“Tra uomini e donne differenze innate anche a livello cellulare”: la ricerca della Statale che ricorda il gap di genere

Esistono importanti differenze tra le cellule endoteliali maschili e femminili, differenze osservate fin dalla nascita, quindi innate“.

Differenze innate. La biologia e, in questo caso, la biotecnologia ancora una volta ci assistono per ricordarci che le categorie di uomo e donna non sono esattamente inventate dalla società e che nascere uomo o donna non significa soltanto avere un pene o una vagina, nel bene e nel male. Così come le differenze comportamentali e psicologiche (interessanti, nel merito, alcuni paragrafi del libro “Contro l’eroticamente corretto”), dovute anche a conformazioni cerebrali differenti dei due sessi, molti altri sono gli aspetti che distinguono maschi e femmine, ben prima di venire al mondo, ben prima dell’educazione, ben prima delle teorie “gender”.

E’ uno studio di Maria Grazia Cattaneo e di Lucia Vicentini, del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale dell’Università Statale, portato avanti in collaborazione con l’Università di Verona, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l‘Istituto Nazionale dei Tumori a ricordarci, questa volta, le differenze tra i due sessi che, in questo caso, influiscono in maniera diversa sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Sembra infatti che, negli uomini e nelle donne, le cellule endoteliali, che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni e svolgono un ruolo essenziale in questo’ambito, rispondano in maniera diversa a fattori come il fumo, l’ipercolesterolemia, il diabete, l’ipertensione, l’obesità, ecc. “Lo studio – pubblicato su Scientific Reports – ha dimostrato”, si legge sul sito della Statale, “che le cellule endoteliali femminili producono più ossido nitrico rispetto a quelle maschili in quanto contengono una maggiore quantità dell’enzima che lo sintetizza. Inoltre, le cellule endoteliali dei due sessi utilizzano strategie differenti per la formazione di nuovi vasi sanguigni“. E a colpire i ricercatori sembra essere proprio un elemento: “Un aspetto molto interessante che emerge da questo studio è che le differenze osservate tra le cellule endoteliali dei due sessi sono presenti fin dalla nascita, il che suggerisce che sono proprietà innate e che dipendono in modo pressoché esclusivo dal fatto che la cellula sia maschile o femminile“. La ricerca sembra confermare in maniera straordinaria “le profonde differenze biologiche e fisiologiche che esistono già a livello cellulare tra maschi e femmine“, tanto da permettere di parlare – e non è una novità neanche questa – di strategie e terapie “sex-oriented” e “assistenza sanitaria personalizzata”.

Questioni scientifiche che, però, sono molto utili a ricordarci che, è vero, il genere può distanziarsi dal sesso biologico ma è altrettanto vero che, di norma, non è così, che il nostro sesso è parte essenziale di ciò che siamo e che il corpo e la natura ci danno un importante indirizzo ed ogni manipolazione è rischiosa, perché la differenza sessuale è innata e profonda ad ogni livello. Con tutto il rispetto per chi soffre di disforia di genere, è chiaro che non basta un’operazione per essere uomo o donna. Come del resto si è sempre saputo prima che questa consapevolezza venisse etichettata come tradizionalismo reazionario. Parole di scienza che, di questi tempi, fanno notizia. Il nostro mondo dovrà pure tornare a fare i conti con la natura prima o poi.

Emmanuel Raffaele

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