
Lo scorso 1 ottobre, su diverse testate – tra le quali Rai News – circola una statistica: “il 43% degli italiani non ha redditi e quindi vive a carico di qualcuno“. “Quasi un cittadino su due non versa l’Irpef”, insiste il titolo.
Il tono della nota è chiaro fin dall’inizio: “Un Paese in cui il peso del fisco è concentrato su una minoranza di contribuenti“, in cui “il 78% di tutto il gettito Irpef è concentrato su 11,6 milioni di contribuenti”.
Tanto il titolo quanto l’introduzione dell’articolo sembrano far passare l’idea di un sistema di tassazione assurdo e ingiusto, in cui pochi lavorano per tutti.
Ma il primo inganno è proprio quel 43%, che in sé non vuol dire nulla.
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Nel 2010, all’interno del Ministero dell’Interno, veniva creato l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad). Gli ultimi dati disponibili risalgono al 2017, con 1048 presunti reati d’odio denunciati, in aumento rispetto ai 736 dell’anno precedente. Non sono disponibili cifre a proposito delle condanne relative all’anno 2017 né agli anni precedenti, ma sono invece disponibili i numeri relativi al 2016: ebbene, su 736 denunce per crimini d’odio, solo 424 si sono trasformate in processo e – udite udite – 


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