
Dopo duecento anni di storia, la Colombia ha un presidente di sinistra.
E Gustavo Petro, nipote dell’immigrato italiano Francesco Petro, ex guerrigliero, ha fatto di tutto perché il momento fosse storico.
A cominciare dai simboli.

Dopo duecento anni di storia, la Colombia ha un presidente di sinistra.
E Gustavo Petro, nipote dell’immigrato italiano Francesco Petro, ex guerrigliero, ha fatto di tutto perché il momento fosse storico.
A cominciare dai simboli.

E’ arrivata anche sui giornali italiani la campagna del governo spagnolo all’insegna del “body positive”. Ed è stata accolta, ovviamente, dagli applausi della sinistra nostrana che poi, però, si è lasciata sfuggire lo scandalo che ha seguito l’iniziativa.
Ecco perché e di cosa si tratta.

In un video postato pochi minuti fa, Alessandro Di Battista ha spiegato perché non sarà candidato alle prossime elezioni politiche. Ecco i passaggi fondamentali.
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In un colpo solo, ci siamo trovati di fronte ad una dimostrazione del pessimo stato del giornalismo oggi e della strumentalizzazione delle tematiche lgbt.
Due giorni fa, svariate testate (regionali e non solo), titolavano all’unisono: “Licenziato perché gay: la battaglia di Davide Sgrò a Catanzaro”.
Oggi la smentita: lui o l’Agi (delle due l’una) si erano inventati tutto.

Ci è arrivato persino Giuseppe Conte: “Vogliamo più che mai, e molto più di altri, essere e contare in Europa e mantenere la nostra storica alleanza dentro la Nato. Il punto è come si sta in queste sedi: con dignità e autonomia, consapevoli di essere una delle prime democrazie al mondo, oppure si svolge il ruolo di terminali passivi di decisioni assunte da altri?”.
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In carica dal 13 febbraio 2021, il governo Draghi è stato, insieme al secondo governo Conte, l’espressione più antidemocratica ed autoritaria della storia repubblicana.
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[AQUÍ PUEDES LEER ESTE ARTÍCULO EN ESPAÑOL]
Vi abbiamo già spiegato cosa sono le Hogueras di Alicante ma, dopo quelle appena concluse, ci siamo resi conto che è tutto inutile.
Perché le Hogueras sono l’euforia invade la città, il tempo che si ferma, la magia che esplode durante la Notte di San Giovanni.
Le Hogueras sono, prima di tutto, un rito comunitario, popolare, autentico.
Sono emozione pura e, per essere comprese, vanno vissute.
Le Dame del Fuoco in lacrime dopo il gesto ancestrale di accendere il fuoco, il bagno d’acqua durante la Notte dei Fuochi, la commozione per la Mascletà, il rumore dei petardi, l’odore della polvere da sparo, gli amici, le “barracche”, le sfilate in costume, gli spettacolari e coloratissimi “Ninot”, musica e balli in ogni strada, la festa giorno e notte, ad ogni età.
Sono tutte le manifestazioni di un sentimento che va oltre le parole.
Del resto, vi abbiamo raccontato il simbolismo della festa ma, come per ogni simbolo, le spiegazioni razionali sono superflue.
Contano solo percezioni e istinto.
L’incanto del fuoco, il culto dell’acqua, l’incontro di arte e distruzione, di morte e rinascita, sono gli elementi fondamentali di un momento di vera catarsi collettiva.

[QUI PUOI LEGGERE QUESTO ARTICOLO IN ITALIANO]
Ya os hemos explicado qué son las Hogueras de Alicante.
Tras las recién concluidas, nos hemos dado cuenta que no sirve de nada.
Porque las Hogueras son la euforia que invade la ciudad, el tiempo que se detiene, la magia que estalla durante la Noche de San Juan.
Las Hogueras son, ante todo, un rito comunitario, popular, auténtico.
Son pura emoción y, para comprenderlas, hay que vivirlas.
Las Damas del Fuego que lloran tras el gesto ancestral de encender el fuego, el baño de agua durante la Nit de la Cremà, la emoción por la Mascletá, el constante ruido de los petardos, el olor a pólvora, los amigos, las “barracas“, los desfiles, los espectaculares “Ninots“, la música y el baile por todas las calles, la fiesta día y noche, a todas las edades.
Son manifestaciones de un sentimiento que va más allá de las palabras.
Después de todo, os hemos hablado del simbolismo de la fiesta pero, como con cualquier símbolo, las explicaciones racionales sobran.
Sólo importan las percepciones y los instintos.
El encanto del fuego, el culto del agua, el encuentro del arte y la destrucción, de la muerte y el renacimiento, son los elementos fundamentales de un momento de verdadera catarsis colectiva.

Cinematograficamente si sta parlando molto di “Don’t Look Up“, film con Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence uscito lo scorso dicembre, disponibile su Netflix, scritto e diretto da Adam McKay.
Lo abbiamo visto e, come facciamo nel caso di contenuti culturalmente interessanti, ne offriamo una breve analisi in prospettiva socio-politica.
Gli spunti al riguardo, in effetti, non mancano.

L’altro giorno ho visto “House of Gucci”.
Sono sempre curioso di vedere come vengono rappresentati gli italiani da parte del cinema straniero. Quasi sempre, infatti, il risultato è un’accozzaglia di stereotipi.
E, anche se non ho nulla contro gli stereotipi, è importante saper contestualizzare, usare il giusto registro e sapere di cosa si parla quando si tratta del caso concreto.
Se parli di Gucci, soldi, potere e di un delitto, ad esempio, non mi aspetto una rappresentazione macchiettistica.
Nel nuovo film di Ridley Scott, che si concentra sull’avvento di Patrizia Reggiani nella casa di moda Gucci, tutti i personaggi sembrano un po’ una macchietta, cinematograficamente parlando.
Ora, non so se questo ha qualcosa a che fare con la rappresentazione e la concezione dell’italianità negli Usa, ma resta il fatto che diversi elementi rendono artificiali recitazione e plot, facendo sembrare il film più una soap opera che un capolavoro del cinema.
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