12 Ottobre 1492: Colombo sbarca in America, il mondo oggi lo celebra (di meno)

A Guide to the Columbus Day Parade in New York City
La tradizionale parata a New York

OGGI LA STORICA RICORRENZA SI SCONTRA CON L’ANTI-OCCIDENTALISMO DI SINISTRA E BLACK LIVES MATTER

Il 12 ottobre del 1492 Cristoforo Colombo metteva piede per la prima volta in America, in una isola che i nativi chiamavano Guanahani e che veniva poi ribattezzata San Salvador. Erano passati poco più di due mesi dalla partenza dalle coste spagnole, alla ricerca dell’est, nella consapevolezza della sfericità della terra. I calcoli si erano rivelati sbagliati, la traversata dell’Atlantico dura e lunga ma, alla fine, la perseveranza e la forza d’animo, dimostrata anche nel tenere a bada la ciurma, premiava Colombo e cambiava la storia dell’umanità.

Lo ha ricordato, pochi giorni fa, il presidente Donald Trump, che in questi mesi si è battuto per la difesa delle statue del navigatore (e si è complimentato con gli italiani che le hanno difese): “Ricordiamo il grande italiano che ha aperto un nuovo capitolo della storia mondiale e il permanente significato della sua azione per l’emisfero occidentale”.

Ma, per quello che in Spagna e Sud America si festeggia come “Dia de la Hispanidad” e che negli Usa è il “Columbus Day”, sono ormai giorni difficili.
Praticamente cancellato e sostituito negli Usa, la ricorrenza sopravvive in Spagna come festa dell’identità nazionale (senza troppi riferimenti a Colombo), mentre anche in Sud America la celebrazione ha virato verso altri lidi.

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“Green Book”: italiani “mezzi negri” negli Usa degli anni Sessanta

Non ho idea di cosa volesse dirci chi ha scritto e diretto “Green Book“, uscito negli Usa a fine 2018 e che ho da poco avuto modo di vedere su Netflix.
Ma un film sul razzismo ben fatto, di questi tempi, merita alcune riflessioni.

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Usa, ecco chi non si inginocchia a “Black Lives Matter”: “Sam” e le altre

Classe ’97, viene da Liberty (Ohio) ed è nata il 21 aprile come Roma: Samantha Murphy nata Leshnak, dal 2019 portiere della formazione di calcio femminile statunitense North Carolina Courage, sta già facendo il giro della rete.
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Infatti, nonostante fosse una riserva, qualcuno è riuscito a immortalarla quando, durante l’esecuzione dell’inno, è rimasta in piedi, mentre tutte le ventidue giocatrici in campo si inginocchiavano in nome del movimento “Black Lives Matter“.
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Black Lives Matter, nove arresti a Londra: “l’inquinamento è razzista”. E invadono la pista

160906102433-01-london-city-airport-0906-exlarge-169Nove manifestanti appartenenti al movimento “Black Lives Matter” sono stati arrestati a Londra, dopo aver invaso la pista e bloccato, nelle prime ore di questa mattina, le attività del London City Airport. Al centro della loro protesta la questione climatica e le sue fantomatiche implicazioni razziste e, nella fattispecie, anche il previsto ampliamento dell’aeroporto in questione. In un comunicato il movimento ha dichiarato: “Questa azione è stata compiuta per far luce sull’impatto ambientale del Regno Unito sulla vita delle persone di colore a livello locale e globale”.

Secondo il movimento nato oltre oceano e ben presto sbarcato in Gran Bretagna, essendo il paese il responsabile maggiore a livello pro-capite dell’immissione nell’atmosfera di fattori inquinanti connessi all’aumento della temperatura globale, ma anche uno dei meno esposti ai suoi effetti, il Regno Unito sarebbe l’esempio di come “la crisi climatica è una crisi razzista”. Anche nel Regno Unito, del resto, secondo Black Lives Matter, “i neri hanno il 28% di possibilità in più di essere esposti all’inquinamento atmosferico”. Ecco, dunque, perché questa mattina, prima dell’alba, dopo aver bypassato i controlli intorno all’aeroporto, nove di loro hanno occupato una delle piste di decollo ed atterraggio dell’aeroporto londinese, causando ritardi ed il dirottamento di molti voli sugli aeroporti di Gatwick e Southend. La polizia, chiamata già intorno alle 5.40, avrebbe proceduto con gli arresti soltanto intorno alle 9.30. Le operazioni, ha fatto sapere Scotland Yard, si sono concluse poco prima delle 11.30, ben sei ore dopo l’occupazione della pista.

I Verdi hanno dato il loro sostegno alla protesta, concordando sulle implicazioni razziste della crisi climatica. Di certo c’è che, in realtà, proprio il movimento nato in difesa dei neri assume sempre di più una forte connotazione razziale, che ha poco a che fare anche con le istanze egualitarie e, quanto ai metodi, è altrettanto vero che le manifestazioni sono realmente spesso sfociate in azioni violente. Ma il razzismo “black”, come al solito, non desta troppo allarme: sarebbe politicamente scorretto. O, semplicemente, politicamente sconveniente.

Emmanuel Raffaele, 6 set 2016

Londra, disordini in Hyde Park al grido di “Black Lives Matter”

Londra, 20 lug – Secondo l’Evening Standard, forse in un eccesso di enfasi giornalistica, è stata “la peggiore esplosione di violenza giovanile dalle rivolte del 2011“. Scontri, lanci di bottiglie, vetri rotti e qualche agente di polizia accoltellato in pieno centro, nello storico Hyde Park a Londra, dopo una festa organizzata attraverso i social network.

Centinaia di ragazzi, respinti poi fino a Marble Arch e rimasti qui fino a mezzanotte, hanno creato disordini al ritmo dell’ormai noto slogan “Black Lives Matter“, a partire dal  tardo pomeriggio, quando hanno improvvisamente reagito con violenza alla massiccia presenza delle forze dell’ordine, dando il via agli scontri.

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