Niger, caos e dittature sono figli della sovranità debole

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Ex operaio, ex sindacalista, dottore in Antropologia culturale ed oggi prete missionario nel Niger, più volte pubblicato soprattutto sul tema dei migranti, proprio ieri Armanino pubblicava su “Il Fatto Quotidiano” un articolo dal titolo: “Niger a un anno dal golpe: l’albero (della sovranità) si riconosce dai suoi frutti“.

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Spagna: contro la speculazione, stop alla “golden visa”

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Dopo la “Ley de Vivienda” che lo scorso anno aveva mandato su tutte le furie l’opposizione, ora il governo socialista vuole cancellare la “golden visa”, approvata nel 2013 dal centrodestra: comprare case da mezzo milione non permetterà più di acquisire la residenza.

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Españá, la caída de Podemos

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Tras reconocer los resultados de las elecciones autonómicas y municipales, el presidente del Gobierno socialista, Pedro Sánchez, presentó su dimisión y disolvió las Cámaras. España, por lo tanto, elegirá el nuevo gobierno el próximo 23 de julio. Dura derrota de Podemos, victoria de los Populares, Vox en crecimiento. Aquí nuestra análisis…

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Spagna, Vox candida a presidente un ex comunista di 89 anni

Economista, 89 anni, ex militante del Partito Comunista spagnolo durante la dittatura franchista, deputato dello stesso PCE e poi (da fondatore) della Federazione Progressista e di Sinistra Unita, concluse la sua carriera politica nel Centro Democratico e Sociale. Ora si propone come leader della mozione di censura del partito di destra spagnolo, considerato da molti nostalgico del franchismo.

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L’ex vicepresidente della Spagna Iglesias: “il Deep State può far sparire chiunque”

In un libro scritto a quattro mani con il giornalista Aitor Riveiro, l’ex vicepresidente spagnolo Pablo Iglesias, presta senza dubbio il fianco – direbbe la stampa allineata – alle teorie complottiste, evidenziando in vari passaggi i limiti della politica rispetto ai poteri forti nazionali e transnazionali.

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Destra radicale: sull’Ucraina piegati agli Usa

Ci è arrivato persino Giuseppe Conte: “Vogliamo più che mai, e molto più di altri, essere e contare in Europa e mantenere la nostra storica alleanza dentro la Nato. Il punto è come si sta in queste sedi: con dignità e autonomia, consapevoli di essere una delle prime democrazie al mondo, oppure si svolge il ruolo di terminali passivi di decisioni assunte da altri?”.

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Amazon en lugar del Estado

[VERSIÓN ITALIANA EN “LA FIONDA” Y “RIVOLUZIONE ROMANTICA“]

Acostumbrados a una lógica sindical basada en la mera relación entre tiempo y costos laborales, la cuestión del “bienestar psicofísico” en el lugar de trabajo ahora parece importar poco a lo que queda de la izquierda.

Después de todo, habiendo obtenido del capital la elevación generalizada del nivel de vida del trabajador (aunque en detrimento de la igualdad), la izquierda se ha lanzado a otros temas, dejando a los trabajadores a su suerte. Y, abrazando el liberalismo, también ha olvidado la alienación del trabajador, que va más allá de la cuestion de la retribución del trabajo, es inherente a la producción capitalista y tiene una correlación directa con el bienestar psicofísico antes mencionado.

Pero se equivocaría y jugaría el juego del “enemigo”, quien enfocase el tema de Amazon en la intensidad robótica del trabajo, la hipercompetitividad y el método opresivo en la gestión de personal del que muchos culpan a Amazon.

El fanatismo de la productividad, al fin y al cabo, es solo un viejo vicio del capitalismo, que resurge cada vez que las máquinas nos permiten superar nuevos límites y poner a la humanidad a prueba aún más.

Y es siempre y solo la complicidad del Estado lo que lo hace posible. Por ejemplo, con un modelo contractual que no protege al trabajador y promueve la inestabilidad y, por tanto, el chantaje.

Pero las protestas en este sentido se concilian fácilmente: pequeñas concesiones a cambio de grandes ganancias, como siempre ha sido el caso. Con la habitual ilusión de haber solucionado el problema.

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