Londra, i renziani Gozi e Ungaro sulla brexit: “ora serve più Europa” [VIDEO]

Da sinistra, Massimo Ungaro e Sandro Gozi

Londra, 30 gen – A poche ore dall’inizio del periodo di transizione che porterà all’uscita definitiva dall’Ue del Regno Unito, due big di “Italia Viva” – Sandro Gozi e Massimo Ungaro – si sono trovati a Londra per raccontare la loro visione sul “futuro dell’Europa nell’era della brexit”. 

E, seppur con sfumature differenti, entrambi hanno ribadito la loro opposizione ai sovranismi e la necessità di completare l’Europa nella direzione di un’Europa federale, il progetto di Stati Uniti d’Europa a cui anche la Boldrini aveva fatto cenno in una delle sue visite nella capitale inglese.

Continua a leggere

Londra, apre a ritmo di jazz la mostra dello scultore sardo Pinuccio Sciola [VIDEO]

Quattro eventi speciali e sofisticate sonorità jazz per la sua inaugurazione: si è aperta così, all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, l’esposizione “Sounding Stones”, dedicata alle opere di Pinuccio Sciola.

Artista sardo di fama mondiale, le sue “sculture sonore” sono state esposte in tutto il mondo fin da quando, a metà degli anni Sessanta, ha inizio la sua ricerca della musicalità della pietra. Nel suo studio che è anche studio tecnico della materia, la pietra è però materia viva, con una propria memoria, una propria energia e tutto il mistero di un materialità che attraversa il tempo. Continua a leggere

Brexit, ecco perché i giornali provano a spaventarvi

LONDRA – Ieri Brandon Lewis, ministro inglese con delega alla sicurezza e alla “brexit”, in occasione del suo intervento presso l‘Ambasciata d’Italia a Londra, ha rivolto parole rassicuranti ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito.

Malgrado ciò, sono tornate a far discutere alcune sue dichiarazioni in cui, durante una intervista, ammetteva che, nel caso non presenteranno in tempo domanda per il pre-settled o il settled status, i cittadini europei dovranno ovviamente sottostare alle regole vigenti in materia di immigrazione. Ciò che potrebbe “in teoria” comportare la possibilità di essere – secondo il termine usato dal giornalista – “deportati”.

Parole che non gli sono state evidentemente perdonate, nonostante i chiarimenti del governo in merito alla tolleranza che sarà concessa ai cittadini europei, i quali in alcuni casi potranno anche fare domanda dopo il termine stabilito.

IL RUOLO DEI MEDIA: ALLARMISMO E DISINFORMAZIONE

A margine della cronaca e delle informazioni sulla brexit che vi abbiamo proposto nel nostro precedente articolo, è dunque necessaria qualche considerazione su un aspetto che si è rivelato centrale nella vicenda: il ruolo dei media, che anche nel caso della brexit si sono rivelati uno strumento politico più che di informazione.

Lo abbiamo fatto notare ogni volta che ci siamo occupati della vicenda. Quando vi abbiamo raccontato il referendum sulla “brexit” e tutta l’identità inglese racchiusa in quel “Leave”, quando vi abbiamo raccontato qualcosa che non sapevate del eccentrico premier Boris Johnson, che ha stravinto le ultime elezioni e imposto il suo accordo senza esitare (mentre i giornali lo ridicolizzavano). E, ovviamente, quando vi abbiamo raccontato la verità dietro il terrorismo mediatico sulla brexit e il tentativo di spaventare gli inglesi paventando una sanità ed una economia allo sfascio, una sicurezza nazionale a rischio e la fuga di massa da parte delle aziende, prima, durante e dopo il capovolgimento sorprendente dei numeri in quella notte di giugno del 2016 che ha sconvolto le prime pagine dei giornali britannici.

E torniamo a parlarne perché pare evidente che quell’allarmismo mediatico, di malcelata matrice ideologica, non smette di creare disinformazione e panico.

Continua a leggere

Londra, il ministro inglese Lewis rassicura gli italiani: “vogliamo che restiate”

Il ministro inglese Brandon Lewis nel corso del suo intervento all’Ambasciata d’Italia

LONDRA – “Non vogliamo che la gente lasci il Paese”: a tre giorni dalla storica uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, Brandon Lewis, ministro del secondo governo Johnson con delega alla sicurezza e alla “brexit”, rivolge parole rassicuranti ai cittadini europei che risiedono oltremanica. E lo fa in occasione del suo intervento presso l‘Ambasciata d’Italia a Londra proprio sul tema dei diritti dei cittadini europei dopo l’uscita dall’Ue, nel corso di un evento fortemente voluto dall’ambasciatore Raffaele Trombetta.

Continua a leggere

“Per colpa di Salvini ho perso il lavoro”. Ma si era inventato tutto

Vi ricordate il ragazzo dichiaratosi dislessico la cui “grinta” era finita nel mirino di Matteo Salvini?
Ieri, in un video postato dal leader delle “sardine” Mattia Santori, dichiarava che, per colpa dell’ex ministro, rischia ora di perdere il lavoro. “Probabilmente lo ha già perso”, specificava lo stesso Santori, mentre proprio lui, Sergio Echamanov, al suo fianco annuiva e aggiungeva: “mi è stato consigliato anche dal mio avvocato Cathy La Torre“.
Ebbene, oggi, in un post su Facebook che ha ovviamente scatenato una marea di commenti contrariati, ritratta: “La mia avvocata La Torre non mi ha mai consigliato di dimettermi o di allontanarmi dal mondo del lavoro, mai e mai. Ho avuto un refuso, dovuto al grande stress, i tempi stretti“.

Continua a leggere

“1917”, llega al cine una película que no puedes perderte

El director de la película es Sam Mendes, quien ya logró ganar un Oscar por dirigir “American Beauty” en su debut y que ahora, en su última película, “1917”, confirma sin dudas su talento: dos horas de película que te dejan pegado al asiento, gracias a una edición que es adrenalina pura.

Presentado en Londres el 4 de diciembre en presencia de la familia real inglesa y distribuida en los cines estadounidenses el 25 de diciembre, la película fue estrenada en Reino Unido y España hace cuatro días. Continua a leggere

“1917”, un film da non perdere nei cinema italiani dal 23 gennaio

La regia è di Sam Mendes, colui che riuscì a vincere un Oscar per la regia già al suo esordio conAmerican Beauty“.
E che, nel suo ultimo film, “1917”, conferma ancora il suo talento grazie a due ore di film che ti incollano alla poltrona.
Presentato in anteprima a Londra lo scorso 4 dicembre alla presenza della famiglia reale inglese, distribuito nelle sale statunitensi lo scorso 25 dicembre e uscito nel Regno Unito due giorni fa, la pellicola sarà nei cinema italiani a partire dal prossimo 23 gennaio. E vi consiglio di non perdervela.

Continua a leggere

“Sovranità o barbarie”: per un sovranismo socialista (nonostante il Pd)

Sicuramente una delle letture più interessanti proposte negli ultimi anni sul tema della sovranità, “Sovranità o barbarie – Il ritorno della questione nazionale” Meltemi – 2018) è incisivo innanzitutto perché propone una visione della sovranità non “allineata” al sovranismo retorico e reazionario a cui siamo abituati.
Il lavoro del giornalista Thomas Fazi e dell’economista William Mitchell risponde a molte delle domande che ci siamo posti nei precedenti post sul tema e, soprattutto, fa luce su una questione fondamentale: il sovranismo è di destra? La risposta – lo anticipiamo – sembra essere decisamente un ‘no’.

Continua a leggere

Grillo il rinnegato: “bene le sardine contro il linguaggio volgare e incattivito”

Beppe Grillo ha la faccia come il culo.
E la volgarità è d’obbligo se l’urlatore del “Vaffa-day”, l’odiatore della ‘casta’, lo sputacchiatore inferocito, sale oggi sul pulpito e ci fa la morale inneggiando alle ‘sardine’ – così a modo, così educate, che ci liberano da ogni male.

“Le sardine”, osserva, “non reclamano altro che l’igiene della parola. Reclamano una convalescenza vigorosa dalla attuale malattia delle lingue e delle menti che fa sembrare certe espressioni pubbliche un vociare roco di hooligan pronti al balzo, oppure un minacciare gradasso di un capobanda“.

“Anche noi in passato abbiamo un po’ esagerato”, prosegue ‘l’Eletto’ nel suo post odierno, “ma ora non lo facciamo più. E le nostre esuberanze erano un raffreddore rispetto alla peste che osteggiano le sardine“. Continua a leggere

Qué es el European Green Deal

Inversiones de un billón de euros para la próxima década y “una cuarta parte del presupuesto comunitario dedicada a la cuestión medioambiental“: estas son las cifras del “European Green Deal“, presentado hace dos días oficialmente por la Presidenta de la Comisión Europea, Ursula Von der Leyen.

“Hoy es un día muy especial”, dijo así anunciando a la prensa el acuerdo alcanzado por los comisarios europeos: “Es solo el comienzo de un viaje”, agregó, “pero para Europa es como aterrizar en la Luna” . Si las palabras se convirtieran en hechos, así sería.

“UNA NUEVA ESTRATEGIA DE DESARROLLO: RECONCILIAR LA ECONOMÍA CON NUESTRO PLANETA”
Un momento histórico, según la nueva presidenta que explicó: “Nuestro objetivo es conciliar la economía con nuestro planeta, conciliar la forma en que producimos y la forma en que consumimos con nuestro planeta y hacer que funcione para nuestra gente”.

Su intención, de hecho, sería ir más allá de los acuerdos sobre el clima de París (de los cuales, además, EE. UU. Decidió formalmente retirarse), convirtiendo a Europa en el primer continente con cero impacto climático para 2050, como había prometido hacer en sus primeros cien días de gobierno.
El European Green Deal es nuestra nueva estrategia de desarrollo“, afirmó. Remodelar las regulaciones y los impuestos será una parte importante del trabajo, para pasar de las promesas a las restricciones legislativas reales, pero la parte fundamental de este nuevo plan será la reconversión de la industria y la producción y, por lo tanto, la transformación del consumo y la economía misma, una transición para la cual se creará un fondo especial. Continua a leggere