Riscritta “La Bella e la Bestia”: l’originale è sessista e insegna alle donne la sottomissione

Ricordate “La Bella e la Bestia” e la romantica versione della favola per bambini disegnata dalla Walt Disney? Anche quella, come il 90% delle versioni della storia, non sarebbe altro che una versione sessista dell’amore tra uomo e donna. Almeno secondo Belén Gaudes e Pablo Macías, che hanno perciò dato vita ad una collana, “Érase dos veces” (“C’era due volte”), in cui hanno trovato spazio finora una dozzina di racconti classici per bambini, rivisitati secondo i canoni del politicamente corretto. Continua a leggere

Tutte le bugie del governo sull’immigrazione

Pochi giorni fa, alla Camera dei deputati, in un convegno dal titolo “La tutela della salute dei migranti e della popolazione residente“, è stata presentata la relazione fatta dall’apposita “Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione e di espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate”, istituita esattamente tre anni fa (17 novembre 2014). Insomma, un rapporto incentrato sulla questione sanitaria ma con un approccio globale al problema, che il presidente della commissione Federico Gelli (ovviamente del Pd) ha riassunto in termini rasserenanti: “È importante ad esempio”, ha scritto sul suo sito, “sottolineare quanto sia infondato il timore di una diffusione incontrollata di malattie infettive“. D’altra parte, nel corso della presentazione, anche il capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Gerarda Pantaleone – prefetto di Napoli fino a pochi mesi fa, prima della nomina ministeriale – ha assicurato: “non c’è stata nessuna invasione nel nostro Paese“. Di più: “non c’è più la parola emergenza” perché si è “dato vita all’ossatura di un sistema d’accoglienza”. Insomma, il governo prova a calmare le acque e i giornali gli fanno eco: “i migranti arrivano con salute invidiabile, si ammalano qui”, titolava il Giornale. “I numeri, mai come quest’anno, inducono a pensare che non ci sia un’emergenza”, ha scritto il Fatto Quotidiano.

Sembra proprio che nessuno, incluso il presidente della commissione, abbia letto la relazione presentata o che, almeno, non abbiano trovato opportuno politicamente spiegare davvero cosa dicono i numeri presentati (e non solo). Noi, però, l’abbiamo letta con attenzione ed ecco tutte le bugie e le contraddizioni rispetto alle affermazioni del governo. Continua a leggere

“Magni? Era un fascista”: no dell’Anpi alla pista ciclabile dedicata al “Leone delle Fiandre”

Scomparso a Monza nel 2012, per tre volte – nel ’48, nel ’51 e nel ’55 – vinse il Giro d’Italia, per altre tre il Campionato italiano e sempre tre volte (consecutive) trionfò al Giro delle Fiandre, ciò che gli valse l’appellativo di “Leone delle Fiandre”. Fu commissario tecnico della nazionale, “terzo” nell’eterna sfida tra Coppi e Bartali e la sua tomba è oggi custodita all’interno del cimitero monumentale di Monza.

Ma Fiorenzo Magni, professionista dal ’41 al ’56, figlio di un trasportatore, dopo l’armistizio del ’43 rispose alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana stabilita nel Nord Italia da Benito Mussolini. Una “colpa” che gli costò per sempre l’accusa di essere fascista e, di conseguenza, diverse contestazioni (quando vinse nel ’48, a Milano, fu fischiato dal pubblico) ed anche qualche tentativo di aggressione, come scriveva proprio Internazionale (“La storia sbagliata di Fiorenzo Magni) qualche anno fa. Continua a leggere

Halloween: “è razzista vestire tua figlia come Moana”. Colpevole anche Elsa di Frozen: “simbolo del potere bianco”

La pagina Facebook del blog supera i 18mila like, quelli che la seguono sono quasi 19mila ed il suo fine dichiarato sarebbe quello di “aiutare genitori ed insegnanti che provano a parlare di razza ai più piccoli”, al fine di prepararli a lavorare per la “giustizia razziale”. Così, a poche ore da Halloween, un post di raceconscious.org, pubblicato lo scorso 5 settembre, è stato ampiamente ripreso da numerosi giornali online anglofoni, come il Daily Mail, il Sun e il Mirror, anche a seguito di alcune precisazioni giunte in seguito. Secondo questo post, infatti, in occasione della festa delle “streghe”, in cui ormai si è soliti (anche in Italia) vestire i bambini con ogni sorta di travestimento, dovreste fare molta attenzione a vestire le vostre figlie di razza caucasica come la polinesiana principessa disenyana Moana: probabilmente è segno che siete razzisti. Un’assurdità forse incomprensibile in Italia che, però, è necessario contestualizzare all’interno di una paranoia razziale che oltre-oceano è ormai all’ordine del giorno (l’intera serie Netflix “Dear White People” era basata su una festa universitaria considerata razzista perché il tema era black-face). Continua a leggere

Referendum, “autonomia” legittima se non avesse obiettivi anti-nazionali: Zaia e Maroni ben oltre la Costituzione

In Veneto, dove era previsto il vincolo del quorum per la validità del referendum, il 57,2% degli elettori ha votato e ben il 98% di loro ha chiesto al governo regionale di trattare con Roma maggiori spazi di autonomia e maggiori competenze. In Lombardia (dove il quorum non era necessario), anche se il dato è ancora non ufficiale per problemi tecnici che hanno rallentato lo scrutinio elettronico, a votare è stato circa il 40% ed il 95% ha chiesto la stessa cosa. Un buon risultato in Lombardia per il presidente Roberto Maroni, un vero e proprio successo per Luca Zaia in Veneto. “Nessuna gara con Zaia, ora uniamo le forze per la battaglia del secolo“, ha dichiarato il presidente leghista della lombardia in riferimento al risultato fatto registrare nella regione governata dall’altro esponente leghista che, a sua volta, ha affermato: “Vogliamo che i nove decimi delle tasse restino nella nostra regione: questo è il big bang delle riforme“.

Dichiarazioni che, al di là del reale successo politico, vanno evidentemente al di là del dettato costituzionale. Come avevamo già spiegato, infatti, il rischio preannunciato era proprio quello che la Lega utilizzasse strumentalmente l’art. 116 della Costituzione per fare propaganda e provare – più o meno seriamente – ad ottenere molto di più e molto altro rispetto a quanto la Costituzione prevede. Trattenere i nove decimi delle tasse o, come aveva già dichiarato Maroni, poter semplicemente tenersi più soldi rispetto a quelli versati a Roma, a parità di competenze, è infatti ben altra cosa rispetto alle autonomie (non l’Autonomia, appunto) che l’articolo in questione prevede come possibilità. Continua a leggere

Referendum per l’autonomia lombarda: tutto quello che c’è da sapere sul voto di domenica

Questa domenica, 22 ottobre 2017, dalle ore 7 alle 23, tutti gli aventi diritti al voto con residenza nella regione Lombardia potranno partecipare al referendum consultivo sull’autonomia.

DI CHE COSA SI TRATTA?
Tutto nasce dall’articolo 116 della Costituzione che, dopo aver elencato le regioni italiane a statuto speciale, chiarisce che “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia […] possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119″. In altre parole, le Regioni possono chiedere allo Stato maggiori competenze e di conseguenza maggiori risorse economiche per farvi fronte. Come è evidente anche dal testo costituzionale, non sarebbe stato necessario un referendum per avviare la trattativa tra Stato e Regione e fare approvare una legge che redistribuisca le competenze non esclusive dello Stato. Il governatore lombardo, però, lamentando la scarsa attenzione da parte del governo centrale sulla questione, ha deciso di far sentire comunque la voce dei lombardi, un passaggio secondo molti inutilmente costoso (si parla di oltre 50 milioni di euro). Continua a leggere

“Tra uomini e donne differenze innate anche a livello cellulare”: la ricerca della Statale che ricorda il gap di genere

Esistono importanti differenze tra le cellule endoteliali maschili e femminili, differenze osservate fin dalla nascita, quindi innate“.

Differenze innate. La biologia e, in questo caso, la biotecnologia ancora una volta ci assistono per ricordarci che le categorie di uomo e donna non sono esattamente inventate dalla società e che nascere uomo o donna non significa soltanto avere un pene o una vagina, nel bene e nel male. Così come le differenze comportamentali e psicologiche (interessanti, nel merito, alcuni paragrafi del libro “Contro l’eroticamente corretto”), dovute anche a conformazioni cerebrali differenti dei due sessi, molti altri sono gli aspetti che distinguono maschi e femmine, ben prima di venire al mondo, ben prima dell’educazione, ben prima delle teorie “gender”.

E’ uno studio di Maria Grazia Cattaneo e di Lucia Vicentini, del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale dell’Università Statale, portato avanti in collaborazione con l’Università di Verona, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l‘Istituto Nazionale dei Tumori a ricordarci, questa volta, le differenze tra i due sessi che, in questo caso, influiscono in maniera diversa sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Continua a leggere

Centrodestra, torna Parisi e vuole fare a pezzi lo Stato sociale. Flat tax e “minimo vitale”, magari si ma non così

Milano – Duecento persone circa, atmosfera cupa, giacche e cravatte. L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che già da tempo dichiara di “lavorare per costruire un’aggregazione tra Ap ed altre forze e personalità, prima fra tutte Stefano Parisi“, in prima fila, siede proprio accanto all’ex candidato sindaco di Milano, ex delfino designato di Berlusconi ed ora a capo del suo nuovo soggetto, “Energie per l’Italia“. Presentato in grande stile, nel settembre scorso, all’interno dei diecimila metri quadrati del Megawatt, lunedì scorso, Parisi e i suoi si sono invece ritrovati al teatro Franco Parenti.

Già in occasione della presentazione, Rivoluzione Romantica aveva documentato la realtà di un soggetto che sembrava voler riportare il centrodestra ad un liberismo più esplicito, quasi Ottocentesco nel suo timore nei confronti dello Stato. Oggi, quel timore viene confermato dalla proposta di lavoro avanzata proprio in occasione dell’incontro di due giorni fa: “25xtutti, la proposta di flat tax e introduzione del minimo vitale elaborata negli scorsi mesi dall’Istituto Bruno Leoni“, come riassume Parisi nell’invito telematico rivolto ai suoi. Continua a leggere

Napoli, centri sociali tentano l’assalto a CasaPound: al solito, nessuna condanna politica

La manifestazione era stata regolarmente autorizzata e così, giovedì scorso, a Napoli, un nutrito gruppo di militanti di CasaPound si è ritrovato in piazza principe Umberto per chiedere sicurezza, lotta al degrado e ribadire: “Vasto è Italia”. In breve, per rispondere e aggiungere la propria voce all’appello dei cittadini che, in seguito ai fatti di agosto, hanno chiesto allo Stato di non abbandonarli al loro destino. Ma, per i centri sociali napoletani, era evidentemente troppo. Ecco perché sono giunti in forze a tentare di impedire il presidio pacifico indetto dal movimento di destra radicale. Continua a leggere

Altro che di destra, lo ius sanguinis torna con la Rivoluzione Francese. E lo ius soli è un “residuo feudale”

“Ripeti una menzogna con costanza, qualcuno lo convincerai. E’ così che diventa semplice anche far passare l’idea, ad esempio, che l’Italia, paese ancorato allo jus sanguinis, sia dunque arretrato e non al passo coi tempi come gli altri paesi”. Quattro anni fa, esordiva con queste parole un articolo che pubblicavamo su questo sito (e del quale consigliamo vivamente la lettura) per mostrare come, sulla base dei risultati di una ricerca dell’Università di Modena, l’anacronismo dello ius sanguinis non fosse altro che una bugia, appunto. Oggi che il dibattito si infiamma, c’è bisogno di ribadire quel concetto ma c’è anche bisogno, dal momento che è avvenuta una forte polarizzazione delle posizioni in merito, di ribadire un altro aspetto da evitare nell’affrontare la questione: la banalizzazione dei due principi. Ecco perché. Continua a leggere