Non dimenticheremo chi ha sostenuto Draghi

In carica dal 13 febbraio 2021, il governo Draghi è stato, insieme al secondo governo Conte, l’espressione più antidemocratica ed autoritaria della storia repubblicana.

Nati entrambi nel corso di una legislatura iniziata con l’accordo Lega-M5S, a seguito di un voto popolare che chiedeva a gran voce l’archiviazione del centrodestra e del centrosinistra, il secondo governo Conte ed il governo Draghi hanno rappresentato uno dei più gravi voltafaccia della politica italiana nei confronti degli elettori.

Non ci si è però limitati a tradire il mandato popolare e dar vita, con l’ultimo governo, ad una maggioranza in stile regime con l’opposizione ridotta ad un solo gruppo parlamentare.

In nome di un’emergenza sanitaria sapientemente manipolata dalla stampa, si è arrivati addirittura al superamento della democrazia e della libertà, con la complicità di una propaganda martellante contro ogni protesta dentro e fuori il Parlamento.

Ecco perché noi non dimentichiamo che Giuseppe Conte per primo si è travestito da monarca per ordinarci quando andare a pisciare il cane, quando fare la spesa, quando uscire di casa.

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Svista social per i comunisti di Rizzo: nella foto riappare Trotsky (ma dura poco)

Ieri, il Partito Comunista di Marco Rizzo ha voluto celebrare l’anniversario delle cosidette “Tesi di aprile” di Vladimir Lenin con un post.
Nella foto c’è appunto il rivoluzionario bolscevico che arringa la folla, appena rientrato in Russia dopo il suo esilio in Svizzera, nel 1917.
A fare scalpore, però, una clamorosa “svista”: la celebre foto pubblicata è, infatti, la versione originale della foto, nella quale spicca, sul palco, Lev Trotsky, prima capo dell’Armata Rossa e poi dissidente e fermo oppositore di Stalin, per questo assassinato in Messico dai sicari del regime nel 1940. Fu proprio questo a costargli, oltre che la vita, la censura dalla memoria storica sovietica, inclusa la celebre foto in questione, dalla quale fu per sempre rimosso.
Storia vecchia? Non proprio. Dopo esser stati sommersi da commenti (prontamente cancellati) di trotskisti, i comunisti di Rizzo hanno pensato bene di metterci una toppa, cancellando di nuovo, maldestramente, la figura di Trotsky (per poi inserire, infine, una foto dalala prospettiva meno scomoda). Ancora oggi, evidentemente, il Partito Comunista rivendica gli stessi metodi di censura sovietica e l’assassinio politico come metodo di lotta.
E’ difficile, infatti, liquidare questa storia “solo” come diatriba ideologica. Oltre a confermare una predilezione per la falsificazione della storia, infatti, reiterare quella censura è praticamente un’apologia di quell’omicidio. Trotsky venne attaccato alle spalle da un incaricato di Stalin, mentre era in casa sua a Coyoacan con la moglie: una piccozza gli fracassò il cranio, ma si rialzò, tento di difendersi, chiamò le sue guardie del corpo e la moglie, per poi entrare in coma e moririe il giorno seguente.
Oggi Marco Rizzo, che pure fa simpatia a destra per le sue stoccate contro l’Unione Europea, ma che ancora pochi giorni fa citava Stalin, quella storia e quei metodi continua a rivendicarli.