Riscritta “La Bella e la Bestia”: l’originale è sessista e insegna alle donne la sottomissione

Ricordate “La Bella e la Bestia” e la romantica versione della favola per bambini disegnata dalla Walt Disney? Anche quella, come il 90% delle versioni della storia, non sarebbe altro che una versione sessista dell’amore tra uomo e donna. Almeno secondo Belén Gaudes e Pablo Macías, che hanno perciò dato vita ad una collana, “Érase dos veces” (“C’era due volte”), in cui hanno trovato spazio finora una dozzina di racconti classici per bambini, rivisitati secondo i canoni del politicamente corretto.

L’idea, racconta “El Paìs” nasce da una riflessione (non troppo originale) sviluppata insieme ad alcuni collaboratori: cosa penseresti se “la bestia” fosse una persona, un uomo? La risposta venuta fuori è: “maltrattamento“. A sua modo di vedere, spiega Gaudes, quella è solo la storia di “qualcuno che ti sequestra, ti umilia e [secondo quanto ci viene detto, ndr] lo sta facendo per amore, perché è tormentato, triste, per colpa di un incantesimo, ma in realtà è buono e tu devi sopportarlo”. In altre parole, una storia su misura pensata per insegnare alle donne la sottomissione. E che dire, ad esempio, della “Bella addormentata“: è chiaro che è la storia di una vittima di molestie, baciata nel sonno da un principe senza aver dato alcun consenso. C’è anche questa rivisitazione nella loro collana. Oltre a quelle della Sirenetta, di Cenerentola, di Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pinocchio, dei tre porcellini, del brutto anatroccolo, Hansel e Gretel e Raperonzolo. Insomma, tutti i classici stravolti.

Finanziata attraverso una raccolta fondi online, inizialmente con la pubblicazione di soli tre libri, oggi, raggiunti i dodici titoli (a 16 euro ciascuno), la collezione, nata in Spagna, avrebbe raggiunto Messico, Uruguay, Cile, Colombia, Argentina e presto dovrebbe arrivare in Costa Rica. L’obiettivo – spiegano – è quello di entrare nelle scuole. Mentre entro la fine dell’anno la casa editrice, la Cuatro Tuercas, lancerà un’altra collana, “Ande yo Valiente”, con storie e personaggi nuovi ma sempre per bambini e sempre con lo stesso fine: combattere il (presunto) sessismo dei rapporti tra i sessi. E se già non promettono niente di buono le rivisitazioni, meglio non pensare ai racconti frutto della loro fantasia.

Non è tanto il politicamente corretto in sé, ma la totale incomprensione di racconti molto più profondi della razionalizzazione superficiale che ne fanno i due autori sentendosi iper-moderni (ed effettivamente essendolo, nel senso peggiore del termine) per questo. E’ così che dalla Bella e la Bestia sparisce la magia, sparisce il tormento, sparisce la voglia di venirsi incontro, l’errore, la comprensione, la riconciliazione e, così, anche la redenzione. Al posto dell’immensa variabile di emozioni e sentimenti umani, de-contestualizzati rispetto a quelli che sono gli eccessi di un racconto in cui, appunto, lui è una bestia e non una persona, c’è il piattume assoluto dell’individuo indifferente al prossimo ed auto-referenziale. La chiamano educazione, ma dimentica com’è fatto l’uomo.

Emmanuel Raffaele Maraziti

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