Le mani delle banche sulle case dei nonni

Oggi è ufficialmente la festa dei nonni. E a Milano, per ‘festeggiare’, Luca Beltrametti – docente di politica economica all’Università di Genova, formatosi tra Genova, Pavia e la Columbia University di New York – presenterà il suo rapporto sulla “Cessione della nuda proprietà da parte di soggetti fragili: il possibile ruolo di un soggetto delicato“. Un soggetto delicato perché, in pratica, avrebbe il compito di portar via le case agli anziani. Un fondo creato per fare incetta di case a basso costo. Approntato per conto della Fondazione bancaria Cariplo nel 2014, lo spirito che anima lo studio è riassunto alla perfezione dal titolo scelto, pochi giorni fa, dal “Corriere della Sera” nell’annunciare l’evento: “Troppi anziani con la casa da ricchi ma che non arrivano alla fine del mese“. Nel pezzo, Dario Di Vico ci spiega, appunto, quanto la relazione di Beltrametti potrebbe interessare “il mondo del secondo welfare ma anche la finanza innovativa“. “Le politiche pensionistiche sono meno generose di una volta, la vita media si allunga e aumenta il rischio di trascorrerne una parte in condizioni di non autosufficienza”, prosegue Di Vico, prima di presentare la soluzione geniale di Beltrametti per “rimuovere ostacoli di carattere operativo e – perché no? – di ordine psicologico” che spingono gli anziani a non dar via in massa le loro case. Continua a leggere

Il caso Oristano e l’ottusa guerra ai “ciclisti”

Breve tratto di pista ciclabile sulla via Emilia, a pochi chilometri da Piacenza

Centri storici vietati alle bici. La guerra silenziosa ai ciclisti“. Un titolo de “La Stampa” di qualche giorno fa mi avrebbe fatto saltare dalla sedia se non fosse che la notizia, in realtà, non sembrava meravigliarmi. A Oristano il sindaco ha emesso un ordinanza in tal senso. Anche Trieste progetterebbe qualcosa di simile. A Portofino in alcune zone le bici non possono proprio entrare. Si sa, gli italiani, come in fondo tutti gli esseri umani, amano schierarsi. Non ragionare, ma schierarsi, a prescindere. Pro o contro, come nel tifo. E ultimamente quelli che vanno in bicicletta sono oggetto di un’insofferenza inspiegabile da parte degli automobilisti. Continua a leggere

Migranti caserma Montello: “no al trasferimento, ormai siamo milanesi a tutti gli effetti”

Milano – Come previsto da un’intesa siglata già lo scorso anno, entro fine dicembre la caserma Montello – 70mila metri quadri di cui 20mila coperti, che fino al novembre 2016 ospitavano duecento militari e dove attualmente è stato realizzato un centro d’accoglienza per immigrati – tornerà allo Stato per diventare, dopo i necessari lavori di risistemazione, una sede della Polizia. Eppure, i circa trecento richiedenti asilo e le varie associazioni di sinistra che li hanno sostenuti (dopo le proteste iniziali contro il centro d’accoglienza da parte di CasaPound, Lega Nord, ecc.) si sono detti più che sorpresi dalla notizia e per nulla d’accordo con il “metodo” usato nei loro confronti. “Non siamo pacchi postali”, hanno così fatto sapere attraverso un comunicato pubblicato dal profilo social della squadra di calcio dei Black Panthers. Formata dai ragazzi che vivono alla Montello, la squadra che il comitato “Zona 8 Solidale” definisce una “squadra afromilanese” è nata proprio grazie al sostegno di attivisti della sinistra cittadina, che hanno anche provveduto a lanciare una raccolta fondi on line per promuovere l’iniziativa. Continua a leggere

Trans a 12 anni, cambia idea due anni dopo: ora deve operarsi per rimuovere il seno

Hanno già registrato centinaia di migliaia di visualizzazioni i video in cui il 14enne australiano Patrick Mitchell racconta la sua doppia transizione, da un sesso all’altro, nel corso di una intervista concessa alla trasmissione tv “60 Minutes”. “Non mi sentivo a mio agio con il mio genere, ma ora non è più così“, ha spiegato poi a “Now to Love”. Adesso, però, dovrà sottoporsi ad un intervento per rimuovere il seno. Continua a leggere

Missile nordcoreano nel cielo del Giappone: oggi la guerra è più vicina

Una minaccia seria, grave e senza precedenti“, questo il commento di Yoshihide Suga, membro del governo giapponese, dopo il lancio di un missile da parte della Corea del Nord che, stavolta, ha sorvolato il Giappone mettendo in allarme anche i cittadini, prima di finire nelle acque al di là dell’isola di Hokkaido.

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Immigrazione e narcotraffico: in Italia esplode il fenomeno delle mafie straniere

Confini aperti, meltin pot e bandiere arcobaleno. L’immagine utopistica e pacifista di un mondo senza Stati e bandiere funziona ormai soltanto nella testa di pochi fanatici. Nella realtà, non c’è solo il pericolo terrorismo connesso al radicamento sul nostro territorio di popolazioni di origine straniera e non ci sono soltanto le ovvie problematiche sociali e identitarie a costringerci ad una riflessione sul nostro futuro come popolo e come Stato. Stando ai dati ed al racconto contenuto nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia presentata dal procuratore Franco Roberti, infatti, lo scarso controllo di chi e di cosa entra ed esce dal nostro paese, negli ultimi anni, ha portato anche e soprattutto all’esplodere delle mafie di origine estera.

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Alfano (ma non solo) in contatto col “boss” dell’accoglienza

Il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, ieri, si è complimentato con la procura di Catanzaro per i quasi settanta arresti tra Crotone e Catanzaro, nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge la cosca Arena, il business dei migranti e non solo. Ma non sono state sufficienti le congratulazioni ad impedire che in tanti, M5S e Fratelli d’Italia in primis, ne chiedessero le dimissioni dal suo ruolo di governo in seguito ad una foto che continua a circolare e che ritrae lo stesso Alfano insieme a tre indagati nell’ambito dell’operazione Johnny: Leonardo Sacco, ritenuto il raccordo tra istituzioni e clan nell’ambito della gestione del centro d’accoglienza di Isola Capo Rizzuto, e poi Antonio e Fernando Poerio, che ne avevano gestito il servizio di fornitura pasti.

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Crotone, smantellata cosca della ‘ndrangheta: le mani sul business immigrazione

‘Ndrangheta, migranti, uomini di Chiesa e fondi Ue. Queste le parole chiave – alcune delle quali ricorrenti nelle cronache degli ultimi mesi – della maxi-operazione con la quale ben cinquecento agenti, sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e del procuratore capo Nicola Gratteri, hanno arrestato 68 persone appartenenti alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

La compagine criminale, tra le altre attività, lucrava soprattutto grazie al business dei migranti e, nella fattispecie, alla gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, uno dei più grandi d’Europa con i suoi cinque ettari di superficie ed i mille e cinquecento migranti ospitati. Nell’operazione la cosca sarebbe stata praticamente smantellata ma, quello che è interessante scoprire, è che tra i fermati, colpevoli secondo l’accusa di favorirne gli affari, ci sono anche Leonardo Sacco, presidente della sezione calabrese e lucana e già vice-presidente nazionale dell’organizzazione cattolica “Fraternità di Misericordia” che gestisce il centro, ed il parroco don Edoardo Scordio: anch’essi sono accusati di associazione mafiosa, reati finanziari e malversazione.

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Zara ritira gonna dalla nuova collezione, sotto accusa le rane “razziste”

No, non è l’ennesimo scherzo della rete. La catena di negozi che fa riferimento al marchio “Zara”, lo scorso 19 aprile, ha deciso di ritirare dalla propria collezione primavera-estate 2017, e quindi dai migliaia di punti vendita del brand spagnolo sparsi ormai in tutti il mondo, una minigonna di jeans sulla quale erano cucite alcune toppe di troppo. A seguito di una polemica innescata dalla fashion blogger americana Meagan Fredette, infatti, in rete si è diffusa l’idea che le tre rane riprodotte appunto sulla gonna fossero troppo simili a “Pepe the frog”: la meme divenuta suo malgrado protagonista della campagna presidenziale americana sarebbe ormai un simbolo intollerabile di razzismo.

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