Per affrontare l’ermegenza Covid-19, il governo Conte ha messo al momento a disposizione 25 miliardi, con un effetto “leva” – secondo il ministro dell’Economia Roberto Gulatieri – di 350 miliardi. Lo stesso Conte ha ammesso che non saranno sufficienti e, ad aprile, sono attese ulteriori misure. Il crollo annunciato del Pil, del resto, sarà di portata storica, con effetti disastrosi sul presente ma, soprattutto, sul futuro.
Tra le misure a sostegno delle imprese, ha fatto però discutere soprattutto il bonus di 600 euro, quello che, inizialmente, sembrava dovesse essere un “premio” una tantum per pochi “fortunati”, assegnato in una sorta di “click day”, e che, in seguito alle proteste, dovrebbe invece essere confermato anche ad aprile per tutti gli autonomi.
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Ma cosa pensano i piccoli imprenditori del decreto “Cura Italia”?
Perché questi malumori? Davvero è tutta colpa del coronavirus?
Per avere qualcosa risposta, abbiamo provato a fare queste domande direttamente ad una “partita iva”.
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Coronabond: ecco perché Germania e Olanda non li vogliono
Nella conferenza stampa successiva al Consiglio europeo di giovedi scorso, il presidente del Consiglio del Portogallo ha usato parole molto dure contro i Paesi del nord che si oppongono all’emissione di eurobond. In particolare, Antonio Costa, in carica da pochi mesi, ha definito “ripugnante” la posizione del ministro delle finanze olandese che ha proposto di aprire una inchiesta sui conti degli Stati che hanno chiesto aiuto all’Europa.Il blocco tardivo dei voli è colpa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
In questo video ripercorro e analizzo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (l’agenzia delle Nazioni Unite per la tutela della salute) nelle varie fasi della pandemia.
Tra queste, quelle di evitare restrizioni sui voli per non “promuovere stigma o discriminazioni” o per non causare una “interferenza non necessaria al traffico internazionale e avere ripercussioni negative sul settore del turismo“.
L’interrogativo è semplice: abbiamo perso tempo dietro a burocrazia e formalismi diplomatici? Nell’interesse di chi? Per proteggere chi?
L’impressione è che, ancora oggi, per fare gli interessi del proprio Paese, serva la Politica, serva lo Stato e serva la Sovranità.
Emmanuel Raffaele Maraziti
Le contraddizioni di Conte sulla gestione della pandemia
Attraverso blocchi alla frontiera e a colpi di leggi speciali, la sovranità dello Stato sembra essersi ripresa la scena in seguito alla pandemia da Covid-19.Ma allora a cosa servivano i piani di prevenzione contro le pandemie?
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Covid-19, la strategia vincente della Corea del Sud [VIDEO]
C’è un Paese che sembra aver sviluppato una strategia modello nella lotta al coronavirus: si tratta della Corea del Sud.Boris Johnson non ha mai detto: “abituatevi a perdere i vostri cari”
Sarebbe stato sufficiente ascoltare o leggere davvero le parole pronunciate da Boris Johnson, invece che andare dietro al Corriere della Sera e agli altri campioni delle fake news made in Italy, per capire che il primo ministro inglese non ha mai detto “abituatevi a perdere i vostri cari”.Così la sinistra anti-sovranista ha tradito proletariato e fasce popolari
C’è qualcosa che certa stampa continua a non vedere e raccontare con la necessaria oggettività. E c’è una tradizione politica, quella della sinistra, in evidente crisi di identità, con poche minoranze in grado di proporre una lettura differente.
Per capire di cosa si parla, basterebbe leggere un testo – “Sovranità o barbarie“, pubblicato nel 2018 da Meltemi – che guarda alla tradizione socialista e al movimento operaio, che cita Togliatti, Keynes e Marx (non certo Salvini), senza rinunciare alla sovranità nazionale.
Il libro, che porta la firma del giornalista Thomas Fazi e dell’economista William Mitchell, ammonisce: la sovranità nazionale è democrazia, lo Stato nazionale è l’unico argine al liberismo, internazionalismo e cosmopolitismo sono cose differenti, essere anti-sovranisti non è di sinistra.
Non si tratta di fanatismo nazionalista insomma, ma di un’analisi alternativa, che parte da dati oggettivi: non è un segreto – e ha avuto modo di dichiararlo anche il deputato di “Italia Viva” Massimo Ungaro – che “in dieci anni abbiamo perso dieci punti di pil, l’equivalente di uno scontro bellico” e che l’introduzione dell’euro ha più di una responsabilità.
Non c’è nulla di obiettivo e di sinistra nel fingere di non vedere un problema. Identica cosa che accade sulla questione migratoria, in cui il dialogo è bandito. Continua a leggere
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