Oltre mille e trecento arresti solo a Londra: questo è il bilancio ufficiale (e provvisorio) al settimo giorno di proteste nella capitale britannica. Da lunedì, infatti, gli attivisti di “Extinction Rebellion” – che ieri seguivano accampati nella centralissima Trafalgar Square, circondati dalla polizia – hanno messo in scena diverse iniziative tese a paralizzare la città. Tanto che a finire in “manette” è stato anche un membro della casa reale belga, la principessa Maria-Esmeralda, trattenuta per cinque ore dalla polizia per un interrogatorio, proprio dopo aver partecipato alla protesta in Trafalgar Square giovedì scorso. Continua a leggere
Autore: Emmanuel Raffaele Maraziti
“Joker”, capolavoro allucinato che ci trascina nell’abisso
E’ un film allucinante e allucinato il “Joker” di Todd Philips. E’ stato definito un capolavoro e, senza dubbio, lo è. Nichilista, senza eroi e senza rivalsa.
Un “Joker” inedito e un Phoenix da Oscar, con una teatralità che, tra l’assurdo e il surreale, ti stravolge costringendoti a guardare nell’abisso.
L’esplosione del “Joker” è quella di una bomba ad orologeria che nessuno è capace di fermare.
Gli hanno insegnato che tocca sorridere, gli hanno spiegato quanto erano belli e buoni quelli tutti perfetti, in giacca e cravatta, gli hanno dipinto un mondo di buoni che però continua a prenderlo a calci in faccia. E il suo sorriso obbligato, il suo sorriso malato, gli appare come tragedia e condanna, finché smette di sorridere e trasforma il suo sorriso in ghigno, il suo ghigno in giudizio. Giudizio finale. Insensato, folle.
Costretto a sorridere della tragedia, trasforma la tragedia in commedia.
E il sorriso si fa di sangue. Spietato.
C’è un’anima sepolta da metri e metri di terra e sputi.
C’è un’anima sepolta da chili e chili di rabbia.
C’è un’anima che non vuole il martirio ma la vendetta.
C’è un’anima che sa di non poter vincere e decide di cavalcare la sconfitta.
Del resto, non ci sono molti altri posti liberi: bello, bravo e buono o ingabbiato nel ruolo del cattivo. I personaggi secondari non piacciono alla folla, non gli interessano.
Siamo quello che facciamo, è vero, ma per gli altri siamo solo quello che facciamo mentre ci stanno guardando, mentre recitiamo, mentre facciamo la nostra apparizione. Dietro le quinte, in camerino, quello che facciamo già non conta nulla.
Potrebbe essere “giustificazionista” il film di Philips. Potrebbe essere questa la critica da muovergli: siamo ciò che la società ci ha fatto diventare e, se siamo cattivi, è in fondo colpa degli altri. Se non fosse che non c’è empatia e non c’è solidarietà: l’assurda e imprevedibile pericolosità del Joker fa paura. Il suo sfogo rabbioso ad una vita di frustrazioni non è niente più che rabbia cieca. Non è la giustizia ciò che cerca. E’ rinuncia all’esistenza stessa della giustizia. E’ una resa ai vincitori che lo relegano all’insensatezza.
Non fa rabbia a sua volta proprio perché ha perso.
Non siamo ciò che la società ci ha fatto diventare. Non siamo neanche ciò che ontologicamente e aprioristicamente dovevamo essere. Siamo molto più semplicemente il risultato dei colpi e delle carezze ricevute da un corpo e da un’anima unica e irripetibile.
Siamo quel che resta del nostro spirito dopo aver fatto i conti con le debolezze del nostro corpo e le trappole della nostra mente, messo alla prova dalle circostanze a volte gentili e a volte molto meno gentili del mondo.
Emmanuel Raffaele Maraziti
Francia, “Le Figaro”: “abbiamo diritto all’islamofobia”
Attento alla tematica (molto sentita in Francia) della laicità, circa un mese fa, lo scrittore transalpino Henri Peña-Ruiz, nel corso di una conferenza organizzata dal partito di sinistra radicale “La France insoumise“, ha scatenato le polemiche dei radical chic affermando: “abbiamo il diritto di essere islamofobi“.
La frase, subito rimbalzata sui social network, debitamente depurata del contesto e del resto della frase (“Abbiamo il diritto di essere ateofobi, così come abbiamo il diritto di essere islamofobi. D’altra parte, non abbiamo il diritto di rifiutare uomini o donne perché sono musulmani“), ha catturato l’attenzione persino del segretario di Stato Julien Denormandie, che su Twitter si era subito prodigato a richiamare il filosofo all’ordine. Da ogni parte, infatti, gli sono piovute addosso accuse isteriche di razzismo, costringendo l’autore ad innumerevoli interviste per spiegare la sua posizione. Continua a leggere
Alicante, la “Amerigo Vespucci” entusiasma italiani e spagnoli [FOTO]

Tre mesi di navigazione, sei tappe in “terra straniera”, 121 cadetti dell’Accademia Navale di Livorno (tra cui 28 donne): questi i numeri principali della campagna di formazione della “Amerigo Vespucci”, storica nave-scuola della Marina Militare italiana, che ha da poche ore lasciato il porto di Alicante (Spagna) per fare ritorno in Italia.
Progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi insieme alla “Cristoforo Colombo, costruita nel 1930 e “inaugurata” a Castellamare di Stabia il 22 febbraio del 1931 in pieno regime fascista, la na
ve è tornata ad Alicante dopo vent’anni ed è stata accolta con grande entusiasmo dai molti italiani che vivono in città, dai numerosissimi turisti che la affollano e dagli alicantini, che le hanno dato il benvenuto ufficiale, alla presenza del sindaco Luis Barcalà, lo scorso 9 settembre.
Numerose le visite registrate prima
della partenza, il 13 settembre, alla volta di Portoferraio, dove giungerà il prossimo 19 settembre per la sua ultima sosta prima di far ritorno nella vicina Livorno il 21 settembre. Continua a leggere
L’insopportabile deriva reazionaria di Conte
Sobrietà. Per Giuseppe Conte la parola d’ordine è la stessa di Mario Monti.
“Equilibrio e misura, sobrietà e rigore”, ha ribadito: “lezioni di galateo” che, come ha giustamente ricordato in Senato il leghista Riccardo Molinari, appaiono quanto meno ardite per chi è stato messo sulla poltrona dal partito del “Vaffa-day”.
Anche se il premier è stato abile nell’uscire allo scoperto dopo essersi garantito appoggi internazionali, il fatto di trovarsi dalla stessa parte della barricata delle élite e delle lobby contro le quali tuonavano fino a ieri, continua evidentemente a sfuggire a militanti e parlamentari grillini. Ma è davvero inquietante la sostanza soporifera del discorso pronunciato da Conte, insistente nel sottolineare l’entrata a far parte dei salotti moderati della politica, con il Pd a fare da garante.
IL M5S NEL CLUB DEI BUONI
Basta “frastuono”, ha spiegato, e basta “dichiarazioni bellicose e roboanti”. Bisognerà starsene tranquilli e buoni, non disturbare troppo, parlare a bassa voce, non lamentarsi, non protestare, non appassionarsi. La fine di ogni cambiamento nel reazionarismo linguistico.
“Io e tutti i miei ministri”, ha proseguito, “prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee”.
Tono paternalistico e moralismo: le buone maniere prima di tutto, e vestirsi bene, certo.
“Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione”: San Giuseppe da Foggia dixit.
“La lingua del governo sarà una lingua mite“, ha proseguito il folgorato sulla via di Damasco, che all’immagine di Padre Pio ha però sostituito il presidente della commissione europea Von der Leyen.
Nel nuovo corso, niente più crocifissi: la nuova religione sono le buone maniere fine a se stesse. E il Conte-bis ha battezzato i grillini al nuovo credo. Continua a leggere
Quando Renzi diceva: “chi ha perso le elezioni non può andare al governo” [VIDEO]
“Siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al governo, noi non possiamo far passare il messaggio che il 4 marzo sia stato uno scherzo. Il Pd ha perso, io mi sono dimesso e sette italiani su dieci hanno votato o per Salvini o per Di Maio. E’ così e allora tocca a loro governare. Noi non possiamo con un gioco di palazzo rientrare dalla finestra dopo che gli italiani ci hanno fatto uscire dalla porta. Noi non possiamo pensare dalla mattina alla sera che i giochetti dei caminetti romani valgano più del consenso degli italiani”.
Così Matteo Renzi a “Che tempo che fa” il 29 aprile 2018 (in un passaggio che è ancora presente anche sul canale youtube del Partito Democratico), a poche settimane dalle elezioni politiche, quando il Pd rifiutava accordi con il M5S, che invece non escludeva di fare un contratto di governo con il centrosinistra. Continua a leggere
Parte il Conte-bis e il Movimento è un po’ più “casta”
Con il voto di oggi sulla piattaforma online “Rousseau”, hanno espresso la propria preferenza sul governo M5S-PD ben 79.634 iscritti al Movimento 5 Stelle, approvando così, con una maggioranza schiacciante, la trattativa e l’accordo trovato con il Partito Democratico dalla delegazione guidata dal capo politico ed ex vice-premier Luigi Di Maio. L’ennesima (per alcuni sospetta) conferma delle decisioni dei leader di partito, sostenuta addirittura dal 79,3% dei votanti (63.146 iscritti) contro un 20,7% di contrari (16.488 iscritti) su 117.194 aventi diritto. Un record, spiegano sul blog del Movimento, considerato che il precedente era del maggio 2019 con 56.127 voti espressi. Resta ora da vedere se ci saranno spaccature significative in Parlamento, anche se non appare molto probabile.
Dunque, messo da parte l’impegno del premier incaricato a non partecipare ad altri governi, il Conte-bis partirà.
Anche a costo di rinunciare al Vicepremier e probabilmente al Ministero dell’Interno; anche a costo di non avere nessuna garanzia precisa da parte del Pd sui punti considerati imprescindibili da Di Maio; nonostante il tradimento di Grillo che ha pubblicamente attaccato lo stesso capo politico del Movimento accusandolo di sabotaggio e “brama di potere”,; nonostante un premier che poco a poco prende le distanze dal M5S per farsi una carriera per conto suo.
Appoggiato dai leader di mezzo mondo, il suo potere contrattuale è cresciuto a dismisura ed ora è il Movimento a inseguire. Continua a leggere
Assalto a Ceuta: in 155 scavalcano le barriere per entrare in territorio spagnolo
Era da circa un anno che la Spagna non assisteva ad un assalto simile nell’enclave spagnola di Ceuta, circondata dal Marocco. Da cinque mesi un gruppo di circa duecento persone si preparava all’azione. Undici agenti dela Guardia Civil spagnola sono rimasti feriti nell’attacco.
Ieri su El País: “Radiografia di un suicidio politico”

Per “El Pais” è tutto molto chiaro: “Dopo le elezioni europee, nelle quali la Lega ha dilagato in Italia, il Governo si è spaccato in tre blocchi: l’esecutivo di Salvini; quello di Luigi Di Maio, e un altro formato dal primo ministro, Giuseppe Conte, il titolare degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, il titolare dell’Economia, Giovanni Tria, e lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Da questo terzo polo, più istituzionale e vicino all’Unione Europea – spiega un deputato del Pd prossimo alle negoziazioni -, si è iniziato a tessere la trama della cosiddetta Operazione Ursula […]. Diffidente per natura, questa volta [Salvini, ndr] ha percepito indizi reali”. Continua a leggere
Victoria (Australia): via al cambio di sesso sui documenti
Nello Stato di Victoria (Australia), il quinto a prendere un provvedimento simile, ciascuno potrà ora decidere il sesso da inserire sul proprio certificato di nascita e, quindi, sui proprio documenti di identità.
Ciò sarà quindi possibile, quindi, anche per le persone transgender e/o che non abbiano effettuato l’operazione chirurgica per il passaggio da un sesso all’altro.
La possibilità di essere biologicamente maschietti ma farsi registrare come femminucce (e viceversa) sarà aperta anche ai minori, che avranno però bisogno del parere di uno psicologo.
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