Regno Unito, deputate contro Theresa May: “Niente elezioni durante il Ramadan”

Ha indetto le elezioni politiche per il prossimo 8 giugno, nel bel mezzo del mese di Ramadan per i musulmani, che quest’anno cadrà tra il 26 maggio ed il 24 giugno. E’ per questo che il primo ministro conservatore del Regno Unito, Theresa May, è finito sotto accusa per aver ignorato le esigenze dei musulmani. “Il fatto che le elezioni generali si tengano a metà del Ramadan non è l’ideale”, ha dichiarato Rushanara Ali, deputata di fede islamica e laburista. “Si potrebbe verificare una sproporzione nella presenza degli elettori in quei collegi con una popolazione musulmana considerevole. Se qualcuno pensa che la sua capacità di andare a votare ne sarà influenzata, lo invito a registrarsi per il voto postale”, ha aggiunto Ali, 42 anni, in parlamento dal 2010, nel Regno Unito da quando aveva sette anni dopo essere aver lasciato il Bangladesh insieme alla sua famiglia.

Tasmin Qureshi, parlamentare laburista nata in Pakistan, nel Regno Unito dall’età di nove anni, deputato dal 2010, ha aggiunto: “Questa rappresenterà una sfida per gli elettori musulmani e per quelli che intendono partecipare alla campagna elettorale. Spero che, nella migliore delle ipotesi, questo non gli sia neanche passato per la mente, sarebbe deludente”.

Obiezioni irragionevoli perfino per il Consiglio Islamico della Gran Bretagna: “I musulmani che digiunano durante il Ramadan compiranno pressoché le stesse attività quotidiane e prendere del tempo per andare a votare non avrà impatto sulla loro scelta di farlo”. “Il Ramadan e il digiuno non dovrebbero impedire una vita normale. Dovrebbe essere una esperienza spirituale”, ha affermato Sayed Yousif Al-Khoei, altra organizzazione islamica presente nel Paese. Del resto, lo stesso sindaco di Londra Sadiq Khan, primo musulmano a conquistare la City Hall, più volte era finito al centro dell’attenzione proprio per la sua fede e la volontà di rispettare il mese di digiuno. “Quest’anno il digiuno sarà particolarmente impegnativo. La mia agenda resta piena di impegni […] ma non bisogna cambiare stile di vita, perché altrimenti si vanifica l’obiettivo del digiuno e il sacrificio”, aveva dichiarato nel maggio scorso dopo esser stato eletto, a poche settimane dall’inizio del mese sacro e dopo aver già affrontato svariate campagne elettorali nel corso del periodo dedicato al digiuno diurno. Dunque, per le due parlamentari laburiste, in cerca evidentemente di facili consensi, una occasione persa per tacere; per noi costretti ad ascoltare simili assurdità, l’incubo di una demagogia delle minoranze sempre più invadente.

Emmanuel Raffaele, 27 apr 2017

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