Un barcone affondato in piazza Duomo: l’ultima sceneggiata immigrazionista

Da tempo si pensava a come farne il simbolo per eccellenza delle “stragi del mare”, nelle quali sono rimaste vittime, negli ultimi anni, migliaia di immigrati provenienti dall’Africa attraverso il Mediterraneo. E così, dopo l’incontro tra il sindaco di Milano Beppe Sala ed il regista Alejandro González Iñárritu avvenuto la settimana scorsa, per il barcone affondato nell’aprile 2015 a largo della Libia, si profila l’ipotesi di portarlo addirittura nel bel mezzo di piazza Duomo entro il 24 marzo 2017, laddove papa Francesco, in visita nel capoluogo lombardo, celebrerà messa proprio in quella data.

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Le colonie fasciste? Abbandonate al proprio destino, parola di “Repubblica”

Il progetto nasce da un’idea di Fabio Gubellini dal titolo “Un’estate fa“. Lo svolgimento avviene, singolarmente, sulle colonne bolognesi del quotidiano “Repubblica“, che due giorni ha pubblicato gli scatti del fotografo, minuziosamente raccontati sul suo sito. Il suo, infatti, è un viaggio nelle colonie estive costruite dal Fascismo in tutta la penisola e successivamente abbandonate dallo Stato.

Accade, così, l’impensabile. “Repubblica” che, pur sforzandosi di affibiarci significati loschi, è costretta ad ammettere: “Le colonie, strutture situate in contesti marini o montani e destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono nella prima metà del XIX secolo. Il loro massimo sviluppo avviene però durante il Fascismo“. “Le colonie”, prosegue così il giornale diretto da Mario Calabresi, “diventano il fiore all’occhiello del programma igienista del Regime, ed oltre allo scopo ludico e ricreativo assumono anche quello propagandistico. Per questo motivo durante il Ventennio viene intensificata l’attività delle colonie estive con la costruzione di nuove moderne strutture in stile razionalista, soprattutto lungo la riviera romagnola”.

La difficoltà di “Repubblica” è evidente ma, considerato il dettagliatissimo progetto di Gubellini, è infine obbligata a vuotare il sacco: “Oggi, in gran parte, queste strutture risultano abbandonate al proprio destino. Solo la colonia Agip di Cesenatico viene ancora utilizzata per lo scopo per cui era stata progettata. Gli spazi della colonia Principe Umberto di San Benedetto del Tronto sono utilizzati per alcuni corsi di laurea dell’Università di Camerino, mentre la Colonia Le Navi di Cattolica ospita un acquario. Il resto delle strutture è abbandonato al proprio destino, nei migliori dei casi ci sono in piedi progetti di riqualificazione, mentre per altre si aspetta che crollino per liberarsi da scomodi vincoli architettonici e poter riedificare liberamente”.

Nel corso del viaggio, da aprile ad agosto dell’anno in corso, spiega il fotografo, “accanto ai nomi delle colonie e ai luoghi di costruzione, sono iniziati a comparire nomi di mirabili architetti ed ingegneri che ci hanno voluto lasciare un segno tangibile delle loro abilità”. Ennesima prova, peraltro, dell’importante ruolo che – come dimostra anche l’interessante libro “Il Fascismo di pietra” (Emilio Gentile, Editori Laterza) – ebbe sotto il regime fascista l’architettura ed il mondo delle arti. Una cura per la bellezza dimenticata che si rispecchia nel degrado delle città oggi. “Un tempo erano meta di vacanza, ora sono spazi sotto utilizzati o abbandonati, ricordo di un passato scomodo senza un futuro certo“, commenta amareggiato Gubellini, prima di rivelare le sue intenzioni: “L’intento di questo percorso fotografico è quello di sensibilizzare più persone possibili alla valorizzazione di questo importante patrimonio architettonico, con la speranza che la maggior parte di queste colonie possa essere riqualificata secondo criteri che rispettino gli originali progetti, affinché in questi luoghi si possano tornare a svolgere quelle attività ludiche e ricreative per i quali erano stati concepiti”.Emmanuel Raffaele, 13 dic 2016

“Non siete etero, siete cisgender”. La propaganda nei libri di scuola britannici

Grazie ad un progetto pilota finanziato dal governo britannico, sarà distribuito in ben 120 scuole del Regno Unito il testo edito da “Jessica Kingsley Publishers” dal titolo: “Posso parlarti della diversità di genere?“.
Il libro, scritto da CJ Atkinsons – attivista della comunità trans e dirigente dell’organizzazione “Educate & Celebrate“, che ha sostenuto il progetto e ne sta curando la diffusione – è il racconto di una dodicenne immaginaria che cambia sesso ed è destinato all’utilizzo da parte degli insegnanti e dei genitori per l’educazione dei minori: “é il primo libro che spiega la transizione medica per bambini dai sette anni in su“, spiegano gli editori. Elly Barnes, fondatrice di “Educate and Celebrate”, a proposito del libro, ha dichiarato: “ce n’era davvero bisogno”. Ed ha aggiunto: “non tutti si identificano come maschi o femmine, questo è un fatto”.

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Tremonti a CasaPound, l’Anpi (come al solito) insorge: “Si vergogni”

Lo scorso mercoledì 19 ottobre, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha presentato il suo libro presso la sede centrale di CasaPound Italia in via Napoleone III a Roma. Ma l’Associazione Nazionale Partigiani, evidentemente, finiti i tempi delle fughe in montagna, non ha molto altro da fare a parte scandalizzarsi, scandalizzarsi senza sosta. Ecco perché, alla notizia della presentazione di “Mundus Furiosusa Milano il prossimo venerdì 16 dicembre, ancora su invito del movimento guidato da Gianluca Iannone, la solita dichiarazione fotocopia non sono proprio riusciti a trattenerla: “Trovo vergognoso che un ex ministro e attuale senatore della Repubblica italiana vada a presentare i suoi libri ospite di un’associazione di militanti che si definiscono i fascisti del terzo millennio. È un modo di farsi pubblicità spregiudicato, senza rispetto per la Costituzione”.

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Milano, corsi di formazione e microcredito per gli immigrati della Montello

Il Corrierone lo annuncia entusiasta: “Gli immigrati della Montello a scuola per diventare imprenditori“. Il giornale di via Solferino a Milano, infatti, si riferisce ai ben trentadue corsi di formazione che, da gennaio, saranno attivati all’interno della caserma Montello, struttura a nord di Milano che ospitava l’esercito e che, dallo scorso novembre, è stata trasformata in un centro d’accoglienza.

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Referendum costituzionale: bene la vittoria del “No” ma risparmiateci la retorica sui poteri forti

Secondo Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, è “la vittoria del popolo contro i poteri forti di tre quarti del mondo”. Secondo l’inglese “The Independent” il “No” alla riforma costituzionale Renzi-Boschi rappresenta quello che per gli Usa, il Regno Unito ed il mondo hanno significato, rispettivamente, l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti e la Brexit. Mera propaganda in entrambi i casi. Detto questo, premettiamo i dati ad ogni commento: al quesito referendario per la “ratifica popolare” della riforma del governo il 59,6% dei votanti ha tracciato una “X” sul “No” mentre soltanto il 40,4% ha votato “Si”, mandando all’aria i piani del premier e segretario del Pd Matteo Renzi. Quanto all’affluenza, ha votato ben il 68,44% degli elettori.

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Bonus bebè anche a chi è senza requisiti: il miracolo delle associazioni immigrazioniste

In realtà, non è la prima sentenza al riguardo. Già nell’aprile scorso, infatti, il Tribunale di Bergamo si era pronunciato in maniera simile a quanto fatto, nelle ore scorse, dal Tribunale di Milano: il bonus bebè di 80/160 euro al mese per tre anni spetta anche agli immigrati con semplice permesso di lavoro. A confermare l’interpretazione estensiva dell’attribuzione è una sentenza che, due giorni fa, nel capoluogo lombardo, ha riconosciuto il diritto all’assegno ad una donna salvadoregna, priva non solo della cittadinanza italiana ma anche di permesso di soggiorno di lungo periodo, come previsto dai requisiti elencati nella legge finanziaria 2015 per accedere appunto al bonus bebé. La donna, dotata di semplice permesso di soggiorno lavorativo, aveva infatti ricevuto il no dell’Inps rispetto alla sua richiesta e così, sostenuta da alcune associazioni, aveva fatto ricorso contro la decisione sulla base di una direttiva europea che esige pari trattamento nel settore della sicurezza sociale anche per i cittadini di paesi che non fanno parte dell’Unione Europea.

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“Parola di Dio”: quando l’attacco alla religione è una scusa per criticare Putin

In Russia, la religione è ovunque. Come negli Stati Uniti, i predicatori si sono impadroniti delle televisioni. La religione è diventata la seconda ideologia ufficiale. Controlla la mente di chiunque. È un dogma caliginoso, che diffonde oscurantismi ovunque. I russi preferiscono avere un leader da seguire, piuttosto che pensare con la propria testa. Anche se la religione è separata dallo Stato, in realtà la religione ortodossa controlla ogni livello della società”. A rilasciare queste dichiarazioni in un’intervista è Kirill Serebrennikov, regista russo di origini ebraiche che ha diretto “Parola di Dio”, uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 27 ottobre.

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La no-profit finanziata da Soros: “Assumiamo attivisti contro Trump”

I titoli dei giornali, nelle ultime ore, sono soltanto per lui. Dopo l’8 novembre, Donald Trump fa capolino di continuo su quotidiani, notiziari e quant’altro. E, insieme a lui, si moltiplicano le notizie che riportano le reazioni alla sua elezioni. “Da Atlanta a Portland: terza notte di proteste contro Donald Trump”, scrive Rainews. Centinaia, infatti, sono stati gli arresti a seguito di proteste non sempre pacifiche. La Repubblica, poche ore prima, si era messa a spulciare twitter per poi postare: “Ecco il suo sessismo in una manciata di tweet“. Al Jazeera.com titolava: “Il presidente dell’Islamofobia“. The Indipendent raccontava due giorni fa: “Più di duecento episodi di razzismo riportati da quando Donald Trump ha conquistato la presidenza”. Il Telegraph, probabilmente non a torto, osservava: “I palestinesi non avranno mai il loro stato“, tutto mentre festeggiano, invece, Putin e Duterte, l’odiatissimo presidente russo e l’iperdiscusso presidente delle Filippine che aveva dato del “negro” ad Obama. “Quello che faremo è buttare fuori dal Paese o incarcerare gli immigrati irregolari che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga“, ribadisce intanto Trump in una intervista alla Cbs, nonostante nei cortei sia ormai raffigurato con le sembianze di Hitler.

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Usa, nominati capo staff e consigliere: un “angelo” e un “diavolo” alla corte di Trump

Un moderato come capo del suo staff alla Casa Bianca, mentre il responsabile della sua campagna elettorale sarà a capo della strategia e consigliere ufficiale: dopo quella del vicepresidente Mike Pence, sono queste le prime nomine rese note dal neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che per questi due importanti ruoli ha fatto i nomi, rispettivamente, di Reince Priebus e di Stephen Bannon.

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