Attraverso blocchi alla frontiera e a colpi di leggi speciali, la sovranità dello Stato sembra essersi ripresa la scena in seguito alla pandemia da Covid-19.Ma allora a cosa servivano i piani di prevenzione contro le pandemie?
Attraverso blocchi alla frontiera e a colpi di leggi speciali, la sovranità dello Stato sembra essersi ripresa la scena in seguito alla pandemia da Covid-19.
C’è un Paese che sembra aver sviluppato una strategia modello nella lotta al coronavirus: si tratta della Corea del Sud.
Sarebbe stato sufficiente ascoltare o leggere davvero le parole pronunciate da Boris Johnson, invece che andare dietro al Corriere della Sera e agli altri campioni delle fake news made in Italy, per capire che il primo ministro inglese non ha mai detto “abituatevi a perdere i vostri cari”.
C’è qualcosa che certa stampa continua a non vedere e raccontare con la necessaria oggettività. E c’è una tradizione politica, quella della sinistra, in evidente crisi di identità, con poche minoranze in grado di proporre una lettura differente.
Per capire di cosa si parla, basterebbe leggere un testo – “Sovranità o barbarie“, pubblicato nel 2018 da Meltemi – che guarda alla tradizione socialista e al movimento operaio, che cita Togliatti, Keynes e Marx (non certo Salvini), senza rinunciare alla sovranità nazionale.
Il libro, che porta la firma del giornalista Thomas Fazi e dell’economista William Mitchell, ammonisce: la sovranità nazionale è democrazia, lo Stato nazionale è l’unico argine al liberismo, internazionalismo e cosmopolitismo sono cose differenti, essere anti-sovranisti non è di sinistra.
Non si tratta di fanatismo nazionalista insomma, ma di un’analisi alternativa, che parte da dati oggettivi: non è un segreto – e ha avuto modo di dichiararlo anche il deputato di “Italia Viva” Massimo Ungaro – che “in dieci anni abbiamo perso dieci punti di pil, l’equivalente di uno scontro bellico” e che l’introduzione dell’euro ha più di una responsabilità.
Non c’è nulla di obiettivo e di sinistra nel fingere di non vedere un problema. Identica cosa che accade sulla questione migratoria, in cui il dialogo è bandito. Continua a leggere
Fuori dall’attenzione mediatica, con una sentenza ‘controversa’, il giudice del Tribunale di Roma Silvia Albano ha, nei giorni scorsi, respinto il ricorso presentato dal movimento politico Forza Nuova contro Facebook, che ne aveva eliminato tutti gli account ufficiali sulla propria piattaforma.
Gli Usa devono dipendere di meno dai mercati stranieri, questo l’imperativo dell’amministrazione americana a guida Trump che, con questo obiettivo, conta anche di riportare a casa i posti di lavoro dell’industria manifatturiera scippati da economie con costo della manodopera più basso.
E’ ancora davvero troppo presto per cantare vittoria ma, proprio in queste ore di tensione, il Wall Street Journal – in un servizio rimbalzato su RaiNews ed altre testate italiane – ha annunciato che potrebbe finalmente essere pronto il vaccino contro il covid-19, altrimenti noto come Coronavirus.
A produrlo, nell’impianto di Norwood in Massachusetts, sarebbe la casa farmaceutica Moderna Inc e il primo lotto sarebbe ora allo studio dei ricercatori americani dell’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive di Bethesda. Il loro lavoro sarà quello di dare una prima valutazione per poi eventualmente avviare i test su un piccolo campione di persone entro la fine di aprile per avere i primi risultati tra luglio e agosto. Continua a leggere
“Non stiamo lavorando per uscire dall’euro né dall’Unione Europea”: a dichiararlo, lo scorso 13 febbraio, è il segretario della Lega Matteo Salvini, di fronte ad una schiera di giornalisti della stampa estera. L’euro non ha aiutato l’economia italiana, spiega il leader leghista, ma “non abbiamo fra le priorità di uscire dall’euro e dall’Ue”.
Poche ore dopo, come se non bastasse, il neo-responsabile Esteri della Lega, Giancarlo Giorgetti, in una intervista al Corriere in cui viene punzecchiato per la presenza nel team Economia degli euroscettici Borghi e Bagnai, ribadisce: “Io sono il responsabile degli Esteri della Lega. E se dico che non usciamo, non usciamo. Punto”. A seguire, però, lo stesso Salvini manda in tilt i giornali con quella che molti definiscono una “controsvolta“: “O l’Europa cambia o non ha più senso di esistere. Gli inglesi hanno dato dimostrazione che volere è potere: o le regole cambiamo o è inutile stare in una gabbia dove ti strangolano”.Insomma, la Lega sta tentando di abbassare i toni, ma c’è qualcosa che non quadra.

Londra, 30 gen – A poche ore dall’inizio del periodo di transizione che porterà all’uscita definitiva dall’Ue del Regno Unito, due big di “Italia Viva” – Sandro Gozi e Massimo Ungaro – si sono trovati a Londra per raccontare la loro visione sul “futuro dell’Europa nell’era della brexit”.
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