Usa, nominati capo staff e consigliere: un “angelo” e un “diavolo” alla corte di Trump

Un moderato come capo del suo staff alla Casa Bianca, mentre il responsabile della sua campagna elettorale sarà a capo della strategia e consigliere ufficiale: dopo quella del vicepresidente Mike Pence, sono queste le prime nomine rese note dal neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che per questi due importanti ruoli ha fatto i nomi, rispettivamente, di Reince Priebus e di Stephen Bannon.

Quarantaquattro anni, Reinold Richar Priebus, detto Reince, è attualmente capo del Comitato Nazionale del Partito Repubblicano. Nato a Dover, nel New Jersey, studi nel Wisconsin e in Florida, è descritto come un moderato. Secondo il “Wall Street Journal”, la sua nomina è segno dell’interesse di Trump ad “un approccio più convenzionale al governo dopo la sua campagna elettorale movimentata”. Lo stesso giornale, peraltro, aggiunge: “Ci sono diversi segnali che Trump abbia moderato le promesse principali della sua campagna”. Una riflessione dovuta non tanto alle dichiarazioni sull’espulsione degli immigrati irregolari (delle quali viene sottolineato il carattere generico e poco concreto) ma, ovviamente, a quelle sul muro al confine con il Messico – che in alcuni tratti potrebbe limitarsi ad una recinzione – e, soprattutto, agli spiragli lasciati in merito alla riforma sanitaria firmata da Obama, della quale si è detto pronto a mantenere alcuni provvedimenti: l’obbligo per le compagnie di assicurare chi, sebbene già malato, ne faccia richiesta e la possibilità per i genitori di estendere la protezione ai figli dino ai 26 anni.

A dispetto dei toni duri usati in campagna elettorali, peraltro, Trump ha già invitato la Cina a lavorare insieme e morbide sono state anche le sue dichiarazioni sulla sfidante e suo marito, il segretario di Stato Hillary e l’ex presidente Bill Clinton: “mi ha chiamato la sera stessa delle elezioni. Bill il giorno dopo: non potevano essere più gentili”. “Siamo stati dui da entrambe le parti, ora è diverso”, ha commentato in una intervista alla Cbs trasmessa domenica negli Usa, in cui ha anche scartato l’ipotesi di istituire una commissione per indagare sui presunti reati della candidata democratica, come promesso nei mesi scorsi. Un’intervista, quella condotta da Lesley Stahl, in cui il magnate americano ha anche ventilato l’ipotesi di nominare alla Corte Suprema un magistrato anti-abortista per il posto liberatosi in seguito alla morte di Antonin Scalia. Proprio sull’aborto, infatti, ha affermato: “è possibile che ci saranno dei cambiamenti. E’ una lunga strada, ma penso che la competenza in materia debba tornare ai singoli Stati”.

Intatta resterà, invece, la legge sui matrimoni omosessuali, mentre resta ferma l’intenzione di agire sul taglio delle tasse, sulla riforma sanitaria e sull’immigrazione: “Creare un’economia che funzioni per ogni americano, rendere sicure le frontiere, rivedere l’Obamacare e distruggere il terrorismo islamico”, queste le parole usate da Trump. Un approccio che, in effetti, ha placato i mercati, con Wall Street in rialzo, nonostante, a bilanciare l’immagine moderata di Priebus, ci sia la nomina a consigliere per Bannon, considerato di estrema destra, accusato in passato di antisemitismo. Lavoreranno insieme ed avranno medesima importanza, ha spiegato Trump. Priebus, in realtà, avrà un ruolo considerato di grande influenza, una sorta di direttore operativo della presidenza. Ma è anche vero che a Bannon è stato affidato un ruolo di grande fiducia e legato alle decisioni politiche da prendere. L’impressione è che Priebus sarà utile a gestire la transisione, il dialogo con un partito che non ha certo accolto Trump a braccia aperte e, di sicuro, la sua parola avrà il suo peso nel temperare eventuali “eccessi” suggeriti da Bannon.

Come accennato, infatti, Bannon, ex banchiere di Goldman Sachs, è tuttavia considerato un po’ l’opposto di Priebus. Già a capo di Breitbart News, sito web d’informazione accusato di antisemitismo e con un pubblico, secondo “The Guardian”, focalizzato sugli “stereotipi razzisti e sessisti e le teorie cospirazioniste”, è stato egli stesso accusato in passsato di antisemitismo ed è identificato con l’alt right, una sorta di destra alternativa che molti fanno corrispondere al nazionalismo bianco, ostile al multiculturalismo, alla società multirazziale ed ai conservatori vecchio stile. Secondo, il quotidiano finanziario americano, sarebbe stato l’ingresso nel team di Bannon a focalizzare l’attenzione sul voto della classe operaia bianca.

Emmanuel Raffaele, 14 nov 2016

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