Giannelli per raccontare la città attraverso i suoi volti più noti, il sindaco meneghino sembrava non aver letto i giornali.

Della sua intenzione (peraltro già nota) di non ricandidarsi a sindaco nel 2016 e di Matteo Salvini che vuole prendergli il posto e, soprattutto, di un Partito Democratico a cui non dispiacerebbe troppo liberarsi di lui, magari per piazzare a palazzo Marino Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015, il sindaco “arancione” sembrava essersi dimenticato.

Claudio Sanfilippo - Copia

A tirargli su il morale, in effetti, ci hanno pensato in tanti: da Vivian Lamarque, penna del Corriere nonché scrittrice e poetessa, che ha azzardato un «poesia fa rima con Pisapia», a Roberto Vecchioni, che ha rilanciato con «il nostro sindaco è un poeta», prima di improvvisare, in chiusura, un “Luci a San Siro” voce e chitarra a dir poco emozionante, recitata più che cantata e, naturalmente, applauditissima. Ma la sviolinata vera e propria è arrivata dei cantautori della “Scuola Milanese” Carlo Fava, Folco Orselli e Claudio Sanfilippo, che hanno implorato in musica Pisapia di riconsiderare l’idea della candidatura: «Proprio adesso che avevamo trionfato!», hanno cantato, senza mancare di citare lo spauracchio dell’innominabile leader leghista Matteo Salvini. Tanto per far capire da che parte stanno la stampa e la cultura dominante.

Carlo Fava - Copia

Per il resto, la serata è trascorsa piacevole, pur senza troppe emozioni.

Fernanda Pivano, Ottavio Missoni, fratel Ettore Boschini, Sergio Bonelli e, naturalmente, Giandomenico Pisapia, padre dell’attuale sindaco di Milano e del codice penale italiano: questi alcuni dei personaggi raccontati ieri dal filosofo Giulio Giorello, dal cantante Eugenio Finardi, dalla giornalista Isabella Bossi Fedigrotti, dallo psicologo Fulvio Scaparro e, appunto, dal primo cittadino.

Loro, i milanesi di nascita e d’adozione che si sono distinti nelle arti, nel lavoro, nella scienza e nella politica, erano del resto i veri protagonisti della serata. Loro i volti che, come si faceva con la raccolta dei calciatori “Panini”, sarà possibile trovare in edicola fino al 18 maggio da attaccare all’album che sarà distribuito oggi in allegato a “Sette”.

Personaggi come Manzoni, Verdi, Treccani, Boccioni, Pirelli, Breda, Meazza, Moratti, Vianello, Gaber, Rizzoli e Mondadori.

Giangiacomo Schiavi_Giuliano Pisapia

«Un’autobiografia della città, un racconto a frammenti che ricostruisce il ruolo di una capitale della modernità»: questo il senso dell’iniziativa nelle parole di Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del Corriere della Sera. «Camminiamo nella storia», spiega nella sua introduzione il giornalista, «ma i giovani cittadini del mondo globale non conoscono  come i loro padri le radici  del luogo in cui vivono».

Radici, punti di riferimento, storia e un pizzico d’orgoglio, per «dare a tutti un senso di appartenenza» attraverso la condivisione dello «spirito di Milano, uno spirito fatto di orgoglio e coraggio, di etica del lavoro e di passione civile, nutrito dalla cultura, dall’impegno e dal rispetto».

Iniziativa senza dubbio lodevole, se non altro perché implicitamente ricorda il significato di “comunità” che, a differenza del concetto utilitaristico ed individualista di “società”, è condivisione di un destino, di un passato e di un futuro, di un’etica e di esempi da seguire ed a cui ispirarsi.

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