Milano, violenza di regime contro Forza Nuova: antifascisti assaltano gazebo autorizzato, nessuno si indigna

E’ violenza di Stato con la complicità dei media. Come sempre. Come al solito. Come in passato e, ieri, ancora una volta, a Milano.

Una trentina di antifascisti, nel quartiere Stadera, tra via Meda e via Spaventa, hanno tentato ieri di impedire lo svolgimento di un regolare banchetto di Forza Nuova per promuovere l’iniziativa “Tempo di Casa, preferenza nazionale agli italiani nell’assegnazione delle case popolari a Milano e in Lombardia“.
A quanto pare, una idea poco gradita agli estremisti di sinistra che hanno così pensato bene di aggredire i militanti di destra, dando vita ad un vero e proprio scontro intorno alle 15 che, nonostante l’evidente inferiorità numerica (poco più di una decina quelli di Fn), ha causato solo un paio di contusi tra gli attivisti di Fn, anche grazie all’intervento della polizia in assetto anti-sommossa che ha diviso le fazioni. Sarebbe dunque potuta andare molto peggio, soprattutto tenendo conto che, dopo gli incidenti, sul posto sono arrivati altri esponenti dei centri sociali, facendo arrivare almeno ad una cinquantina gli antifascisti sul posto, che dopo hanno comodamente sfilato in corteo, senza che nessuno obiettasse nulla (le regole non valgono per tutti).

A dare i dettagli dell’episodio è la stessa “Repubblica” che, dopo l’allarmismo isterico a seguito dell’innocua protesta di Fn sotto la redazione, pochi giorni fa titolava: “Un italiano su due ha paura del fascismo” (peraltro poi l’articolo diceva ben altro). Il capo della polizia Gabrielli, intanto, aveva detto che episodi come quelli sono più gravi delle bombe anarchiche contro i carabinieri. A Como una protesta “animata” da cooptati della sinistra partitica ha sfilato contro il pericolo rappresentato da un volantino letto da quelli del Veneto Fronte Skinheads. Ancora oggi un sit-in, al suono di “Bella Ciao”, esprime la sua solidarietà a “Repubblica” per qualche fumogeno e l’invito a boicottare il “Gruppo Espresso”. L’aggressione dei centri sociali contro Forza Nuova, invece, non ha ovviamente destato alcun allarme, alcuna indignazione o mobilitazione nazionale. Anche nei titoli, del resto, i fatti vengono raccontati in modo da confondere le cose: “Milano, scontri tra militanti di Forza Nuova e antagonisti”, titola proprio Repubblica. “Milano, tensioni e scontri tra Forza Nuova e gli antifascisti. Interviene la polizia” è invece il titolo del Corriere.

Tutto normale, dunque, la politica in questo caso non ritiene di dover sciogliere nessun movimento o chiudere nessun centro sociale, tanto meno si sforza di lanciare l’allarme sulla violenza antifascista. E’ il silenzio totale. La violenza allarma solo se di destra (se è di destra, è violenta anche una protesta chiaramente!), se viene da sinistra è legittima. Le minacce di morte su muri contro il segretario di CasaPound Di Stefano, i manifesti sessisti e violenti con la showgirl Nina Moric (vicina proprio a Cpi) offesa e appesa a testa in giù vanno bene. La violenza della sinistra viene trattata come si trattasse di banali episodi di cronaca e non di violenza politica. Anzi, anche in questo caso, “Repubblica” quasi prova a dipingere quelli di Fn (gli aggrediti, in inferiorità numerica) come i cattivi: “Secondo i testimoni, i militanti di Forza Nuova avrebbero brandito cinghie e picchiato con schiaffi e pugni in faccia anche due ragazze”, raccontano. I fascisti sono colpevoli anche quando si difendono. Non dovrebbero. Dovrebbero farsi ammazzare. Come negli anni Settanta. Anni in cui venivano ammazzati ragazzini di 16 anni come Mario Zicchieri, ucciso a fucilate dall’estrema sinistra di Avanguardia Operaia e pochi giorni fa ucciso ancora dalla povertà mentale dalla “sindaca” di Roma Virginia Raggi, che ne ha fatto coprire lo storico murale in suo ricordo nel quartiere Prenestino.

E’ violenza di Stato. In una città dove un sindaco-manager targato Pd si fa fotografare sorridente a fare il pugno chiuso.
E’ violenza di regime. Onore a chi resiste.

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