Regno Unito, i giudici provano a fermare la Brexit: “prima il voto del parlamento”

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La Brexit ha subito uno stop decisivo, seppur non definitivo. Si è infatti pronunciata oggi l’Alta Corte inglese e, in seguito al ricorso di alcuni cittadini a favore del “Remain“, ha stabilito che il governo della conservatrice Theresa May non potrà far valere l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che riguarda appunto la clausola di rescissione dall’Ue, senza l’approvazione del Parlamento britannico.

I tre giudici, considerata la natura consultiva del referendum, hanno così accolto le motivazioni del ricorso e frenato le intenzioni del governo di far valere la clausola entro il prossimo marzo 2017 per dare l’avvio ai negoziati per l’addio. Un’azione simile, hanno spiegato, sarebbe contraria ai “principi costituzionali fondamentali della sovranità del parlamento“. Il primo ministro May, riferendosi ai parlamentari che pensano così di ribaltare l’esito del voto ha affermato: “Non stanno difendendo la democrazia, stanno provando a sovvertirla. Non stanno tentando di fare la Brexit in modo giusto, stanno provando a bloccarla rimandandola. Stanno insultando l’intelligenza del popolo britannico”.

Parole forti che spiegano l’intenzione del governo di ricorrere ora alla Corte suprema, con la possibilità che il caso finisca, prima o poi, presso la Corte di Giustizia Europea.

Emmanuel Raffaele, 3 nov 2016

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