Svista social per i comunisti di Rizzo: nella foto riappare Trotsky (ma dura poco)

Ieri, il Partito Comunista di Marco Rizzo ha voluto celebrare l’anniversario delle cosidette “Tesi di aprile” di Vladimir Lenin con un post.
Nella foto c’è appunto il rivoluzionario bolscevico che arringa la folla, appena rientrato in Russia dopo il suo esilio in Svizzera, nel 1917.
A fare scalpore, però, una clamorosa “svista”: la celebre foto pubblicata è, infatti, la versione originale della foto, nella quale spicca, sul palco, Lev Trotsky, prima capo dell’Armata Rossa e poi dissidente e fermo oppositore di Stalin, per questo assassinato in Messico dai sicari del regime nel 1940. Fu proprio questo a costargli, oltre che la vita, la censura dalla memoria storica sovietica, inclusa la celebre foto in questione, dalla quale fu per sempre rimosso.
Storia vecchia? Non proprio. Dopo esser stati sommersi da commenti (prontamente cancellati) di trotskisti, i comunisti di Rizzo hanno pensato bene di metterci una toppa, cancellando di nuovo, maldestramente, la figura di Trotsky (per poi inserire, infine, una foto dalala prospettiva meno scomoda). Ancora oggi, evidentemente, il Partito Comunista rivendica gli stessi metodi di censura sovietica e l’assassinio politico come metodo di lotta.
E’ difficile, infatti, liquidare questa storia “solo” come diatriba ideologica. Oltre a confermare una predilezione per la falsificazione della storia, infatti, reiterare quella censura è praticamente un’apologia di quell’omicidio. Trotsky venne attaccato alle spalle da un incaricato di Stalin, mentre era in casa sua a Coyoacan con la moglie: una piccozza gli fracassò il cranio, ma si rialzò, tento di difendersi, chiamò le sue guardie del corpo e la moglie, per poi entrare in coma e moririe il giorno seguente.
Oggi Marco Rizzo, che pure fa simpatia a destra per le sue stoccate contro l’Unione Europea, ma che ancora pochi giorni fa citava Stalin, quella storia e quei metodi continua a rivendicarli.

Censura social, Forza Nuova si difende e invoca l’articolo 21

A febbraio il giudice del Tribunale di Roma Silvia Albano ha respinto il ricorso presentato da Forza Nuova contro Facebook sulla cancellazione dalla piattaforma degli account ufficiali del movimento. Ci siamo occupati della questione, anche in relazione ad un altro episodio simile: la censura ai danni del movimento CasaPound, che ha però vinto al momento il ricorso contro Facebook.
Continua a leggere

Conte apre al Mes: “prima di valutare, voglio leggere il contratto”

Giuseppe Conte, un mese da premier invisibile - l'EspressoIn una nota diffusa oggi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha ribadito la sua convinzione che l’utilizzo del Meccanismo Europeo di Stabilità non sia adeguato “per reagire a questa sfida epocale”. Secondo il premier, infatti, sarebbe uno strumento pensato “per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi” e non ad una situazione come quella attuale che colpisce tutti indistintamente, a prescindere da meriti e demeriti.
*
Nello stesso comunicato, però, spiega anche che: “prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta“.

Continua a leggere

Il Mes non è stato attivato ma siamo con le spalle al muro

La riunione dell’Eurogruppo della notte scorsa si è conclusa con un accordo sugli strumenti a disposizione dei Paesi Ue per affrontare la crisi.
Non si tratta, ancora, di un accordo vincolante e comunque non impone misure o strumenti ai Paesi che lo hanno firmato.
Peraltro l’accordo deve ancora passare all’esame del Consiglio europeo (formato da capi di Stato e di governo) e, in ogni caso, deve essere definito nei dettagli e la prossima riunione del Consiglio è prevista per il 23 aprile.

Continua a leggere

Uno “Stato del Lavoro” a difesa di lavoratori e imprese: l’ultima “lotta di classe” è contro il capitale finanziario

La “lotta di classe” tra lavoratori e imprese è un fatto: è la naturale e giusta contesa per i diritti, l’organizzazione del lavoro, i rapporti di proprietà e di distribuzione.
Ma è stata la deviazione ideologica marxista ad imporre l’idea che la lotta di classe dovesse portare per forza alla “dittatura dei lavoratori” e/o alla scomparsa dello Stato, del mercato e all’azzeramento di ogni differenza sociale.
E’ quindi necessario ripartire da lì, depurando però ogni analisi da pregiudizi ideologici.
*
Ma, in una prospettiva banalmente bidimensionale, per cui stai con i lavoratori o stai con i “padroni”, è normale che nessuno schieramento abbia dato peso ad un’altra “lotta di classe” che la globalizzazione ha acutizzato: quella tra le (piccole e medie) imprese e le imprese multinazionali, tra capitale produttivo e capitale finanziario.

Continua a leggere

Coronavirus e fake news: il governo ci farà controllare dai social [VIDEO]

Combattere le notizie false è cosa buona e giusta.
Ecco perché non avremmo niente, a priori, contro la nuova task force ministeriale per combattere le fake news sul coronavirus.
L’eventuale pericolo, infatti, è nella politicizzazione del giudizio e, soprattutto, nel metodo.
Ecco perché mi sono chiesto e mi chiedo: quale metodo sarà adottato? Che poteri avrà questa task force? La censura sarà unilaterale, agirà attraverso atti d’autorità e senza possibilità di obiezione? Quali saranno le tutele per la libertà di opinione?

Continua a leggere

Piccole imprese: “il coronavirus ha solo aperto il vaso di Pandora”

Per affrontare l’ermegenza Covid-19, il governo Conte ha messo al momento a disposizione 25 miliardi, con un effetto “leva” – secondo il ministro dell’Economia Roberto Gulatieri – di 350 miliardi. Lo stesso Conte ha ammesso che non saranno sufficienti e, ad aprile, sono attese ulteriori misure. Il crollo annunciato del Pil, del resto, sarà di portata storica, con effetti disastrosi sul presente ma, soprattutto, sul futuro.
Tra le misure a sostegno delle imprese, ha fatto però discutere soprattutto il bonus di 600 euro, quello che, inizialmente, sembrava dovesse essere un “premio” una tantum per pochi “fortunati”, assegnato in una sorta di “click day”, e che, in seguito alle proteste, dovrebbe invece essere confermato anche ad aprile per tutti gli autonomi.
*
Ma cosa pensano i piccoli imprenditori del decreto “Cura Italia”?
Perché questi malumori? Davvero è tutta colpa del coronavirus?
Per avere qualcosa risposta, abbiamo provato a fare queste domande direttamente ad una “partita iva”.
*
Continua a leggere

Coronabond: ecco perché Germania e Olanda non li vogliono

Nella conferenza stampa successiva al Consiglio europeo di giovedi scorso, il presidente del Consiglio del Portogallo ha usato parole molto dure contro i Paesi del nord che si oppongono all’emissione di eurobond. In particolare, Antonio Costa, in carica da pochi mesi, ha definito “ripugnante” la posizione del ministro delle finanze olandese che ha proposto di aprire una inchiesta sui conti degli Stati che hanno chiesto aiuto all’Europa.

Continua a leggere

Il blocco tardivo dei voli è colpa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

In questo video ripercorro e analizzo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (l’agenzia delle Nazioni Unite per la tutela della salute) nelle varie fasi della pandemia.

Tra queste, quelle di evitare restrizioni sui voli per non “promuovere stigma o discriminazioni” o per non causare una “interferenza non necessaria al traffico internazionale e avere ripercussioni negative sul settore del turismo“.

L’interrogativo è semplice: abbiamo perso tempo dietro a burocrazia e formalismi diplomatici? Nell’interesse di chi? Per proteggere chi?
L’impressione è che, ancora oggi, per fare gli interessi del proprio Paese, serva la Politica, serva lo Stato e serva la Sovranità.

Emmanuel Raffaele Maraziti